Da tempo, ci culliamo, a Ragusa, su un settore dei Servizi Sociali fiore all’occhiello del Comune, per la professionalità degli addetti e per la qualità e il numero dei servizi, dedicati per l’infanzia e i giovanissimi, gli anziani, le persone disagiate, i fragili.
Anche il programma elettorale del sindaco Cassì, per il settore, era nutrito, segnale dell’intenzione di implementare i servizi e fornire modalità di assistenza al passo con i tempi.
Come per tanti altri assessorati, nei primi sedici mesi di amministrazione, non si è visto molto, forse l’unico assessorato vissuto sulla continuità amministrativa, nel solco dei servizi tradizionali forniti da anni, peraltro tutti frutto di corposi contributi di Stato e Regione, per i quali c’è poco da ascrivere a merito dell’amministratore di turno, casomai sono gli uffici a farsi trovare pronti per i progetti sovvenzionati.
La conferma che nei primi sedici mesi del Cassì 2 si è fatto poco, e ancor meno di quello previsto dal programma elettorale, ci giunge da una intervista al quotidiano locale rilasciata dall’assessore Elvira Adamo.
Per quanto si legge, scarno il corpus delle iniziative portare avanti finora, che dovrebbero avere anche un riverbero sul 2025: principalmente il piano di attuazione locale 2022, che riguarda tirocini di inclusione, pronto intervento sociale, assistenza domiciliare, sostegno della genitorialità, potenziamento dei servizi sociali e del segretariato sociale; avviato un progetto di housing temporaneo per reperire alloggi per emergenze abitative, poi azioni per giovani e famiglie, riguardanti la povertà educativa, l’avviamento di un centro per famiglie, un progetto per i nulla facenti dai 14 ai 35 anni, che non studiano, non lavorano e non partecipano ad attività formative.
Citate le iniziative della carta “dedicata a te “ dell’INPS e del Progetto SUPREMO per le truffe anziani, ma esterne all’amministrazione.
Non solo queste iniziative passate come le “più importanti portate avanti finora” ci sembrano ordinaria amministrazione, ma si può rilevare come non siano stati nemmeno sfiorati aspetti relativi ai disabili e alla disabilità, alle pari opportunità, ai diritti della comunità LGBTQ+, alle barriere architettoniche, ma siano stati ignorati quasi tutti i punti del programma elettorale che, si può dedurre, dopo un anno e mezzo dall’insediamento, non sono stati nemmeno approcciati.
Non stiamo parlando di iniziative che potrebbero comportare impegno economico, ma di baratto amministrativo, di consulta per la terza età, di comitato per l’inclusione, del patto inclusivo per il lavoro ai disabili, di sportelli di comunità per i fragili, di patto di comunità per giovanissimi, adolescenti e terza età, di pari opportunità, religiose e per famiglie non tradizionali, di casa protetta, di emporio solidale.
Scrivere tutte queste cose in un programma elettorale e non rispettarle, come del resto ha fatto il sindaco con il programma elettorale del 2018, è una cosa, pavoneggiarsi con l’intervista, ignorandole, è provocatorio, oltre che squalificante per la comunicazione di palazzo che non tiene conto nemmeno di questi aspetti elementari.
Tanto varrebbe assimilarsi ai colleghi che vagano nel nulla cosmico ed evitare passerelle mediatiche che inevitabilmente trascinano dietro commenti come il nostro, difficilmente contestabile.
