Aeroporto di Comiso, “ha da passà ‘a nuttata”

Ci si consentito il riferimento alla commedia napoletana che nel ragusano è ormai di casa, la farsa è diffusa in provincia, dall’acqua ai rifiuti, passando per le discariche, dall’autostrada alla ferrovia e alla metro ferrovia, viviamo sui tappeti volanti per centri storici svuotati, progetti ventennali di rilancio turistico culturale, ci mancano solo le Olimpiadi o l’Expo.
Abbiamo ascoltato l’attesa intervista dell’amministratore delegato della SAC di Catania, la società di gestione degli aeroporti di Catania e di Comiso.
Le parole, meglio le risposte, di Nico Torrisi erano attese non tanto perché si sperava di avere notizie buone e novità positive, che, in ogni caso, per nuove rotte, sarebbero in arrivo, quanto perché l’intervistatore è stato il Direttore di TeleIblea Papa che, oltre a svolgere egregiamente la sua professione di giornalista, è particolarmente preparato, per precedenti esperienze e amicizie in alto loco nel settore aeroportuale e dei collegamenti aerei in generale.
Purtroppo, anche Mario Papa, vivendo a Ragusa, è ormai cronicamente infetto dal covid cassiniano che ha diffuso il credo della moderazione, del confronto soft, della critica elegante e contenuta, che aborrono tensioni, scontri verbali e domande impertinenti se non proibite.
Non ha voluto mettere alle strette il dr Torrisi che, del resto, è in una botte di ferro, gestisce una società, la deve gestire al meglio economicamente, ha la politica, almeno una parte, che lo tiene sulla poltrona, l’aeroporto di Comiso non è certo una cosa nostra, è di Catania, quantomeno come gestione, lo consegnarono, a suo tempo, ai catanesi, preoccupandosi di sventare eventuali appetiti milanesi maldigeriti dai catanesi, i politici di sinistra che governavano Comiso, parentesi di centro destra utilizzavano l’aeroporto come pista di prova delle supercar degli amici, l’attuale sindaco, per questioni economiche, si è trovata a consegnare praticamente l’aeroporto nelle mani della SAC che ha rilevato la SOACO, vecchia società di gestione dell’aeroporto.
Per qualche poltrona, un po’ tutti hanno subito questa situazione.
Ma poi, quale è realmente questa situazione?
Non lo si è capito nemmeno dopo l’audizione di Torrisi, tanto da poter giungere alla conclusione, e torniamo alla commedia napoletana, “Ha da passà ‘a nuttata”.
Là era Napoli milionaria, qui ci troviamo davanti a Catania milionaria, con 11 milioni passeggeri all’anno che passa un po’ di pane raffermo e dell’acqua al povero scalo di Comiso, forte di soli 300.000 passeggeri
Si spera, ma nessuno ci crede, che un giorno questa gestione della SAC avrà una scadenza, ma siamo certi che saranno innumerevoli i cavilli che impediranno di liberarsi dal giogo etneo.
Appunto, “ha da passà ‘a nuttata’.
Che poi, quando farà giorno, chi è il proprietario dell’ aeroporto dovrebbe farsi trovare pronto per gestire direttamente o con una nuova società, dove, si spera, dovrebbe avere voce in capitolo.
Ma il livello attuale di quanti dovrebbero occuparsi di aeroporto è assai scadente, ma soprattutto non si sa di chi è l’aeroporto ? Dello Stato, della Regione, del Comune di Comiso?
Torrisi ha abilmente aggirato la domanda in merito, viviamo nel limbo di dichiarazioni incomplete e di trattative con le linee aeree delle quali non si può sapere quali sono i reali contenuti: l’intervista è appunto iniziata con la replica della favoletta: “Avevamo una bozza di accordo con Ryanair, non c’erano le firme, alcuni passaggi erano interpretati diversamente, Ryanair poneva condizioni inaccettabili per la SAC e rompeva, ma solo per Comiso, perché per Catania il matrimonio continua alla grande.
E qui Mario Papa non ha chiesto .”Ma quali erano queste condizioni inaccettabili che non si ponevano, invece, per Catania?
Ma Torrisi non ha detto che l’aeroporto è morto: la prossima stagione estiva si preannuncia “scoppiettante”, EasyJet collegherà con Malpensa e con Napoli, Volotea con Bari, Torino e Verona, Transavia con Parigi, Neos con Verona e Malpensa, potrebbero arrivare altri vettori per la parte occidentale del continente europeo, fra poco ci diranno che l’aeroporto sarà chiuso per congestione.
Il dr. Torrisi ha concluso giudicando proficuo per Comiso il fatto che non ci sia un monopolista, ha poi ripreso quanto sussurrato dal board di Ryanair, durante l’ultima visita a Catania, riaffermando che se ci sono soldi si può discutere sulla crescita di Comiso: da 5 a 10 milioni investiti sul territorio e tutto si risolve.
Lo stesso discorso della richiesta al sindaco di Ragusa di parte della tassa di soggiorno, ma per avere cosa ?
Nessuno, né Mario Papa, né, a suo tempo, Cassì, hanno chiesto: “Quanto chiedete e per che cosa? Cosa ci verrà garantito per una certa cifra?”
Forse Papa avrebbe le idee chiare su cosa chiedere, Cassì, forse, avrebbe bisogno di consultarsi con il suo cerchio magico e con quanti verrebbero a soffrire per il dirottamente dei fondi della tassa di soggiorno, poi ci sarebbe il dott. Lumiera con tutta la burocrazia del caso, indiscutibile, le manifestazioni di interesse, etc etc.
Del resto, a ben guardare, l’aeroporto non interessa a nessuno, forse è un problema irrisolvibile.
Avete mai avuto occasione di uno spettacolo di tale assoluto silenzio dei politici per l’aeroporto? Avete mai ascoltato qualche passo avanti dei sindaci? Del resto, si può parlare di una cosa non di proprietà? Stiamo parlando di sistemare gli armadi in una casa di altri, che non sappiamo nemmeno chi siano.
Il dr Torrisi vede un grande futuro con il cargo, sarà strategico per Comiso, ma quando Papa ricorda che il sindaco di Comiso ha riferito di tre studi economici che ritengono economicamente non conveniente il cargo. Torrisi ha di nuovo evitato di rispondere.
Uno slalomista abile che ha mostrato anche di soffrire di trance casiniana: cargo, autostrada, Ragusa Catania, collegamenti ferroviari, poi il dolce finale, la continuità territoriale, se ci sarà arriveranno le compagnie.
Ma quando? Sara meglio pensare al dopo, quando possibilmente scadrà anche il mandato di Torrisi e salirà qualcun altro per il giro in bicicletta.
“Ha da passà ‘a nuttata”… naturalmente per chi può rivendicare diritti sulla proprietà dell’aeroporto, tutti gli altri continueranno a vivere con il miraggio del rilancio turistico del territorio non appena Comiso sarà grande di nuovo, ma lo è mai stato?

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