La conferma ufficiale della fiducia ‘blindata’ a Virginia Raggi, Sindaco di Roma, da parte del leader Beppe Grillo, ha trovato notevole consenso e aumenta quelli per il Movimento 5 Stelle.
La spiegazione la sintetizza Stefania Campo, una grillina per bene, che scrive in un post: “Beppe Grillo scrive una lettera a Virginia Raggi. Questo rafforza la mia stima già grande per quest’uomo capace di lottare per difendere questa grande squadra, capace di metterci la faccia e fare da garante quando serve”
Perché in questi momenti, che potrebbero sembrare critici ad un approccio superficiale, crescono i consensi per il Movimento 5 Stelle, lo si deduce, per esempio, da un altro post, di un uomo di sinistra, competente, colto, che affascina sempre con il suo dire, ancorché possa non essere condiviso, il prof. Sandro Vero che su facebook sbotta:
“Lo dico ora e non lo ripeto più: questa storia della Raggi è diventata nauseante! Qualcuno parla di catastrofe: sembra un teatrino.
La logica impone dei limiti al buon senso e al decoro: per quanto ci provi, non riesco a capire come aver ricevuto la “beneficenza” di una polizza vita del ridicolo valore di 30.000 € possa rappresentare un oggetto di desiderio così irresistibile da mettersi sotto il sedere una potenziale bomba.
In altre parole, al di là del fatto che per la magistratura “non c’è reato”, sembrerebbe evidente anche a un idiota che l’aumento di stipendio a qualcuno che sarà incaricato di reggere la segreteria politica del sindaco di una delle più incasinate città del mondo, non ha a che fare con un regalo (esigibile peraltro solo “in morte” del contraente) ma con il ruolo.
Sono troppi 100.000 euro? Lordi….
Vogliamo parlare delle svariate centinaia di migliaia di euro di bonus e buone uscite che continuamente diamo a manager di stato capaci solo di infognare ulteriormente le aziende decotte?
Gli incazzatissimi anti-grillini avranno pane per i loro denti ancora per un bel po’.
Nel mondo che immagino io le cose stanno più o meno così: i 5 stelle non esisterebbero (non ce ne sarebbe bisogno); la gran parte dei lupi famelici che azzannano un giorno sì e l’altro pure la Raggi, affezionati adepti di quella meravigliosa cosa che è il PD, sarebbero tutti in Siberia.
Chiudo. Scatenatevi pure. Io non risponderò, mi sono abbondantemente rotto le palle!”
Beppe Grillo conferma, via blog, una fiducia ‘blindata’ a Virginia Raggi e mette in guardia gli “ortodossi” del Movimento: “Chi è contro di lei è contro il Movimento 5 Stelle”
Non lascia adito a interpretazioni, il leader, quando arriva a garantire il suo sostegno alla Raggi fino alla scadenza del suo mandato da sindaco: “Continueremo fino al 2021 per ricostituire la nostra Capitale”.
“Chi sta con te, sta con il MoVimento. E viceversa”, è l’avvertimento del cofondatore del Movimento, rivolto agli attacchi esterni che arrivano a Virginia Raggi, ma, soprattutto, a quelli interni, che arrivano dalla fronda interna al Movimento.
Grillo esplicita che la sua presa di posizione è ‘ufficiale’: “In qualità di garante del MoVimento 5 Stelle sono con te”.
“Ora è chiara una cosa: hai contro – riprende – tutti quelli che era possibile immaginare e ben oltre: anche persone in carne ed ossa su cui occorrerebbe poter contare. L’uomo è una creatura agrodolce ed imprevedibile, ma le idee sono come pietre, non cambiano forma a seconda della stagione e delle circostanze”.
“Ad ogni attacco nei tuoi confronti sui giornali, per ogni insulto sessista degli ominicchi dei partiti, diffamazione sui media e cattiveria che giunge alle mie orecchie la mia stima ed il mio sostegno si fanno più forti.
Leggi i commenti di questi giorni sulla tua pagina Facebook: ti faranno bene al cuore, perché non esiste ‘la Rete che semina odio’ oppure ‘la base del MoVimento in subbuglio’.
Esiste solo caos ad personam, che non può disorientarci”.
E allora, “neppure una tempesta di invenzioni potrà mai sostituire la verità giudiziaria, figuriamoci anticiparla. E io – taglia corto Grillo – vedo soltanto una marea di invenzioni, non ho il dono dell’invisibilità per entrare in procura a sentire quello che si dice e addirittura si pensa”.
“Il Sistema ha paura di noi – prosegue Grillo – Soltanto con lo stop alle olimpiadi del mattone hai salvato la città da un fallimento certo, basta vedere cosa è successo in Brasile.
La scorsa settimana la prima grande vittoria dell’approvazione del bilancio preventivo in tempi da record per Roma e per l’Italia. “Fatti che spaventano la malapolitica e che la diffamazione non può cancellare!
Aspettiamo anche a Ragusa voci autorevoli che possano eliminare chi utilizza le armi della falsa buona politica e della diffamazione per destabilizzare e inficiare le scelte del popolo, portando attacchi sconsiderati alla democrazia attraverso la sua esaltazione.
A Ragusa, siamo ben lontani dalle problematiche di Roma, con un consenso personale per il Sindaco che va oltre le linee degli attivisti del Movimento 5 Stelle. Non ci sono, per il primo cittadino e per tutta la sua giunta, problemi che si possano solo accostare a quelli di Roma, ma, nel nostro piccolo, la situazione è diventata nauseabonda per gli attacchi esterni che arrivano a sindaco ed esponenti della giunta da parte di chi dice di agire per il bene comune e la democrazia; non meno repellenti sono gli attacchi condotti da chi vorrebbe essere accreditato come fronda interna locale, in realtà fuori dal Movimento, aggrappato ad un consigliere comunale che si dichiara appartenente al Movimento ma agisce in totale in dispregio di ogni minima regola che ha qualsivoglia aggregazione politica.
Leggendo della lettera di Grillo alla Raggi si rinnova l’esigenza, a Ragusa, per gli amministratori, per i consiglieri comunali, per gli attivisti, per i simpatizzanti, e anche per chi solamente guarda dall’esterno la politica, di mettere fine, con una voce autorevole, al teatrino che incombe sulla città e su Palazzo dell’Aquila diventato un recinto di spregiudicati personaggi, di diversa estrazione politica, che si muovono disordinatamente, e in maniera politicamente sconnessa, per fini personali che con la politica non hanno nulla a che fare. Solo sete di potere, anche piccolo e spicciolo, esigenza di visibilità per personaggi al capolinea della vita politica, ricerca di consensi ritenuti perduti ma, forse, mai avuti, se non in quantità minimale e residuale nel panorama politico locale.
Ma se la difesa del Sindaco e della sua giunta può aver solo un peso politico nei confronti di opposizioni che non si lasceranno impressionare da chi rimane, comunque, un avversario politico, si rende necessario un chiarimento definitivo all’interno del Movimento 5 Stelle per eliminare completamente quella fronda interna che, in nome di una vecchia iscrizione al Movimento, e di
un seguito tutto da verificare, ha ormai colmato il vaso della sopportazione per metodi e contenuti della contestazione.
I 5 Stelle di Ragusa, coerenti con gli atteggiamenti di sempre, preferiscono lasciare correre, dando poca importanza ai continui comunicati, come per l’ultimo che, invero, se non fosse per i contenuti patetici e fuorvianti della realtà, sarebbero da cestinare.
C’è un ritorno all’attacco, il ‘caos ad personam’, verso l’assessore Stefano Martorana, strategia riportata in scena dalle opposizioni dalle quali, addirittura esce la definizione di ‘fighetto’ che, appellativo totalmente inappropriato e inapplicabile per Martorana, rivela il corto circuito politico attualmente in atto fra le minoranze.
Si legge, in un comunicato, che in Consiglio Comunale esistono “voci dei deboli che sarebbero sopraffatte e ingiuriate da quelle dei forti”, si legge di un capovolgimento dei valori, dove la verità viene annientata e la falsità trionfa.
Tralasciando i riferimenti a tematiche del tutto interne al Movimento, non emerse fino a quando qualcuno dei dissidenti era comodamente, fin troppo, seduto sulle poltrone assessoriali, si contesta al Martorana di non essere un eletto e di non poter parlare in nome del Movimento, dopo che i dissidenti hanno eliminato intere foreste per produrre la carta destinata a contenere i tanti comunicati emessi, anche dopo la delegittimazione dei vertici regionali del Movimento 5 Stelle.
Senza dire che Martorana ha replicato alle critiche contro l’amministrazione e non contro i 5 Stelle.
Siamo nel pieno della comica quando si contesta al Martorana di essere stato scelto come tecnico per ricoprire il ruolo di assessore, come se altri non lo fossero stati, con l’aggravante della precedente appartenenza ad altre formazioni politiche.
Serve una voce autorevole per ripulire l’ambiente in maniera concreta, non si può continuare a sentire in Consiglio di tasse non pagate, di piani di rientro che si dovrebbero verificare con una interrogazione, stante la possibile incompatibilità del consigliere, mentre le piccole ricostruzioni rurali, peraltro autorizzate dagli enti competenti e verificate dall’autorità giudiziaria, o la barzalletta del reddito di cittadinanza da realizzare con le royalties, o altre amenità sollevate dai dissidenti, vogliono distrarre dai veri problemi della città sui quali, stranamente, in questo caso, i dissidenti si astengono dal discettare, vedi, per esempio, i fondi mancanti della Legge su Ibla, per i quali ben tre assessori della Giunta Piccitto, ora attivisti del meetup dei dissidenti, mantennero il più assoluto omertoso silenzio.
E per finire una sventagliata di immagini della Raggi in un mondo popolato di maghi, streghe, streghette e fattucchiere.
