Il consigliere del Partito Democratico, Mario Chiavola si esibisce nell’ennesimo numero di finta opposizione
all’amministrazione Cassì in ordine alla responsabilità di salvaguardare il patrimonio monumentale con una adeguata azione di decoro,
Peraltro, l’assessore al decoro urbano è un avversario storico dell’attuale classe dirigente del Partito Democratico, come più volte esternato, un transfuga emigrato, per di più nella lista di un altro “amico” di Calabrese e Dipasquale, l’assessore Giovanni Iacono. In empi di normale politica, scevra da inciuci e accordi di vario tipo, l’occasione sarebbe stata ghiotta per un attacco politico senza precedenti, considerato che ci sarebbero gli estremi per aspre critiche in ordine alle deleghe di decoro urbano, verde pubblico e rifiuti, tutte cose di chi Chiavola, peraltro, si è sempre occupato.
Se ancora non bastasse, nell’ultima seduta di consiglio comunale, l’assessore D’Asta ha decretato, in maniera alquanto discutibile, che per tutti i servizi di manutenzione del verde, per la raccolta straordinaria dei rifiuti, per il mantenimento del decoro, si può provvedere immediatamente se ci sono i soldi, altrimenti si temporeggia, si programma, le emergenze possono attendere, il Comune ha esigenze di bilancio, non si può svenare né può andare appresso illimitatamente alle emergenze, che vanno valutate caso per caso.
Il consigliere del PD, invece di evidenziare questa posizione dell’assessore e dell’amministrazione, invece di sollecitare, comunque soluzioni, magari riducendo i capitoli dell’effimero, produce un comunicato all’acqua di rose:
“Ragusa ha una grande responsabilità nei confronti del proprio patrimonio monumentale, da salvaguardare per tramandare quello che i nostri padri ci hanno fatto ereditare. Altra responsabilità anche nei confronti dei visitatori che, provenienti da varie parti d’Italia e del mondo, ci vengono a trovare in questo periodo di fine primavera. Ecco perché risultano incomprensibili gli stati indecorosi in cui si trovano alcune zone vicino alle aree Unesco.”
E definisce il tutto, dopo che sulla materia ha fatto mille interventi e interrogazioni, “Frutto di disattenzione, certamente”
E, per questo, ritine “opportuno sottoporli all’attenzione dell’amministrazione comunale e, in particolare, degli assessorati competenti affinché si intervenga”
Roba da libro ‘Cuore’.
Cita l’esempio del bastione che costeggia la via che conduce alla Chiesa di Santa Maria delle Scale e si permette di suggerire un monitoraggio più attento.
Poi, una volta spesi i soldi per un comunicato, coglie l’occasione per ritornare sul decoro delle strade extraurbane per cui non ci sono riscontri alle sue continue sollecitazioni, e conclude salomonicamente, sempre con la massima delicatezza: Garantire un po’ più di decoro dovrebbe essere una delle priorità per la nostra città. Ma, chissà perché, non si riesce a venirne a capo”, invece di attaccare l’inefficienza, l’inadeguatezza di assessore, dirigenti e funzionari addetti.
