L’affaire AST sotto la lente di ingrandimento della segreteria provinciale di Sud chiama Nord Ragusa

Quello dell’AST si può definire un affare a tutti gli effetti, un affare di certa politica regionale, uno di quei teatrini che sembrano irreali, alimentati da assessori al ramo di manifesta incapacità, d’altronde messi in quel posto non per competenze ma per la giusta appartenenza politica all’interno del partito.
Ci sono troppi interessi, e di tutta evidenza, i partiti non parlano, se non velate proteste, eliminati i servizi urbani, grossa torta regalata ai privati, anche per i servizi extraurbani si parla di interventi privati, di noleggio di bus, sullo sfondo della tutela dei livelli occupazionali che non consideriamo di primaria importanza perché oggi, con il sistema vigente, nessuno resta in mezzo alla strada.
La questione, che i partiti dovrebbero mettere all’attenzione della pubblica opinione è quella di una regione che, ameno che non voglia dichiarare bancarotta, deve comunque garantire i servizi, per cui occorre un assessore capace di organizzare la ristrutturazione dell’AST, di mettere a capo dell’Azienda figure autorevoli che siano in grado di portare risultati, a patto, naturalmente, che la Regione ci metta i soldi.
Comunicati, espressioni di solidarietà agli studenti pendolari e alle famiglie, meno che mai le promesse politiche, sono del tutto inutili.
Occorre prendere il toro per le corna, occorre capire quali sono i partiti che hanno intenzione di far garantire il servizio e far cessare tutto il mercato con i privati, al netto di possibili riguardi se ci sono di mezzo uomini del proprio partito.
Naturalmente occorrerà mettere mano al monopolio e alla vecchia gestione delle linee extraurbana, ci sono casi in cui ditte private sarebbero a disposizione per effettuare servizi, anche senza contributi, ma il monopolio di vecchie concessioni è intoccabile.
Di tutto questo si dovrebbe occupare la politica, per non trasformare l’ennesima questione in teatrino, in un contesto di governo regionale dominato di mezze figure incapaci di mettere mano ai problemi atavici dell’isola, rifiuti, sanità, trasporti, viabilità, ambiente.

Per affrontare tale sistema ci vorrebbero politici non collusi fra di loro per mantenere lo status quo, ma espressioni alla Cateno de Luca prima maniera, aggressivo, con un linguaggio che non teme di colpire obiettivi importanti.
Del resto le comiche sull’AST partono da lontano, da quando Crocetta, nel silenzio connivente della politica regionale, ne voleva fare un vettore aereo siciliano: da una politica che non ha condannato ufficialmente tali follie, cosa ci sarebbe da aspettarsi ancora?

Dalle nostre parti, il primo intervento degno di nota è quello della segreteria provinciale di Sud chiama Nord Ragusa, che esprime vicinanza agli studenti e ai lavoratori dell’AST
Si parla chiaramente di disservizi “pianificati” e svendita dell’AST a discapito del servizio pubblico e dei diritti di cittadini e lavoratori.

Questa la nota inviata dal segretario provinciale di Sud chiama Nord, Paolo Monaca:

Così come nel resto della Sicilia, anche in provincia di Ragusa, l’unica voce che si leva contro la svendita dell’Ast operata dal governo Schifani e dai suoi alleati è quella di Sud chiama Nord.
Svendita programmata nei tempi e nelle modalità che, però, non ha salvaguardato lo svolgimento del servizio pubblico di trasporto e preoccupa i dipendenti dell’Ast per i possibili risvolti occupazionali che potrebbero derivare dalla “dismissione” dell’azienda regionale che per decenni ha garantito collegamenti costanti fra tutti i Comuni della Regione.

Più volte i nostri parlamentari regionali hanno provato ad affrontare la questione in aula ed hanno denunciato le azioni di depotenziamento dell’AST fino ad arrivare a sabato scorso, 21 settembre, quando agli studenti siciliani è stato impedito di andare a scuola.
L’assessorato regionale con il Ddg n. 2031 del 18 settembre 2024 ha esonerato l’AST dall’obbligo di svolgere il servizio pubblico di trasporto a favore di Etna Trasporti obbligata a subentrare a partire dal 19 settembre scorso. Il risultato di questa incapacità gestionale dell’assessorato è stato la totale assenza del servizio di trasporto per gli studenti di tutta la provincia di Ragusa. A questo si è aggiunta la totale assenza di comunicazioni da parte di AST e dei Comuni di tutta la provincia.

Se da una parte è inaccettabile che a distanza di cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto assessoriale, l’Etna Trasporti, che aveva dato la disponibilità a subentrare al posto di AST il 17 settembre, non riesca a garantire il servizio, dall’altra non ci sono giustificazioni allo stato di incertezza per il futuro occupazionale dei dipendenti dell’azienda regionale, anche loro vittime del piano dei partiti che governano la Regione, di – come dice Cateno De Luca – “privatizzare gli utili e socializzare i costi del trasporto pubblico locale”.

La segreteria provinciale di Sud chiama Nord Ragusa si unisce alla protesta dei cittadini, degli studenti e dei lavoratori e chiede ai parlamentari regionali ragusani, soprattutto a quelli che fanno riferimento ai partiti di governo, che si impegnino per impedire la svendita dell’AST e per garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi che giornalmente usano i mezzi pubblici per recarsi a scuola.

“Ci risulta, poi, da informazioni apprese per le vie brevi – chiarisce il coordinatore provinciale di Sud chiama Nord e consigliere comunale a Ispica, Paolo Monaca – che durante la riunione tenutasi in Prefettura a Ragusa, lunedì pomeriggio scorso, il rappresentante della sede AST di Modica, Dimitri Roccaro, abbia dichiarato a chiare lettere che l’AST territoriale sarebbe stata in grado di assicurare il servizio scolastico, quindi la mattina presto e il rientro nelle varie sedi, soprattutto con riferimento alla linea Pozzallo-Ispica-Modica-Ragusa. Sempre il rappresentante AST della sede di Modica, poi, avrebbe affermato che il parco mezzi, seppur vetusto, è tuttora autosufficiente e che l’unica richiesta può essere, in attesa di ricevere gli autobus nuovi, quella di potere contare su 6-7 mezzi a noleggio con cui garantire una copertura del servizio nel caso in cui i veicoli attualmente a disposizione dovessero guastarsi, circostanza che, considerata la vetustà dei mezzi, può anche verificarsi.
Un’altra considerazione comunque s’impone: non è che per caso, alla luce di quanto sta accadendo, la linea Pozzallo-Ispica-Modica-Ragusa, essendo molto redditizia e non certo una linea sociale, faccia gola a qualcuno? E fa così gola da avere attirato le attenzioni di qualche gestore privato?”.

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