Una città al palo, tanta comunicazione sulle cose effimere e basta, ci confortiamo con le luci di Natale anticipate

La comunicazione del sindaco e della sua amministrazione dilaga, anche con qualche svarione epocale, come quello del servizio di una linea del trasporto pubblico h 24, segnale di una comunicazione di scarso livello che nessuno controlla prima della sua uscita. L’importante è fin troppo evidente, uscire, tanto la massa non va a guardare errori e sfumature.
Ma è una comunicazione a senso unico, mirata solo a fare propaganda gratuita sui mezzi del Comune, e non solo, che tralascia di informare sulle emergenze della città e mantiene il silenzio sullo stato di avanzamento dei lavori per importanti opere pubbliche che, grazie agli ingenti fondi del PNRR, uniti a fondi nazionali e regionali, costituiscono l’unica fonte di attività del Comune e dell’amministrazione.

Sarebbe d’uopo conoscere lo stato di avanzamento dei lavori per il polo fieristico, per la vallata Santa Domenica, per Villa Moltisanti. Solo queste tre opere sono state destinatarie di circa 20 milioni di contributi, peraltro si sconoscono i criteri di utilizzo e funzionalità di queste strutture, anche se è facile pensare che si cercherà il solito “privato” per la gestione e per sbarazzarsene.
Nulla si sa per l’ex macello di Ibla, per la club house dell’impianto sportivo di via delle Sirene, del progetto per i Canalotti di Punta Braccetto.
Dei lavori all’ex cinema Marino nessuno parla, c’è anche un ostinato silenzio sul parcheggio interrato di Ragusa Ibla, gli amministratori giocano ancora con un piano economico finanziario che non si può conoscere, permangono i dubbi, sempre più diffusi, sulle vere intenzioni della ditta proponente il project financing, il Comune, peraltro, dovrebbe mettere sul piatto la stessa cifra messa disposizione dal Libero Consorzio dei Comuni, cosa finora non avvenuta, pare perché non esiste nemmeno un progetto approvato.
Si attende la fine dei lavori per la stazione dei bus, nulla si sa delle procedure per mettere in gara lo sfruttamento dell’immobile, con relativa area pertinenziale all’interno dell’area dell’ex scalo merci.
L’assessore Massari parlava della geniale idea di una piccola struttura ricettiva al servizio dei viaggiatori, ma tutto sembra fermo, a testimonianza che gli assessori hanno idee e vorrebbero fare, soprattutto i nuovi alleati, ma, evidentemente, è vero che il sindaco e il suo cerchio magico rallentano tutto per motivi forse da scoprire…o non tanto.
Si attende l’esito dei lavori per la casa protetta, si attende di conoscere la sorte del CCR di Marina di Ragusa.
Ci sarebbe da abbattere la struttura abusiva di Passo Marinaro, ma le contrade a mare sono forse più abbandonate delle altre.
Sentir parlare di centro storico, di via Roma, di piazza Libertà, delle loro riqualificazioni, dei progetti, delle idee, è tutto tabù.
Nessuno parla della bonifica delle discariche, è arrivata la fine di ottobre e non si riesce, ancora, a capire, chi deve gestire la gara per il nuovo appalto dei rifiuti.
Ma pare che la norma preveda l’interessamento della SRR solo per garantire la trasparenza e la nitidezza delle procedure, cosa che appare inconcepibile, a danno degli amministratori che, però, secondo le notizie di Legambiente sarebbero, comunque responsabili e delegati a gestire la disciplina della gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti, la stipula del contratto di appalto, il controllo del pieno adempimento dell’esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale e il pagamento del corrispettivo per l’espletamento del servizio.
In pratica, è tutto in carica al Comune, e non si comprende come si possa dubitare degli amministratori solo per le funzioni collegate all’espletamento delle procedure per l’individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti.
Ma in ogni caso nulla si sa, contrariamente a quanto era astato assicurato, circa il progetto prodotto da CONAI per il comune di Ragusa.
I cittadini non possono conoscere quali le modifiche e gli aggiustamenti rispetto al piano attuale, per i contenitori, per la loro capienza, per le questioni dei rifiuti delle attività commerciali, per l’esigenza di un servizio notturno, per una riorganizzazione dei turni di raccolta, per il lavaggio dei contenitori, per l’esigenza di isole ecologiche che possano limitare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, anche in ambito extra urbano.
Ci sarebbero da attendere relazioni circostanziate, da parte dell’assessore competente, sui dati relativi al trasporto pubblico urbano, al servizio di car sharing, e sull’utilizzo di bici e monopattini elettrici.
Sembrano tutte cose afferenti a gestioni private e non attinenti alla cosa pubblica, soprattutto per quanto riguarda gli effetti sulla mobilità dell’utilizzo dei mezzi privati, sulla circolazione in città che non pare migliorata con l’avvento di questi servizi moderni.
A questo stato di fondamentale immobilismo o, quanto meno, di lentezza congenita, si aggiungono le questioni relative ai rapporti con enti che dovrebbero gestire altre importanti opera pubbliche, fondamentali per la città.
Nessuno si interessa per la metroferrovia, per i lavori di restauro e riqualificazione della stazione di Ragusa, per la stazione di Cisternazzi, nessuno si sogna di alzare la voce nei confronti della soprintendenza per lo scandaloso caso dei lavori di ripristino del Convento dei Frati Minori Riformati che dovrebbe ospitare il nuovo Museo Archeologico, struttura che, se mai la città avrà la fortuna di avere, passeranno almeno altri 10 anni.
Anche nei confronti dell’ASP occorrerebbero interventi decisi, per il nuovo padiglione della terapia intensiva, per avere la neurologia e la stroke unit come sancito da due sentenze del TAR.
Siamo inondati di tavoli, di conferenze dei sindaci, per la sanità, per Iblea Acque, per il randagismo, ma non si muove nulla, neanche per quelle cose previste dal programma elettorale, vedi per esempio il canile rifugio sanitario, ora passato ad un ipotetico progetto di canile a disposizione di più comuni, una scaltra trovata per giustificare l’allungamento dei tempi, mentre non si parla di un quanto mai necessario pronto soccorso veterinario.
Il tutto sarebbe anche spiegabile constatata la caratura del primo e del secondo governo Cassì che, alla fine tolta la pioggia di finanziamenti PNRR, non ha fatto molto per la città, le forze di maggioranza si sono rivelate del tutto inadeguate in termini propositivi e di sprone all’amministrazione, solamente asserviti ai voleri del capo, ma quello che fa temere per il futuro della città è anche la totale abulia delle minoranze, incapaci di reagire a questo stato di cose e a far valere le prerogative del ruolo.
A questo stato di cose si aggiungono “strani” ritardi nell’iter procedurale delle opere riguardanti le strutture commerciali dell’ex Parco Urbano, strutture in regola, anche in virtù di sentenze del tribunale amministrativo, attorno alle quali girano pretestuose e ostruzionistiche richieste da parte degli uffici che ritardano, in maniera sensibile, la nascita di strutture che darebbero respiro commerciale e occupazionale alla città.
Tutte cose che mettono in risalto l’inadeguatezza di taluni amministratori, dirigenti e funzionari, non adatti ad una città che vorrebbe crescere.

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