Il PRG va avanti sull’asse di ferro Giuffrida – Calabrese, mentre la maggioranza frana come il costone di Kamarina

Ieri pomeriggio in terzo appello, ormai divenuta prassi canonica per l’esame formale degli accordi per il PRG, il civico consesso di compatibili con lo strumento urbanistico ha iniziato a passare in rassegna gli emendamenti.
Sui circa 50 emendamenti, il gruppo ormai omogeneo di consiglieri di maggioranza e di consiglieri di opposizione ha velocemente approvato i primi 25, tanto velocemente che i presenti, stanchi, hanno preferito rinviare a data da destinarsi il prosieguo della seduta.
L’asse Giuffrida-Calabrese, artefici dell’accordo maggioranza/opposizione per far passare lo strumento urbanistico con adeguato ‘bonus’ in natura per ripagare del ‘soccorso rosso’, si è imposto, ieri, definitivamente, come regia di questo PRG che andrà in porto secondo quanto previsto.
Da parte nostra, abbiamo seguito la seduta da remoto, in streaming, ritenendo una perdita di tempo assistere solo alle formalità di approvazione di emendamenti concordati, nella totale acquiescenza dei pochi consiglieri compatibili.
Nonostante questo clima di assoluta convergenza, c’è stato l’incidente, uno di quelli che lascerà il segno.
Fra gli emendamenti uno della consigliera Occhipinti, della maggioranza, del gruppo Partecipiamo: una lunga esposizione sulla materia della riduzione di aree di insediamenti produttivi, cosiddette zone D3, a ridosso del viale delle Americhe.
Subito dopo l’intervento dell’assessore Giuffrida che con malcelato imbarazzo, pur ammettendo che l’emendamento era stato concordato in commissione, lo ritiene superato da un successivo emendamento n. 30,, per cui andrebbe ritirato.
Più deciso il consigliere Calabrese che definisce la presentazione dell’emendamento una scorrettezza rispetto agli accordi di unanime firma e presentazione di tutti gli emendamenti, annunciando il voto negativo, ove l’emendamento non fosse ritirato.
Chiara contrapposizione fra maggioranza e opposizione, la maggioranza, pur avendo i numeri 6 su 5, preferisce seguire l’indicazione dell’assessore che, palesemente, a sua volta, non vuole rischiare di rompere la liason con Calabrese.
La consigliera Occhipinti non ritira l’emendamento, Calabrese asserisce che gli accordi in commissione erano altri, chiede una sospensione che non serve a nulla, l’emendamento viene bocciato, la consigliera abbandona la seduta.
Una chiara fibrillazione, di quelle ventricolari, pericolose, in quel che resta della maggioranza, la seduta è proseguita tranquilla senza scossoni, ma già da oggi pomeriggio giovedì 18 aprile, si potrà verificare cosa accadrà.
Anche se qualcuno pensa che non ci saranno scossoni evidenti, c’è da chiedersi come potrà sedere in consiglio, come se nulla fosse avvenuto, la consigliera Occhipinti.
Ma è un film già visto, chi non vuole avere a che fare con i cuffariani, se li tiene accanto, chi butta fuori qualcuno dal gruppo se lo tiene accanto, ora, probabilmente ci sarà la consigliera Occhipinti che continuerà a sedere accanto ai suoi colleghi che l’hanno sfiduciata.
Una situazione sfuggita di mano, forse le crepe si erano avvertite ma non si erano manifestate, si impone comunque, evidentemente, la linea Giuffrida – Calabrese, quali potranno essere le reazioni della Occhipinti, del gruppo. Partecipiamo e segnatamente dell’assessore Iacono, sarà tutto da vedere.
Avevamo previsto che l’atipico e imbarazzante accordo per il PRG avrebbe lasciato strascichi, il sindaco Cassì, ancorché consenziente, lo subisce e di fatto, viene delegittimato da accordi stretti fuori dal Palazzo fra gruppi estranei alla maggioranza.
La scelta di avvalersi della stampella delle opposizioni è del tutto discutibile, la favola del ben della città non fa presa su nessuno, si vede, fin troppo bene, che gli interessi, legittimi e legali, hanno avuto la meglio e devono essere rilevanti per arrivare a tensioni come queste.
Di fatto, la maggioranza si sgretola come si sta sgretolando il costone di Kamarina, il suolo superiore ancora tiene ma è solo apparenza, nemmeno un anno dalle elezioni e già la maggioranza a sostegno dell’amministrazione si rileva di pasta frolla, di fatto siamo arrivati a 13 consiglieri di maggioranza, e non è finita, ma non ci saranno effetti perché il soccorso rosso, per il bene della città, interverrà ove fosse necessario.
Mai si era arrivati ad un punto così basso della politica, checché ne possano dire i protagonisti che vorrebbero far apparire beceri accordi sottobanco per interessi particolaristici, come strategia politica di livello.
C’è solo da avere paura se questi accordi possano essere propedeutici alla prossima campagna elettorale per le comunali, con le stesse definite posizioni…sempre nell’interesse della città.
C’è da preoccuparsi per gli esiti delle politiche di Cassì che si stanno rivelando deleterie per la città, come riteniamo da tempo.

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