Ennesime sedute doppie con la strategia di verifica del numero legale, addirittura, per l’ultima, conclusasi alle ore tre del mattino del 25 gennaio, record di tre gettoni di presenza per la stessa seduta.
Siamo già alla quarta seduta del mese di gennaio, praticamente la sesta per il gioco di far mancare il numero legale e moltiplicare il gettone.
Una situazione paradossale e allucinante, provocata, in primis, dal gruppo consiliare pentastellato, senza maggioranza e, quindi, senza numeri per poter aprire le sedute in prima convocazione, quando occorrono 16 presenza. Ma, vuoi per motivi di salute, vuoi per motivi di lavoro, vuoi per impegni di famiglia, i quindici della ex maggioranza non riescono a essere presenti in più di 12 o 13 persone.
Le opposizioni potrebbero approfittare della superiorità numerica, ma anche loro fanno fatica a compattarsi, ad essere presenti, a ritrovare l’unità per bocciare atti importanti, alimentando le voci che vogliono avvalorare la tesi di un sostegno malcelato all’amministrazione di qualche esponente di minoranza.
Uno spettacolo indecoroso per l’istituzione, con repentine fughe dall’aula, anche dei grillini, per far mancare il numero legale, in un civico consesso dove, spesso, si discute del nulla e, qualche volta, neanche bene, perché anche per parlare del nulla occorre una buona dose di competenza.
Nel mese di gennaio, una seduta ispettiva. giorno 12, dove i consiglieri hanno prevalentemente sfogato i rilevi rispetto alla seduta sulle variazioni di bilancio.
Il giorno 16, ordine del giorno dedicato all’ approvazione dell’allegato energetico-ambientale al vigente Regolamento Edilizio comunale, che viene ritirato dall’amministrazione, dopo una pregiudiziale del consigliere Iacono che non vede calati nel regolamento i punti relativi al risparmio energetico e alla limitazione dei consumi di acqua secondo l’atto da lui stesso presentato e approvato dal Consiglio Comunale.
Successivamente la proposta di iniziativa consiliare della consigliera Migliore riguardante il Regolamento comunale per la concessione in uso temporaneo e non esclusivo di spazi di proprietà comunale in dotazione al settore cultura.
Una iniziativa senza dubbio encomiabile, nata dopo le polemiche dei primi giorni del 2015, quando fu autorizzata una manifestazione a carattere turistico-culturale-enogastronimico che poi si rivelò essere la festa di compleanno dell’organizzatore che, grazie alle pressioni di qualcuno che si muoveva bene all’interno dell’assessorato alla cultura, riuscì ad ‘aggirare’ le maglie dei controlli sfruttando la location come meglio riteneva opportuno.
L’iniziativa consiliare della Migliore, ineccepibile, da un punto di vista formale, mirava a mettere ordine per l’utilizzo di spazi e immobili comunali afferenti al settore cultura, per regolamentarne, soprattutto, i criteri di autorizzazione.
Un lavoro lungo ma, soprattutto complesso per le varie sfaccettature della questione che ha visto, come rilevato durante le due sedute di commissione, la grande partecipazione del dirigente, dott. Distefano, alla stesura del regolamento.
Ad un certo punto, non si è capito se la proposta era di un consigliere oppure del dirigente che aggiustava tutto quello che non andava, il tutto per un lavoro che, ci sembra di non sbagliare, è di stretta competenza degli uffici, come per tanti altri regolamenti, sui quali, attraverso le sue prerogative, il Consiglio Comunale, e prima ancora l’amministrazione, possono intervenire come vogliono.
In pratica se un auditorium può essere concesso o meno ad un partito politico o se lo stesso deve godere di una tariffa, ove prevista, agevolata, questo lo dovrebbe decidere l’amministrazione protempore.
Tanto che, dopo un lavoro che, come accennato, non ha impegnato solo i proponenti dell’iniziativa consiliare ma, direttamente il dirigente, l’atto è stato bocciato in aula: due sedute di commissione, lavoro degli uffici, seduta di consiglio comunale praticamente esclusiva per l’atto, senza ottenere alcun risultato.
Seduta che, considerando il punto sul regolamento edilizio viziato da irregolarità formali e dall’assenza del dirigente, ha prodotto, appunti il nulla.
Non meno deprimente la seduta prevista per il 19 gennaio, con un ordine del giorno costellato di atti vuoti di contenuti importanti e abbondantemente superati.
Alcuni ordini del giorno presentati, mesi prima, da consiglieri della maggioranza, allora esistente, che volevano solo movimentare i lavori d’aula per dare un senso al mandato, uno per nuove attrezzature da destinare alla biblioteca comunale, bocciato, uno per la sistemazione ulteriore delle ville comunali, approvato, un altro sui parcheggi a pagamento, ritirato, e uno sulla necessità di parcheggi per i residenti a Marina di Ragusa, presentato da gruppo di Tumino, bocciato.
Esitato favorevolmente, all’unanimità dei presenti. un odg presentato dalla consigliera Nicita avente per oggetto la Solidarietà ai comuni terremotati del Centro Italia.
All’ultimo punto, l’odg del consigliere D’Asta per impegnare i colleghi a ‘costruire’ una mozione di sfiducia contro il sindaco, mozione che in pratica era già stilata e faceva parte dell’odg, servita solo per l’esibizione retorica di alcuni consiglieri che hanno sfruttato l’occasione ribadendo, unanimemente, la scarsa opportunità dell’iniziativa, per reciproci attacchi politici che, in particolare si sono risolti in una critica ad un solo partito e ad un solo esponente politico di rilievo, come abbiamo riferito in altra parte del giornale.
Unica seduta produttiva può considerarsi quella del 23 gennaio nella quale, sia pure dopo il tradizionale entra ed esci per la verifica del numero legale e il raggiungimento di ben tre gettoni di presenza, seduta del 23, mancanza del numero legale e rinvio al giorno 24 con conclusione dei lavori alle ore tre del mattino del giorno 25, sono stati esitati, favorevolmente, i due importanti punti all’Ordine del giorno, dei quali riferiamo in altra parte del giornale
