di Cesare Pluchino
La maggioranza consiliare del Movimento 5 Stelle sottopone, all’approvazione del Consiglio Comunale, un atto d’indirizzo, per l’amministrazione, dai contenuti discutibili
Considerata la scarsa attività produttiva del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, la proposizione di un atto d’indirizzo viene accolta come una gravidanza insperata per una coppia di quarantenni che non avevano potuto avere figli fino ad allora.
Nella seduta del 15 dicembre, con sollecitudine sconosciuta per gli atti presentati dalle minoranze, viene posto all’ordine del giorno un atto d’indirizzo che ha per oggetto ‘’l’utilizzo della doppia dicitura nella segnaletica turistica’’, vale a dire meglio l’utilizzo anche di una lingua straniera, nella fattispecie l’inglese.
Giuste le premesse, azzeccata la tempistica considerato che si ha contezza delle mosse prossime dell’amministrazione in materia, centrati gli scopi.
Ma leggendo gli obblighi che si vogliono fare imporre per ottenere l’autorizzazione ad installare segnaletica di tipo turistico, ci si rende conto che il gruppetto di consiglieri non ha messo a fuoco la materia di cui tratta.
Specificando di fare obbligo anche al privato, si comprende che viene scambiata per segnaletica di tipo turistico anche la semplice tabella pubblicitaria o direzionale di un ristorante o di una pizzeria, per restare in tema di servizi di stretta attinenza del turista.
La segnaletica di tipo turistico è quella di colore marrone, con scritte e simboli in bianco e indica, prevalentemente, chiese, palazzi, monumenti e siti d’interesse turistico. Una volta le tabelle erano di colore giallo, con scritta in nero.
Il privato non dovrebbe subire imposizioni di questo tipo, non è detto che tutti ricerchino clientela straniera, la sistemazione di tabelle indicatrici da parte di privati dovrebbe essere disincentivata, considerata la gran confusione che creano gli ammassi di segnaletica, a metà fra il pubblicitario e il direzionale.
Senza dire che, anche in ambito internazionale la segnaletica bilingue usualmente comporta diversi inconvenienti, perché il raddoppio dei testi può ingenerare problemi alla sicurezza nella più difficoltosa percezione dell’informazione, soprattutto in presenza di un layout deficitario del pannello.
Inoltre sorgono problematiche varie relative all’adeguamento dello standard nazionale alla situazione bilingue, al coordinamento dell’ufficializzazione dei toponimi minoritari e della normalizzazione linguistica, una prevedibile maggiore di spesa in relazione alle maggiori dimensioni dei pannelli segnaletici bilingue.
Come hanno fatto notare diversi consiglieri, durante il dibattito in aula, sarebbe, prima di tutto, consigliabile procedere all’adozione di un piano della segnaletica pubblicitaria e informativa, dopo aver completato un serio programma di lotta all’abusivismo, con l’eliminazione di tutti gli impianti fuori legge che, ancora, restano esposti, nemmeno coperti con manifesti bianchi, sembra per pressioni dell’ultimo momento che hanno chiesto di rimandare le operazioni di rimozione a dopo le feste.
Per occuparsi di turismo, con opportune e appropriate strategie non basta pensare alla tabella bilingue per il privato commerciante di prodotti tipici, non servono imposizioni ma, piuttosto, si devono coinvolgere i privati con una partecipazione alle scelte che riguardano la comunità.
L’atto d’indirizzo non prende in considerazione l’affidamento dell’appalto per oltre 900.000 euro di segnaletica turistica, non considera che il segnale turistico è solo il tassello di una più ampia e organica strategia per offrire servizi qualificati al turista.
Chiarita la distinzione, non resta che aspettare che l’amministrazione faccia la sua parte, come sollecitata, con un’organica e funzionale pianificazione d’impianti di segnaletica turistica bilingue.
