Salotti, discussioni da bar e flânerie

Nell’amorfo incedere della vita amministrativa a Palazzo dell’Aquila, sono pochi gli argomenti che catalizzano l’attenzione degli addetti ai lavori, mentre l’opinione pubblica ignora le emergenze, le beghe, le rivalità, i pettegolezzi.
Per lo più, si parla nei ‘salotti’ della politica, si parla al bar, mentre si sorseggia un cappuccino o un aperitivo, si passeggia, bighellonando, parlando di politica, a Marina di Ragusa.
A tenere banco, per ora, le questioni sulle posizioni dell’assessore Distefano e del consigliere Buscemi, strettamente legate e le voci insistenti che vogliono la maggioranza alla ricerca di un miracolo che possa concretizzare la mozione di sfiducia alla vicepresidente del Consiglio.
Purtroppo, Cassì è un avvocato, non un farmacista, perché ci vuole pazienza certosina nel dosare i vari componenti perché, se metti qualcosa nel piatto della bilancia, devi contemporaneamente bilanciare con qualcos’altro.
Per la questione Distefano il sindaco tace, ostinatamente: mantiene la fiducia nell’assessore, ma non dice se è una fiducia personale, una fiducia dettata da accordi confermati con il partito, qualcuno avanza l’ipotesi che il silenzio possa significare una considerazione in quota lista CassìSindaco, malcelata per non irretire gli animi all’interno della maggioranza e segnatamente della componente cassiniana.
Un elemento in più, in giunta, per blindare scelte e decisioni.
Ma nell’altro piatto della bilancia occorre considerare come gratificare per gli accordi di campagna elettorale il consigliere Buscemi, e non solo.
Attualmente Buscemi, che dal suo esordio in politica di scelte ne ha azzeccate poche, oltre al caso politico costituisce elemento importante per mantenere i numeri di una maggioranza al limite del precipizio.
La rinuncia all’assessorato, la scelta di Distefano non rilevatasi di grandi risultati, anche in relazione al rispetto di accordi iniziali, i risultati non eccezionali per la leadership nel partito e per le europee, hanno reso sorprendente la calma e la coerenza con cui dice a Cassì, “rispetto gli accordi, resto in maggioranza, attendo di capire quali saranno i riscontri”.
Per una eventuale sfiducia alla vicepresidente del consiglio, resta determinante anche se il sindaco dovrebbe ricorrere all’unico sostegno che renderebbe possibile la sfiducia: il trio rosso che non richiederebbe nemmeno l’apporto del jolly La Porta, che resterebbe, eventualmente argine ad un sussulto di dignità del capogruppo Calabrese che potrebbe rifiutare ulteriori inciuci con Cassì.
Ma, anche con il sostegno, di Buscemi la strada per la sfiducia resterebbe ardua: complicato pensare a colpi di testa di Bitetti, di Firrincieli, di Mauro, ancorché possibili, tutti e tre elementi che saprebbero estrarre dal cilindro le motivazioni politiche per giustificare una stampella, anche momentanea a Cassì.
Ci sono motivi per dubitare sempre della linearità delle minoranza per l’ormai strana mancanza di seria opposizione, al sindaco e ai singoli componenti della giunta, alcuni dei quali, per inconsistenza, immobilismo e totale mancanza di obiettivi, raggiunti e da raggiungere, rasentano l’assurdo-
Ma prima di premere il pulsante ‘totale’ sulla calcolatrice, si sa a chi offrire la carica di vicepresidente, appetibile anche per la lauta indennità?
Qualcuno, addirittura, si spinge a pensare per un recupero del consigliere Bennardo, in cambio di ricompense a lungo termine, una sorta di buoni del tesoro a tre anni, per ridurre a uno solo l’elemento da acquisire per arrivare a 16 consiglieri
Ma nessuno fa i conti con eventuali franchi tiratori, soprattutto in funzione della scelta per il soggetto da eleggere. Non sono pochi i fibrillanti, a qualcuno scappa qualche messaggio, ad altri una confidenza, sono in molti a ricevere offerte di future sistemazioni politiche, e non solo.
E poi ci saranno le provinciali che potranno offrire sbocchi insperati.
Per intanto, godiamoci luci e musiche di Natale, qualche passeggiata natalizia favorirà la nascita di altre voci, di altre illazioni, mentre il sindaco si muove in funzione di sue possibili sistemazioni politiche future e in attesa di inevitabili movimenti per viale del Fante

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