Un momento epico quando, appena parla il Presidente del Consiglio comunale, Fabrizio Ilardo, per avviare la discussione del primo punto all’Odine del Giorno della seduta del civico consesso, interviene il consigliere capogruppo del Partito Democratico, per chiedere, ad aula piena, la verifica del numero legale.
Del tutto prevedibile che la mossa è anticipatrice di una fuga in massa dall’aula dei componenti le minoranze, invece scattano e vanno fuori, per primi, i componenti della maggioranza, cose che, a raccontarle, si stenta a credere.
Novizi della politica che scoprono ingenuamente le carte, ci sono precise indicazioni dell’amministrazione per rimandare la seduta e andare al terzo appello quando, anche al netto degli incompatibili, bastano 10 consiglieri.
Secondo le previsioni, la maggioranza, al netto degli incompatibili, non raggiungerebbe nemmeno le 10 unità, dovrebbe venire in soccorso, secondo indiscrezioni, per accordi molto in alto, la triade Calabrese, Chiavola, La Porta, PD e Territorio che garantirebbero la loro presenza per incardinare il punto all’Ordine del Giorno riguardante il PRG.
Naturalmente garantire la presenza permette di discutere e approvare lo strumento urbanistico e risulta del tutto malcelata l’esistenza di un accordo con le minoranze per far passare l’atto, in cambio di non ancora ben identificate concessioni: le minoranze si vantano di avere posto precise condizioni che stravolgerebbero l’impostazione del PRG, nessuno ci crede, occorrerà toccare con mano le modifiche, ma, di certo, saranno fatte delle concessioni, per evitare di consegnare il PRG nelle mani di un commissario regionale.
Oggi pomeriggio, martedì 12 marzo, ne sapremo di più, qualcuno prevede che mancherà ancora il numero legale, per rimandare ad una prossima seduta e favorire il mercanteggiare di accordi fra le parti.
In caso contrario, se fosse incardinato il punto, la seduta servirebbe per identificare gli incompatibili che non potranno partecipare alla discussione e all’approvazione dello strumento urbanistico.
Nonostante il nulla di fatto, la seduta ha offerto, nello spazio iniziale dedicato alle comunicazioni dei consiglieri, spunti interessanti e degni di nota.
L’amministrazione, rispondendo all’intervento del consigliere Chiavola, ha ammesso che nei nuovi locali dell’ufficio anagrafe, ex biblioteca comunale, c’è umidità, c’è puzza di muffa, tanto che dopo un sopralluogo è stato chiesta una relazione al responsabile per la sicurezza, per capire se i locali sono idonei alla presenza del personale. Intanto, si pensa di dotare gli uffici di appositi deumidificatori per tamponare l’emergenza.
Considerando che si tratta di locali da poco riqualificati, si può capire la qualità del lavoro eseguito.
Il consigliere La Porta ha sollevato, per l’ennesima volta, il problema dell’area camper di Marina di Ragusa e della sosta selvaggia dei camperisti.
Per il resto, trionfo delle barriere architettoniche al Comune, ieri sera, con la seduta del Consiglio comunale, non funzionava l’ascensore. Si è potuto trattare di un guasto improvviso ma non c’è da stare allegri, perché di interventi di urgenza non se ne parla: la dimostrazione data dall’ammissione dello stesso assessore ai servizi sociali che l’ascensore degli uffici di via Spadola, quelli dell’ufficio servizi sociali e dell’ufficio tributi, è fermo da un mese.
Allucinante al solo sentirlo, dicono che il disagio è dovuto alla burocrazia che impone procedure particolari per reperire le somme necessarie all’intervento, acclarato che al Comune sconoscono le procedure d’urgenza che in casi come questi dovrebbero permettere di intervenire subito.
In caso contrario lo faccia il sindaco con il suo fondo personale, ma è inconcepibile che l’unico ascensore degli uffici, peraltro di recente costruzione, resti fermo per un mese.
Il consigliere Galifi ha, in maniera molto opportuna, ufficializzato in Consiglio comunale, l’inutilità dell’impianto streaming per le Commissioni, per la totale inadeguatezza dell’impianto audio che non permette di ascoltare, se non a tratti.
Di certo, gli interventi più importanti quelli dei consiglieri Bennardo e Caruso sull’utilizzo dei fondi della Legge su Ibla.
In altra parte del giornale si troverà l’interrogazione consiliare che i due consiglieri, entrambi di maggioranza, assieme la collega Zagami, hanno inoltrato sull’argomento.
In aula, il consigliere Federico Bennardo ha chiesto lumi sui piani di spesa, avendo ricevuto, a seguito di richiesta di accesso agli atti, risposte non soddisfacenti anche in merito all’utilizzo di questi importanti finanziamenti: gli è stato risposto che per gli anni 2022 e 2023, addirittura, non ci sono ancora i piani di spesa, per l’annualità 2021 un generico rendiconto, inoltrato come bozza di piano di spesa, con gli interventi per le spese generali e oltre 900.000 euro per manutenzioni varie, del verde e delle reti del sottosuolo.
Oltre alle tante emergenze dei due centri storici, che non vedono interventi, nonostante ci sono stanziati, senza rendiconti, dal 2016, 1 milione di euro per il 2021, un milione e mezzo per il 2022 e un milione e quattrocentomila euro per il 2023, il consigliere Bennardo chiede come mai non si faccia trasparenza, anche attraverso il sito istituzionale del Comune, per come previsto, su queste somme e sul loro utilizzo.
In maniera molto esplicita Bennardo ha chiesto se i soldi sono stati spesi e non rendicontati oppure l’assessore al ramo e l’amministrazione non hanno nemmeno l’idea di come utilizzarli.
Anche la consigliera Caruso è stata protagonista di un severo intervento sulla materia, chiedendo lumi sull’utilizzo dei fondi della legge su Ibla, sull’allocazione ma, soprattutto, per un esaustivo rendiconto che faccia luce su argomento assai delicato, (per il quale in passato ci sono state vicissitudini non esaltanti, quali distrazioni di fondi acclarate dall’apposita commissione di indagine NdR).
La consigliera chiede di conoscere se le risorse sono state utilizzate in maniera efficiente ed efficace, in linea con gli obiettivi della Legge apposita, esigendo e auspicando di ricevere risposte esaustive e massima trasparenza nei rendiconti, fornendo dati dettagliati e chiarimenti necessari.
Al netto di quella che sarà la risposta all’interrogazione, parziale, non esaustiva e desolante è stata la risposta dell’assessore ai centri storici che ha esordito affermando che quella fornita al consigliere, per la richiesta di accesso agli atti non è una bozza, ma quello c’è scritto sul documento fornito.
Dall’intervento di Gurrieri si è appreso che ci sarebbero stati, per il 2021, interventi rendicontati, altri si metteranno in gara, altri potrebbero essere rimodulati perché on necessari, il piano di spesa 2022 sarà portato in commissione centri storici entro il prossimo 22 marzo.
Appresso la solita strategia di comunicazione per ornare la torta dell’inefficienza e dell’immobilismo con la citazione di cose ritenute positive, l’apertura dopo 32 anni del parcheggio di cava san Paolo e un piano condiviso con la Diocesi per la tutela del patrimonio artistico-architettonico.
Quello che più preoccupa è l’assoluta tranquillità con la quale viene ammesso che si starebbe lavorando ancora sulle somme finanziate per il 2021, del 2002 se ne sta parlando, per il 2023 nulla, di recente l’assessore ha esordito annunciando che sono state esitate le pratiche per i benefici alle attività economiche fino al 2017.
Di fronte a tanta inadeguatezza e inefficienza, non solo dell’attuale assessore ma anche del precedente, ci potrebbe essere il serio pericolo che a Palermo, qualcuno, doverosamente e giustamente, possa chiedere di rivedere il rapporto con il Comune di Ragusa, in relazione ad una legge che pare, da questa amministrazione e da quella precedente, non sia per nulla apprezzata.
Forse sarebbe meglio mettere mano ad un rimpasto in giunta, di assessori e di deleghe, perché sono molti i settori ancora al palo e si rischiano interventi regionali più volte paventati e, a questo punto, anche giustificati.
