Una serata con due eventi al Castello di Donnafugata, considerati gli spazi ci potrebbe anche stare, la musica ad alto volume di un dj set, sulla terrazza sovrastante l’ingresso, ha disturbato una proiezione nell’ambito di un festival cinematografico.
Abbiano ripreso il comunicato del direttore artistico non tanto per la gravità dell’accaduto, grave comunque, quanto per avere lo spunto e la conferma di una gestione del polo culturale della città del tutto discutibile.
Era logico pensare che tutto si fosse chiuso con la legittima protesta e la speranza di quella sospirata rotazione negli uffici comunali, dove, da troppo tempo, gli stessi soggetti fanno il bello e il cattivo tempo, con gli amministratori e con i cittadini.
Concedere le autorizzazioni per due serate, peraltro si apprende che una comprendeva non solo la festa con musica e cibo in terrazza, ma anche uno spettacolo importante sulla scalinata che dal parco porta alla terrazza, è stata, quanto meno, una svista colossale, se una scelta precisa, si tratta una follia.
Giò all’esterno, il Castello e le zone adiacenti sono una casbah, ristoranti all’aperto, negozi, musei, degustazioni, locali pubblici, bancarelle e autobar.
Dentro, anche per colpa degli organizzatori, un gran casino, con gente che girovagava per chiedere dove si proiettasse un film del festival, in una sala della torre quadrata, mentre gli ospiti della serata di beneficenza di un club service dovevano accedere alla scalinata e alla terrazza passando dal cortile centrale, alle spalle della platea principale del festival cinematografico.
La disorganizzazione più totale, ma siamo convinti che gli organizzatori torneranno a calcare le stesse location.
Sulla scia delle polemiche si è subito inserito il capogruppo consigliere del Movimento 5 Stelle al civico consesso di Ragusa, Sergio Firrincieli, per sollecitare il primo cittadino a lasciare la delega alla cultura e al turismo per affidarla a gente in grado di poterla curare.
Come al solito la mezza moderazione e la falsa opposizione tipica dei nuovi 5 Stelle, anche alla luce del progetto dell’amministrazione per un partneriato pubblico-privato per la gestione del Castello e di un Museo cittadino, che acclara il totale fallimento delle politiche culturali e turistiche dell’amministrazione, Firrincieli farebbe bene a chiedere le dimissioni del sindaco, non solo di lasciare le deleghe.
Tanto Cassì non lascerà le deleghe, né tantomeno farà un passo indietro.
Come è tipico costume dei nostri consiglieri comunali, fra l’altro, si attacca direttamente il sindaco senza minimamente ricercare i responsabili tra chi si occupa del calendario degli eventi e della gestione del Castello, nell’ambito dell’assessorato alla cultura.
Mancanza di sensibilità del primo cittadino, nei confronti di entrambe le manifestazioni, ma tutti resteranno al loro posto e tutto resterà immutato al Castello.
Ma la querelle si trasforma in storia di paese, addirittura con comunicato, secondo il direttore artistico del film festival, degli organizzatori della serata benefica e replica con ennesimo comunicato.
Un disguido, per quanto grave, da risolvere fra ‘signori’, senza banditori per informare le folle di un accaduto che non frega a nessuno, soprattutto a quanti già hanno un concetto preciso della gestione del castello.
Ci si sforza di precisare che non c’è nulla contro la serata benefica e contro lo spettacolo, ci sarebbe solo da recriminare sui responsabili dell’accaduto; invece, si arriva anche a lavare panni sporchi, per aver provveduto, cosa del tutto inspiegabile, a sostenere le spese di noleggio per le sedie necessarie alla serata benefica.
Dai comunicati si evince come il Castello è trasformato in un grande bazar, proiezioni, musica da discoteca, luci psichedeliche, cene, il tutto in location inadatte oer quanto descritto.
Per la storia di paese si scende nella polemica, “non risponde al vero che la musica ad alto volume fosse stata concordata con il Donnafugata Film Festival o autorizzata dagli enti preposti, “a seguito delle nostre rimostranze, il volume è stato abbassato solo di poco e momentaneamente, per poi tornare ai livelli iniziali, a dimostrazione di un totale disinteresse per il nostro lavoro e per il pubblico del festival”, “era stato concordato anche l’utilizzo di un ingresso secondario per l’evento benefico, in modo da non interferire con le attività del festival. Accordo disatteso con la scusa della mancata pulizia del passaggio, un problema facilmente risolvibile con un po’ di cura e tempestività”.
Sin apprende, però, che, nella precedente stagione 2023, la medesima convivenza di eventi si è svolta senza alcun problema. Un motivo di più per ritenere che, al prossimo anno, tutti ritorneranno nelle stesse location, a proposito, tutti questi signori hanno pagato per l’utilizzo della struttura, ancorché in condominio?
