Verificheremo è il refrain dell’amministrazione Cassì, il gestore della piscina chiede allo Scientifico 3.000 euro per 6 corsi di nuoto, una cifra superiore del 50 % alla richiesta dui altre piscine, e l’assessore allo sport dice al consigliere Firrincieli: “verificheremo”.
Il consigliere Chiavola chiede un punto di appoggio per i Vigili Urbani che sono in servizio a San Giacomo, chiede di intervenire sui tempi lunghi di chiusura del passaggio a livello della stazione di Ibla, lamenta la puzza di umidità nei locali dell’ufficio anagrafe, anche per lui si vedrà.
La Porta segnala il degrado assoluto dell’impianto sportivo ai Gesuiti, a Marina di Ragusa, e l’assessore allo sport non dice verificheremo, bensì “sappiamo tutto”.
Insiste sulla permanente chiusura del Centro Comunale di raccolta rifiuti di Marina di Ragusa e questa volta il sindaco ammette che ci vorranno tempi lunghi perché non sono ancora reperiti i fondi necessari.
Il consigliere Calabrese sollecita l’assessore ai lavori pubblici per le macchie sull’acciaio dei pali per l’illuminazione e delle ringhiere del lungomare Brin e ottiene l’assicurazione che si verificherà se si tratta di sporcizia o di ruggine.
Segnala anche come, nonostante la presenza della rete idrica nelle contrade Camemi e Gatto Corvino, non arriva l’acqua potabile, se non trasportata dalle autobotti. Anche su questo l’assessore al ramo assicura che verificherà perché il potabilizzatore non è attivo.
Esce fuori anche la questione del debito accumulato nei confronti del Comune da parte di Iblea Acque, problematica sollevata successivamente anche dal consigliere Mauro: anche su questo ci sarà da verificare come andranno le cose, e ci sarà da verificare anche se l’assessore Iacono e il sindaco Cassì si metteranno d’accordo su cosa rispondere alle domande dei consiglieri.
L’assessore ha risposto a Calabrese che, a seguito di una riunione di un mese prima, il Comune ha chiesto a Iblea Acque di restituire almeno le somme introitate dalla bollettazione delle utenze di Ragusa e su questo, definito “piano di rientro”, si sarebbe impegnato, con una nota, l’Amministratore Unico di Iblea Acque.
A conferma che, ormai, la comunicazione, per tutta l’amministrazione, è andata a farsi benedire, immediatamente dopo il sindaco afferma invece, contraddicendo il suo assessore, che il piano di rientro “va negoziato, ci sono proposte e controproposte, siamo nella fase di trattativa per cercare di accelerare il rientro, per poter operare con più tranquillità”.
Solo il consigliere Mauro, successivamente, in sede di discussione dello strumento finanziario, percepisce la contraddizione, la fa emergere.
Il sindaco precisa anche che le volturazioni dei contratti di energia elettrica, che dovevano essere completate entro l’anno, saranno perfezionate nei primi mesi del 2025.
In pratica verrebbe da riprendere il vecchio adagio “si fa quello che si può ma si sa quello che si fa, per i miracoli ci stiamo organizzando”, nell’amministrazione sono così sicuri dei numeri della maggioranza che ritengono di poter fare quello che vogliono e di poter dare ogni tipo di risposta agli sprovveduti e disorientati consiglieri.
Legittimamente sono al governo della città, nonostante le gravi defezioni mantengono ancora un margine di sicurezza per le votazioni, possono ostentare tranquillità e spocchia per la gestione della piscina, per l’ossidazione dell’acciaio di pali e ringhiere, per l’umidità dei locali dell’anagrafe, per le condizioni degli impianti sportivi, riconosciute, per la chiusura del CCR fino ad ora mantenuta nel mistero più assoluto, ma non tanto perchè qualcuno non abbia capito che non si vogliono trovare i soldi per le necessarie manutenzioni.
Il PRG tarda a tornare in aula, ma sono tranquilli, nonostante 300 osservazioni, il potabilizzatore di Camemi è fermo… vedremo, per l’accumulo di debiti di Iblea Acque stiamo trattando mentre qualche Comune ha già inoltrato decreti ingiuntivi per i quali qualche consigliere di Ragusa quasi si scandalizza.
Di fronte a tali atteggiamenti da faccia di bronzo non c’è nulla fare, le minoranze si devono rassegnare come forse hanno già fatto limitando solo a gesto simbolico la produzione di emendamenti per il bilancio.
Uno spazio dedicato alle comunicazioni, della seduta per il bilancio, propedeutico al surreale dibattito per lo strumento finanziario, fatto di schermaglie inutili con una squadra che ha i conti in ordine, che ha presentato un bilancio difficilmente criticabile, se non con una profonda preparazione specifica che, in ogni caso, potrebbe solo suggerire soluzioni alternative alle scelte, senza, forse, la possibilità di trovare irregolarità, al massimo solo forzature.
