di Cesare Pluchino
Conferenza stampa dell’amministrazione sul futuro dell’ex Cinema Marino
Arriva anche un comunicato di condivisione della Rete Civica Pro Concordia
Molto attesa la conferenza stampa convocata dall’amministrazione per parlare dell’ex Cinema Marino, al centro dell’attenzione per i contrasti tra l’amministrazione, che ne vuole fare un centro polivalente di arte e di cultura, e i sostenitori dell’esigenza di riportare la struttura ai fasti dell’epoca in cui era il Teatro della Città, il Teatro della Concordia.
Per inquadrare la questione va ricordato che, da diversi anni, amministrazioni di colore diverso hanno provveduto, con atti successivi, ad impegnare somme per un progetto di recupero e restauro della vecchia struttura. L’amministrazione Dipasquale aveva espropriato l’ex cinema e aveva commissionato il progetto per la rinascita del Concordia. I fondi necessari derivavano dalle somme della Legge su Ibla, per i centri storici, oltre ad un cospicuo finanziamento di 1.400.000 euro del Ministero del Turismo e Spettacolo, procurato ai tempi dell’Assessorato alla Cultura retto dal senatore Gianni Battaglia.
L’amministrazione pentastellata, presieduta dal sindaco Piccitto, manifestò, già dai primi mesi di sindacatura, l’intenzione di non portare avanti il progetto per il Teatro Concordia, giudicandolo eccessivamente oneroso e con diverse criticità che ne sconsigliavano l’adozione.
S’innescò una vivace polemica sulle diverse opinioni in merito, con un’eco abbastanza forte per la presenza, fra i sostenitori del Teatro Concordia, di diversi esponenti del mondo culturale locale, a cui, nel corso dei mesi, si sono uniti esponenti politici che hanno sfruttato e strumentalizzato la questione per ottenere visibilità.
Fino alla conferenza stampa di mercoledì 17 dicembre 2014, l’amministrazione Piccitto, pur manifestando chiaramente l’intenzione di non andare avanti con il progetto commissionato, non ha fornito elementi chiari sulle reali intenzioni di sfruttamento della vecchia struttura, cosa che ha mantenuto vivo il fuoco della polemica.
Schierati al tavolo della giunta il sindaco Piccitto, il presidente del Consiglio Comunale Iacono, il vicesindaco Iannucci e il dirigente Scarpulla, latori di elementi diversi concorrenti ad illustrare la posizione dell’amministrazione.
E’ stato Federico Piccitto a mettere in evidenza che, pur trovandosi di fronte ad una struttura di cui si può e si deve conservare solo la facciata, di valore storico, nessuno dell’amministrazione ha mai pensato di lasciare abbandonato quel che resta dell’ex cinema.
C’è un obiettivo preciso di recupero, per la valorizzazione del centro storico, ma sono state rigettate ipotesi di progetti faraonici per dare vita ad una struttura moderna, ma senza i requisiti minimi di teatro, un teatro rimaneggiato che Ragusa, di certo, non merita.
Un immobile che vale e che varrà come spazio per la musica, per il teatro di prosa, come sala pluriuso, come centro polivalente per fini culturali, ma che non potrà mai essere il teatro della città di Ragusa.
In ogni caso è stato chiarito che le disponibilità fissate negli atti ufficiali non corrispondono all’effettiva copertura economica che non c’è mai stata.
E’ intenzione dell’amministrazione mettere a disposizione, in ogni caso, le somme disponibili e su questo concorda anche il Presidente del Consiglio Iacono con cui non ci sono differenze d’intenti sul destino dello spazio che va recuperato secondo le reali possibilità.
E’ stato il vicesindaco e assessore Iannucci, da poco tempo detentore della delega di competenza, a mettere le carte in tavola sulle reali disponibilità economiche: su un computo metrico per un totale di euro 7.600.000 c’è una disponibilità teorica di soli 6.200.000, esiste quindi un disallineamento di 1.400.000 euro fra le somme impegnate il computo metrico.
Fatte salve le somme già impiegate per l’esproprio, per l’acquisizione della struttura, c’è un totale disponibile di euro 3.872.000, a cui, però, va sottratto il contributo ministeriale che, già ad aprile 2013, non era più disponibile, quindi 3872.000 – 1.400.000 = 2.472.000 che sarebbe la somma realmente disponibile.
Per il contributo ministeriale si può percorrere la strada della reiscrizione, ma è un iter da affrontare partendo da zero.
In pratica, il progetto definitivo non si potrebbe realizzare, occorre rimodulare gli interventi e, in ogni caso, fare reiscrivere il finanziamento del ministero, tenendo presente che servirà anche un aggiornamento dei prezzi.
L’amministrazione intende realizzare, con i fondi originariamente destinati, un centro polivalente che potrà essere anche teatro, il lavoro del progettista resta comunque valido ma deve essere attinente a quello che chiede l’amministrazione.
In merito è intervenuto anche il presidente Iacono che ha sottolineato come i soldi non ci siano mai stati, si è parlato spesso di un teatro di tutto rispetto per la città, ma, nella realtà resta solo la facciata di concreto, tutto il resto deve essere ricostruito dalle fondamenta, che addirittura, per la struttura esistente, nemmeno esistono essendosi ritrovati pilastri solamente poggiati al suolo, senza plinti.
Iacono è stato del parere che, se ci fosse stata la disponibilità economica, si poteva fare un teatro, ma non un grande teatro, solo un teatro per la prosa, senza eccessive e grandi aspettative.
Non esistono, e non possono esistere le componenti classiche di un teatro.
L’intenzione dell’amministrazione, unanimemente accolta dagli alleati in giunta, è quello della convalida del progetto definitivo per il quale, prima dell’esecutivo, si fanno stralci funzionali per farne un luogo destinato alla cultura.
Opinione condivisa in Giunta è quella che una somma così consistente poteva essere indirizzata diversamente, verso un vero teatro, ma sarà comunque utilizzata.
Al rilievo del direttore di Teleiblea, Papa, sul fatto che tanti sindaci hanno creduto nella possibilità di avere un vero teatro, Piccitto ha risposto, senza mezzi termini, ma specificando di non voler entrare in polemica con i suoi predecessori, che tanto ci credevano da non mettere i soldi necessari.
Si sono alzate le aspettative, mentre ora si cerca di condurre un’operazione verità: si cercherà di sfruttare il progetto che, comunque, va pagato, senza accollarsi 600.000 euro di impianti e 900.000 euro di arredi che non servono per un teatro che non può essere un vero teatro. Si ipotizzerà un diverso utilizzo della palazzina adiacente che doveva essere al servizio del teatro, si sfrutterà un contenitore per operare a stralci funzionali.
Le criticità forti, quali l’allocazione degli abiti di scena in sotterraneo, le difficoltà di avvicinamento per i camion con le scenografie, le uscite di sicurezza in condominio con la retrostante struttura alberghiera, la mancanza di spazi adeguati al di fuori della platea, hanno imposto una diversa visione, non potendo ottenere quello che si attendeva.
Tranchant la chiosa del sindaco: volevamo comprare una Mercedes, non ci sono i soldi, compreremo una Smart.
Presente alla conferenza stampa, come inviata della rivista di teatro “Sipario”, la giornalista Rosanna Bocchieri, fiera sostenitrice del Teatro Concordia, autrice di un libro sulla storia dello stesso, animatrice della Rete Civica pro Concordia, che, nonostante tutto, ha giudicato positivo l’approccio alla questione teatro da parte del sindaco e dei suoi alleati, per un recupero che non è solo del teatro ma della storia della città.
Per bocca del dirigente, ing. Scarpulla, occorrerà un mese per la validazione del progetto, 60 giorni per avere uno stralcio funzionale, realisticamente si può indicare un termine di 6 mesi per l’inizio dei lavori, o, almeno per avere le procedure in itinere. Opportuni accorgimenti, quali un appalto integrato che comprenda progettazione esecutiva e realizzazione, a prezzo chiuso, con lotti di completamento a ribasso d’asta, possono determinare sensibili risparmi di tempo ed economie di scala.
Non sarà un vero teatro, che, forse, Ragusa non avrà mai, considerati i tempi di crisi, ma il sindaco Piccitto sente di aver operato sufficientemente bene per soddisfare la sete di cultura e di teatro della città: la Sala ex Ideal, della Regione ma a disposizione del Comune che sta sostenendo le spese di arredo e attrezzatura, il teatro del Vescovado, il teatro della Scuola Quasimodo, la Sala Falcone Borsellino faranno ala al rinnovato Marino che si è disponibili a chiamare Concordia.
Il teatro come un bicchiere: c’è chi lo vede mezzo pieno, chi mezzo vuoto.
E’ vero, non ci sono i soldi, ma nulla a che fare con i fondi distratti della Legge su Ibla.
Un centro polivalente, forse, concorrerà, maggiormente, alla rivitalizzazione del centro storico, chi resta deluso deve pensare che, in fin dei conti, un Sindaco eletto con il 70% dei consensi può avere il diritto di operare delle scelte che potranno non essere condivise, anche da coloro che, di altri partiti e con altri candidati, hanno contribuito, con il voto, al 70% di cui sopra.
Pazienza, altro giro, altra corsa.
Ultima ora: arriva un comunicato della Rete Civica Pro Concordia.
I promotori del movimento a favore del Concordia considerano soddisfacente l’esito della vicenda, per quanto espresso dai vertici dell’amministrazione, ritenendo assolto il proprio compito di sollecitare per la rinascita dell’antico Teatro.
Ecco il comunicato:
“La Rete Pro Concordia apprende con soddisfazione che l’Amministrazione Comunale di Ragusa ha deciso di realizzare il ripristino del Teatro Concordia e attuare il Progetto Baldo anche se ridimensionato al solo stabile del Teatro, non includendovi l’adiacente Palazzina.
La cittadinanza si era espressa favorevolmente già un anno fa con una raccolta di firme, poi consegnate in aprile al Sindaco e di recente ventilando la proposizione di un referendum .
Quindi, si auspica che tra breve sorgerà l’alba sull’antico teatro.”
