Una due giorni all’insegna del dibattito che ha avuto l’antifascismo per protagonista.
In consiglio comunale l’Ordine del Giorno del gruppo Pd contro l’intitolazione del Museo Archeologico a Biagio Pace, il giorno successivo le cerimonie di commemorazione dell’assassinio di stampo fascista, avvenuto 103 fa, di tre braccianti agricoli.
In consiglio comunale, l’esame dell’Ordine del Giorno di cui era primo firmatario il capogruppo, segretario cittadino del Partito Democratico, Peppe Calabrese, ha assunto contorni tipici delle discussioni da salotto.
L’OdG era molto preciso, chiedeva di opporsi all’intitolazione del nostro Museo ad un personaggio ritenuto esponente di spicco del fascismo.
C’era solo da pronunciarsi sulla questione primaria, tutte le argomentazioni accessorie, sulla opportunità di altre intitolazioni e sul mancato coinvolgimento dell’amministrazione e della città nella scelta, esulavano dal punto all’Ordine del Giorno.
Era stato chiaro il Sindaco, in Giunta a dichiarare di essere contrario all’Ordine del Giorno che, quindi, riteneva da bocciare, da rigettare.
Né è venuta fuori una votazione che ha destato qualche perplessità, in quanto, secondo il parere del sindaco, che non era indicazione di voto, (ma quando la legge prega, comanda!) hanno votato solo i fedelissimi Schininà, Antoci, Occhipinti e, naturalmente, l’esponente di Fratelli d’Italia Bitetti.
8 consiglieri, fra cui un buon numero di assessori che, in giunta, avevano avuto contezza della posizione del primo cittadino, si sono astenuti, determinando la valutazione dell’atto, ancorchè negativa.
In certi casi l’astensione è il tipico atteggiamento di chi vuole tenere i piedi in due barche.
Il giorno dopo, cerimonie per la strage antifascista, sarebbe stato meglio farne una sola, peraltro meglio organizzata e con una dignitosa presenza di cittadini per un ricordo doveroso, a prescindere dallo stampo del tragico evento.
Gli intimi alla deposizione di una composizione floreale sotto la lapide che ricorda l’eccidio fascista di piazza San Giovanni: hanno accompagnato il Sindaco e il Presidente del Consiglio gli assessori Massari e Distefano, e i consiglieri Calabrese, Chiavola e il consigliere Iurato, l’unico della maggioranza che, la sera prima, aveva votato favorevolmente l’OdG del PD sull’intitolazione del Museo.
Il capogruppo del PD, Peppe Calabrese, nonostante l’attuale accordo con l’amministrazione, da qualcuno definito, addirittura, solido, ha voluto rimarcare il comportamento contraddittorio del sindaco Cassì che in aula aveva dichiarato, addirittura, di non avere nulla in contrario in merito all’intitolazione a Pace del Museo Archeologico.
Nella mattinata successiva, invece, ha deposto la corona di fiori alla lapide posta su Palazzo INA nella piazza teatro della strage, forse fingendo di non sapere che dietro la strage c’era già la matrice fascista, le ombre del futuro gerarca Pennavaria e del suo amico Pace”.
Per Calabrese una contraddizione mastodontica, alla luce delle sue convinzioni sulla appartenenza piena di Pace agli ideali fascisti, per le quali ha rinnovato l’intenzione di opporsi fermamente all’intitolazione del Museo che considera quasi apologia.
Nel pomeriggio la manifestazione organizzata dal comitato degli antifascisti di Ragusa, in piazza San Giovanni, in prima fila, come di consueto, il senatore Gianni Battaglia, presente qualche esponente del Partito Democratico, si è registrata la presenza del consigliere del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, per il resto una presenza scarsa di cittadini per una cerimonia che meriterebbe ben altra partecipazione, al di là delle ideologie, e in questo ha sbagliato l’amministrazione per non aver coordinato l’organizzazione di una unica importante cerimonia.
(foto della manifestazione antifascista di Salvo Bracchitta)
