La bellezza del tacere invece di pronunciar sciocchezze non è mai stata lodata abbastanza.
Il caso dell’uscita dalla maggioranza dei consiglieri Bennardo, Caruso e Zagami viene ripreso sia dalla componente politica del sindaco che dalla consigliera Rossana Caruso che si offre ad una intervista di Peppe Lizzio nello spazio Sostiene Peppe Lizzio dell’emittente Teleiblea.
Una occasione persa, per entrambi per non dare adito a riflessioni scomode, per non pronunciare sciocchezze, come dice il vecchio detto, da alcuni attribuito a Dante alighieri.
Dalla componente politica del sindaco esordiscono affermando che “La fuoriuscita dei consiglieri comunali Federico Bennardo, Rossana Caruso e Sebastiano Zagami dalla maggioranza ci ha lasciato pressoché indifferenti.”
Perché, allora scrivere una nota? Per dire che, “pur rimanendo in maniera tanto formale quanto incongrua all’interno della maggioranza, hanno infatti avviato una politica ostile”?
Una ammissione, invece, di una sofferenza prolungata, di continui attacchi sulla stampa, di strategie per far mancare il numero legale e assenze in commissione (negando la possibilità di essere sostituiti) per intralciare l’attività amministrativa.
Ben venga, allora l’azione che lascia indifferenti, per la quale i Cassì boys vedono una manina alle spalle dei tre, senza capire che, dove ci sono, sono manine diverse, la simultaneità è strategia semplice, quasi casuale, di voltafaccia a danno dei propri elettori proprio non si può parlare, anzi una mossa da tempo e da molti auspicata.
Dopo non averne azzeccata una, i Cassy boys scivolano sul venale, con un soggetto che per tutto vuol fare la vicepresidente del consiglio comunale, fuorché per l’indennità da percepire, becero il riferimento all’on.le Abbate che ha voluto la norma, ingenuo il tentativo di sperare che la Caruso rinunci alla carica che, nell’impossibilità della sfiducia, costituisce uno schiaffo plateale e perenne alla maggioranza residua.
Anche Rossana Caruso poteva evitare di fare passerella in televisione, di cadere in alcune contraddizioni che non l’hanno fatta uscire benissimo dall’ intervista.
L’incipit per svelare un particolare noto, che getta discredito sul sindaco, bugiardo nell’affermare che non c’erano partiti all’interno della coalizione. Ma anche la stessa Caruso ha preso in giro l’elettorato, si è mascherata da civica, sotto le sigle Partecipiamo Ragusa Futura, per essere eletta, ammettendo che la strategia era frutto di precisi accordi, coinvolgendo, quindi, anche Giovanni Iacono e Mario D’Asta nella scoperta di questo traccheggio elettorale.
Poi, afferma di essere stata, dal marzo 2023, all’interno della coalizione a sostegno di Cassì, come chiara espressione dell’on.le Ignazio Abbate, dirà poi di essere tesserata della Democrazia Cristiana, salvo professarsi, in un altro passaggio, come “indipendente”.
Il telespettatore non può che uscire disorientato, una espressione dell’on.le Abbate, tesserata DC, che si presenta sotto le insegne Partecipiamo Ragusa Futura, con propensione con Ragusa Futura per l’accoppiata, auspice Abbate, con Mario D’Asta, leader della componente Ragusa Futura, unita a Partecipiamo da un accordo federativo elettorale, dopo il quale le due entità restano separate, che, alla fine ritroviamo come indipendente.
Roba da cubo di Rubik!
Come giro di boa, della prima parte della sua esperienza al Consiglio comunale, considera il momento in cui, per aver ringraziato, assiema tanti altri istanti per il mantenimento della cardiochirurgia pediatrica a Taormina, l’on.le Abbate, viene accusata e maltrattata per essere una ‘cuffariana’, espressione della DC di Totò Cuffaro.
Considerata la provenienza del becero trattamento, poteva passare oltre ma ci tiene a far notare come non sia stata difesa e tutelata dai suoi referenti politici, Iacono e D’Asta.
L’intervista affronta, poi, gli accordi, poco comprensibili in verità, avendo contezza del regolamento, con il Presidente del Consiglio per la conduzione delle sedute ispettive, accordi che vengono disattesi per la richiesta della maggioranza, a Ilardo, di non rispettare tali accordi.
Ancora la Caruso si sofferma sulla inesistenza, di fatto, di un ufficio di Presidenza, ma di questo se ne accorge dopo 15 mesi di vicepresidenza, e dopo aver precisato di aver appreso dalla signora Cettina Raniolo, vicepresidente del consiglio prima di lei, che il modus conducendo di Ilardo è quello, secondo il regolamento sempre presente e mai impedito.
In chiusura, l’annuncio ufficiale di passaggio al gruppo misto, specificando di essere DC e di non sapere se i due colleghi fuoriusciti lo sono o lo saranno.
Ancora, la cosa che più stupisce: valutazione per i primi quindici mesi della sindacatura Cassì, BUONA, anche se precisa che si deve fare di più per centri storici, sicurezza, turismo e cultura, settori importanti, due di competenza stretta di Cassì, per cui giudica che siamo all’anno ZERO.
Menomale che la valutazione resta BUONA.
Ostenta sicurezza come DC per le eventuali prossime provinciali, siano esse di primo di secondo livello, aspetta di vedere dove si accomoderà Cassì che, prima o dopo, deve fare delle scelte, lei rimane, comunque, a fare esperienza al Comune.
Più bello di così si muore:
