I fenomeni di microcriminalità, soprattutto nelle zone ormai spopolate del centro storico, ormai dominio di stranieri, rifugiati e ospiti delle case di accoglienza, dilagano, non solo nella nostra città.
Con le leggi attuali, pretendere che il sindaco e l’assessore ai centri storici possano provvedere a trovare soluzioni è solamente utopistico, oltre che strumentale.
Ci sono evidenze che i fenomeni di spopolamento residenziale e commerciale, in assenza di adeguate politiche urbanistiche e sociali, la fanno da padrone, ma gli amministratori non hanno gli strumenti e le dotazioni economiche adeguate per fare fronte al problema, primo fra tutti l’esiguo numero di personale a disposizione.
Del resto, come nella nota del consigliere Chiavola, della quale appresso ci occupiamo, si evince chiaramente come, nonostante l’impegno profuso dagli operatori del presidio di polizia municipale in piazza San Giovanni, l’area vasta del centro storico resta scoperta nottetempo.
Ma non solo, lo stesso Chiavola ammette che il dispositivo interforze predisposto dalla Questura su coordinamento della Prefettura ha fornito i risultati sperati, almeno in piazza San Giovanni.
Quindi, anche nel caso delle altre Forze dell’Ordine, è questione di risorse umane disponibili.
Con queste premesse è del tutto strumentale pretendere che una amministrazione comunale debba attuare delle misure che possano salvaguardare tutti.
Piuttosto, gli esponenti politici dovrebbero sollecitare, tramite i loro partiti, un adeguato inasprimento delle pene, forti limitazioni all’ingresso di extracomunitari e adeguato impinguamento degli organici, fino ad arrivare alla presenza dell’esercito come deterrente e per serrati controlli.
