Ora basta, lo spasso è eccessivo, qualcuno non sopravvivrà alle troppe risate

Non fanno mancare nulla, anche nel pieno della domenica, costretti a casa delle cattive condizioni metereologiche, c’è un quadretto, fra il sindaco e il consigliere Calabrese.
Ai rilievi del capogruppo del Partito Democratico, dei quali ci siamo occupati ieri, sulla mancata consegna di alloggi popolari agli assegnatari, il sindaco ha approfittato della prassi del quotidiano locale di dare spazio, contestualmente alla pubblicazione della nota, alla replica dell’amministrazione, per bocca del sindaco o dell’assessore competente.
Per Cassì, Calabrese ha sbagliato bersaglio, avrebbe dovuto rivolgersi allo IACP, lui come amministrazione era stato invitato solo ad un passaggio della definizione dell’iter di consegna. Nessuna mossa propagandistica, tantomeno campagna elettorale considerato che si era a nove mesi dalle elezioni.
Pur tuttavia, il Comune ha sempre vigilato sulle procedure di consegna, evidentemente malissimo, aggiungiamo noi, a rilento per criticità interne dello IACP.

Replica Calabrese:
“Siamo alle solite: quando ci sono meriti da prendere il sindaco Cassì è in prima fila, pronto a incassare e a far passare il messaggio che, qualunque sia il traguardo raggiunto, il merito è suo (o comunque di qualcuno della sua cerchia, quindi suo); se per caso, invece, qualcosa va storto, la colpa è di qualcun altro.
Cassì, però, va oltre e non solo nega le proprie responsabilità giocando a scaricabarile, ma ha la faccia tosta di puntare il dito contro chi ha attirato l’attenzione su quel qualcosa che non è andato a dovere, denigrandolo.

Non c’è che dire, il sindaco in questi sei anni ha imparato il modo peggiore di far politica… Sul caso specifico dell’assegnazione dei trentasei alloggi IACP, il primo cittadino dice di non avere responsabilità e nega che si sia trattata di campagna elettorale.
Mi è d’obbligo replicare a Cassì: la cerimonia di consegna degli alloggi, corredata di foto e comunicato stampa a firma dell’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa (il n. 532 del 14 ottobre 2022) si è svolta, appunto, a ottobre 2022, a campagna elettorale in corso.
Certo, da un punto di vista di definizione normativa (non dimentichiamo che Cassì sarebbe un avvocato) la “campagna elettorale” è autorizzata per i trenta giorni immediatamente a ridosso dell’appuntamento elettorale, ma sappiamo tutti benissimo che già un anno prima della scadenza del mandato chi ha intenzione di ricandidarsi inizia ad accentuare le azioni propagandistiche. Quindi, sì, a ottobre 2022 si era nel pieno della campagna elettorale.
Poi, Cassì omette di dire che le graduatorie di assegnazione degli alloggi le fa il Comune: tant’è vero che in quel comunicato si parlava di “sinergia e collaborazione istituzionale” tra Comune e IACP.
Non solo, il sindaco parlava della conclusione di un “iter lungo, complesso e faticoso, per il quale voglio ringraziare tutto l’Assessorato ai Servizi Sociali, l’Istituto Autonomo Case Popolari e tutti coloro i quali hanno collaborato a questo risultato tanto atteso e significativo”.
Quindi il Comune evidentemente un ruolo lo ha avuto, altrimenti il sindaco perché mai avrebbe dovuto ringraziare come se fosse stato lui in persona a chiudere l’iter?
Infine, Cassì dice che avrei dovuto chiedere allo IACP e non a lui.
Dimentica il sindaco che il primo interlocutore di un Consigliere comunale è il primo cittadino, sempre. Dimentica che è il sindaco che ha il compito istituzionale di chiedere spiegazioni, verificare, indagare, quando qualcosa non va e viene segnalato da cittadini o dai loro rappresentanti istituzionali.
Poi la contraddizione, da una parte dice che dovrei rivolgermi direttamente a IACP per avere risposte, dall’altra afferma di star vigilando sulla faccenda. Allora si può fare! Allora il sindaco può interessarsi presso altri enti di come sia andata a finire una questione che ha visto anche il Comune partecipare a una qualsiasi fase di un iter.
Insomma, colto in fallo Cassì non ha saputo trattenersi, non ha saputo dire l’unica cosa sensata, “avete ragione, quanto prima chiederò spiegazioni all’Istituto Case Popolari”, ma ha cercato solo di rivoltare la frittata, come al solito.
Purtroppo, il sindaco reagisce alle critiche come se chi le avanza si macchiasse di lesa maestà.
Prima o poi ne risponderà politicamente. Per noi l’importante è dare una casa a chi non ce l’ha e per questo motivo saremo a fianco dei cittadini assegnatari a combattere per il loro sacrosanto diritto di avere un tetto sulla testa”.
Lo dichiara il segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa, Peppe Calabrese.

Secondo il nostro modesto parere si Calabrese che il sindaco avrebbero dovuti aggiustare entrambi la mira, in ogni caso nessuno dei due è ancora intenzionato ad andare lunedì mattino allo IACP per rendersi contro della situazione e successivamente chiedere alle autorità preposte e all’assessorato regionale la rimozione dei vertici per manifesta incapacità e inadeguatezza.
Delle criticità negli uffici tecnici dello IACP si sapeva, ma dopo tre anni si affida un incarico a tecnici e a ditte esterne e si risolve il problema.
Ove ci fosse il diniego dei vertici regionali, questi vanno denunciati con nome e cognome, la gente deve sapere chi gira solo i pollici sul posto di lavoro, queste scandalose discrasie del sistema vanno denunciate, invece c’è la copertura reciproca, quando c’è da fare la foto sono tutti in prima fila.
Calabrese ha esagerato solo nel considerare a tutti gli effetti campagna elettorale una cerimonia dell’ottobre precedente alle elezioni, ma non sbaglia, e il sindaco non può negare che ci sono almeno tre comunicati dell’Ufficio Stampa di Palazzo dell’Aquila dove era chiaro che i meriti delle risposte al fabbisogno abitativo venivano rivendicati dall’amministrazione, del resto se il Sindaco era invitato alla cerimonia dell’ottobre 2022, perché provvede a stilare il comunicato o a non sottolineare che lo faceva per lo IACP ove, eventualmente, impossibilitato?
Se asserisce di avere seguito le procedure, perché non ha denunciato l’inefficienza dello IACP o dei suoi vertici regionali?
Piuttosto, ci viene da segnalare a Calabrese un particolare: dovrebbe spostare l’attenzione sui beni confiscati alla mafia e assegnati al Comune di Ragusa: anche il suo candidato sindaco, Schininà, si era impegnato in campagna elettorale a garantire maggiore trasparenza su tutti i beni assegnati al Comune e sul loro oculato utilizzo per i fabbisogni della comunità.
Ricordiamo che ci fu una consegna di alloggi riqualificati all’amministrazione, erano beni confiscati alla mafia, intervennero il sindaco, l’assessore Giuffrida e il Presidente del Consiglio Ilardo: non vorremmo che nemmeno questi alloggi sono stati assegnati.

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