Consiglio comunale: conferma dello squallore per i modi della bocciatura dell’atto di indirizzo di Fratelli d’Italia per la sicurezza in centro storico

Se per la trattazione in aula dell’episodio delle offese rivolte da un assessore della giunta Cassì a quattro consiglieri giovani, firmatari di un atto di indirizzo non condiviso dal cerchio magico del sindaco, il Consiglio comunale ha, di sicuro, toccato il punto più basso della storia di palazzo dell’Aquila, non meno squallido è stato l’esito della trattazione di un atto di indirizzo del consigliere Bitetti, di Fratelli d’Italia, sulla sicurezza in centro storico.
Pochi hanno avuto modo di rilevare che già nella seduta del 9 settembre l’atto di indirizzo era all’ordine del giorno e la mancanza del numero legale, confermata anche in terzo appello, manifestava le difficoltà, consuete, della maggioranza di approvare un atto proposto dalle minoranze.
Come avviene di solito, dopo lunga meditazione, la maggioranza o quello che resta di essa, ormai ridotta al cerchio magico del sindaco Cassì, premedita la strategia da adottare, del tutto legittima da proporre ma una forzatura a tutti gli effetti: condivisibile l’atto ma, dal momento che l’amministrazione sta lavorando per molti aspetti in esso compresi, si condiziona l’approvazione ad una riscrittura che prenda in considerazione tutte le ragioni che l’amministrazione ritiene opportuno inserire.
In pratica, il timore, da principianti della politica, di approvare un atto delle minoranze, nel contesto di un atteggiamento consolidato di rifiuto di ogni proposta delle opposizioni, ma soprattutto l’esigenza di non dare corso ad una iniziativa di Fratelli d’Italia che aveva visto un eclatante coinvolgimento dei cittadini con una raccolta di firme che, oltre a essere numericamente considerevoli, avevano avuto un impatto di immagine notevole in città.
L’iniziativa era scaturita a seguito di una raccolta firme, di grande successo, promossa da Fratelli d’Italia nei quartieri del centro storico superiore (Ecce Homo, Piazza San Giovanni, Piazza Cappuccini, Carmine Putìe)
L’atto, presentato dal dr. Bitetti, come “Pacchetto centro storico” – Misure per la sicurezza, legalità e decoro, chiedeva azioni atte a promuovere maggiore sicurezza, legalità e decoro nel centro storico superiore e, a tal fine, chiedeva di impegnare l’amministrazione su alcuni punti specifici:

Promozione di un “piano di legalità” che fosse basato su controlli capillari nei confronti dei residenti in centro storico, perimetrando e individuando le zone più sensibili.
In particolare si chiedeva un incrocio dei dati in possesso dell’Ufficio anagrafe e dell’Ufficio Tari (in particolare per quanto riguarda i cambi di residenza e le nuove dichiarazioni di residenza), oltre alla promozione di protocolli d’intesa con altri enti pubblici e società erogatrici di servizi (Agenzia delle Entrate, Enel, Egea, etc) al fine di verificare quali immobili siano occupati, a che titolo e la regolarità con il pagamento della Tari.
Ancora effettuazione di controlli mediante utilizzo della Polizia locale e di società specializzate per censire gli immobili abitati e verificare la dotazione dei mastelli per il conferimento dei rifiuti

Una seconda richiesta era quella di organizzare una presenza attiva e costante di pattuglie di polizia municipale in centro storico che siano operative e deputate a scoraggiare e contrastare attività criminose soprattutto durante le ore notturne.

Terza richiesta per attuare e rendere pienamente operativo il Protocollo d’intesa sul “Controllo di vicinato”, firmato nel 2017 dall’allora Sindaco Piccitto con la Prefettura di Ragusa, teso a rafforzare la collaborazione tra Prefettura, Forze dell’Ordine, Comune e società civile.

In ultimo, contribuire, da parte del Comune, anche mediante uno sgravio fiscale, alla stipula di appositi contratti fra commercianti del centro storico con agenzie di sicurezza specializzate per rendere sicuri i luoghi della Movida.

Nulla di particolarmente trascendentale, in pratica più una serie di richieste provenienti dal basso che l’intenzione di imporre politiche particolari da parte di Fratelli d’Italia.

L’assessore ai centri storici, Gurrieri, risponde rassegnato che la questione centri storici non si può risolvere con una raccolta firme, sono situazioni determinate nel tempo, frutti di cambiamenti di sistema, comuni a tante altre località in Italia.
Purtuttavia, attraverso una programmazione sinergica con gli assessorati interessati, ci sono in corso iniziative, quasi tutte da realizzare, per venire incontro alle esigenze del centro storico, piano assunzionale di agenti di polizia locale, progetto per favorire la residenzialità in centro storico per cui saranno previste anche norme edilizie più accessibili, videosorveglianza, verifica dei requisiti igienico sanitari degli immobili occupati da extracomunitari, progetto in corso per la rigenerazione del centro storico.
Una svolta per le problematiche del centro storico deve venire anche dalla collaborazione delle varie forze dell’ordine.
In sintesi, l’assessore, ritenendo che l’amministrazione non manca di iniziative in materia, propone una sospensione per redigere una versione dell’atto stilata dalla maggioranza, da sottoporre anche ai capigruppo, prima di essere messa ai voti.
Una metodologia del tutto discutibile per non approvare l’atto delle minoranze e sottoporlo a quelle modifiche che possano mettere in primo piano l’azione dell’amministrazione, ancorché tutte in divenire.
Poi c’è stata la sospensione, un lungo confronto in maggioranza, il coinvolgimento dei capigruppo, per sottoporre all’istante Bitetti un atto modificato da condividere e firmare.
Fortunatamente, il rappresentante di Fratelli d’Italia non si è lasciato trascinare nella commedia, ha rifiutato la modifica del suo atto che è stato messo ai voti e regolarmente bocciato.
Su 21 presenti 14 No e 7 SI’, con i consiglieri di minoranza Bitetti, Firrincieli, Calabrese e Podimani, hanno votato favorevolmente l’atto di Fratelli d’Italia, in netta opposizione alla amministrazione e alla maggioranza, anche i consiglieri dissidenti Rossana Caruso, Federico Bennardo e Sebastiano Zagami.

Per quanto discutibile in termini politici la strategia dell’amministrazione è legittima, ma resta il fatto che su un tema così delicato, scaturito dalle istanze dei cittadini che non percepiscono nessuna azione dell’amministrazione, nonostante i ripetuti solleciti, la maggioranza consiliare ha mostrato insensibilità assoluta su una problematica che cresce ogni giorno di più, senza che l’attuale amministrazione sembri colpita dalla gravità del problema, né riesca a trovare accorgimenti che servano, almeno, a limitare i fenomeni di criminalità.

Nelle stesse ore l’ennesimo furto con scasso in via Mario Rapisardi, a pochi passi dal Palazzo Comunale e dalla Prefettura, segnale di una situazione ormai sfuggita di mano in termini di prevenzione.
Si deve solo all’efficienza delle Forze dell’Ordine se in molti casi, come in questo, i responsabili sono assicurati alla giustizia, anche se, con le maglie larghe delle leggi italiane, saranno già liberi di perpetrare altri reati.

In altra parte del giornale gli articoli relativi a quest’ultimo episodio di criminalità in centro storico e al commento di Fratelli d’Italia alla bocciatura dell’atto.

Ultimi Articoli