Il passo indietro sull’accorpamento delle Camere di Commercio del sud-est della Sicilia rappresenta forse l’apice di quello che sono state le politiche di governo del Presidente Crocetta.
Non è questa la sede opportuna per descrivere lo strazio di cinque anni di Presidenza che hanno portato la Sicilia nel baratro, economico e sociale, con lo sconvolgimento in settori determinanti della vita della regione senza soluzioni alternative.
Solo carosello di nomine assessoriali e giostra di nomine e incarichi, fino alle ultime per l’aeroporto di Comiso, condizionate da scelte operate all’esterno, molte delle quali discutibili per la provenienza.
Sullo sfondo l’asservimento al governo nazionale e al Partito Democratico incapace, nelle sue critiche e tristi condizioni interne, di decidere se affidarsi comunque a Crocetta oppure farlo fuori andando incontro ad una possibile, prevedibile, sconfitta alle elezioni.
In questo scenario Crocetta tira fuori l’ennesimo simbolo, penosamente ispirato alle stelle, che riparla della rinascita che aspettiamo da anni. Il che ci fa sorridere pensando a chi sarà il detentore del logo nella nostra città e nella nostra provincia.
Ma questo tema sarà lo spasso delle prossime settimane.
Per ora limitiamoci a commentare l’ultima trovata di Crocetta, di chiaro stampo elettorale, la prima della sua ricandidatura alla Presidenza della Regione Siciliana
In una richiesta, al competente Ministro dello Sviluppo Economico, Crocetta chiede di non accorpare le Camere di Commercio di Siracusa, Ragusa e Catania, sulla base delle istanze ricevute dal territorio di Siracusa.
Dopo un lungo periodo di fasi propedeutiche all’accorpamento, e dopo la firma del decreto conclusivo, si cerca di tornare indietro.Nessuno pensi che sia la scelta più opportuna, si tratta solo del prosieguo delle lotte fra associazioni di categoria e relativi ‘padroni’ per detenere il potere in settori strategici dell’economia isolana, ma non per la sua crescita bensì per assicurarsi potere e poltrone.
Da tempo, anche nella nostra Ragusa, si assiste all’eterna rivalità tra associazione dei commercianti e associazione degli industriali, affiancati con posizioni cangianti, da artigiani e agricoltori. Tutto sempre per le poltrone e, dopo, se c’è spazio, per i settori di competenza da tutelare.
Sullo sfondo il sistema aeroportuale Catania-Comiso che al momento è il gelato più gustoso da leccare.
Vale la pena di citare un passo della lettera al Ministro, capolavoro di politichese che fa venire il desiderio di vedere ai vertici gli autori di queste missive e non i politici che solo le recitano: “Si coglie l’occasione per consegnare alla sua valutazione l’opportunità di affidare il delicato compito di affidare le attività di controllo sulle procedure di elezione dell’Organismo camerale ad un soggetto che vanti, non solo quelle caratteristiche di terzietà rispetto alle posizioni degli enti in parola, ma anche quel necessario aprioristico distacco”.
In attesa di vedere come andrà a finire, senza fretta perché non è che la gente si sia strappate le vesti per l’accorpamento, stante anche il ruolo sempre più evanescente degli enti camerali sullo scenario economico locale, va letto un comunicato stampa, a proposito delle ‘meraviglie’ di Crocetta, del Movimento Nazionale Siciliano che, per bocca del suo leader, il prof. Gaetano Armao, recita:
“Privi di consapevolezza per il ridicolo, il governo regionale e il suo presidente lanciano l’ipotesi di un movimento autonomista.
Questo, dopo avere consentito, attraverso accordi con il governo statale, rinunce a contenziosi vinti per miliardi di euro, restituzione o uso distorto di ingenti risorse finanziarie, che i diritti siciliani fossero svenduti, insieme all’autonomia; adesso, a corto di argomenti e di consensi, si invoca il ‘diritto di decidere in Sicilia’.
Come ricordava l’abate Dinouart, in un aureo libretto sull’arte di tacere, la smania di parlare è la patologia conclamata di un tempo ossessionato dal bisogno di esternazione ad ogni costo.
Meglio risparmiare le parole – conclude Armao – perché chi ha consentito o coperto questo scempio, che denunciamo da anni, dovrà dare ampie spiegazioni ai siciliani”
