Esitato senza lampi di luce il 2024 per il sindaco di Ragusa e per la sua squadra, unica nota positiva, ma quanto mai ordinaria, la consueta approvazione, nei termini previsti dalla Legge, del bilancio di previsione che, però, come fatto risaltare da molti, è risultato uno strumento finanziario, arido, freddo, senza visione.
Sono, ormai, sette anni che la città attende di essere risvegliata, dopo le premesse, anche discrete, del primo mandato, in questi primi mesi del secondo si è avvertito, nella sua pienezza, il flop delle politiche espansive, di crescita, con le quali si erano alimentate le speranze di tanti cittadini con programmi elettorali che promettevano bene.
Questo secondo mandato è appesantito da una squadra non all’altezza, i nuovi alleati o rappresentano delle nullità o sono contenuti nelle loro iniziative autonome, si avverte, e non è solo colpa di Cassì, la mancanza dei partiti, di uno sprone della politica a fare meglio e in maniera più veloce.
Fratelli d’Italia stenta ad imporre autorevolezza e primato politico nazionale e regionale, Forza Italia e la Lega non esistono, il Movimento 5 Stelle risente della crisi nazionale, tutto il peso del centro sinistra è nelle mani del solo on.le Dipasquale che non trova formazioni e politici alla sua altezza per imporre certi discorsi.
Una chiusura dell’anno in chiaroscuro, nessun appuntamento, con la scusa degli auguri, per celebrare il lavoro che tanto si vanta, a cominciare dalla insignificante ma boriosa piccola formazione politica del sindaco Cassì, la città cenerentola in Sicilia, dove gli enti, per la notte di San Silvestro, hanno testimoniato, quanto meno, la voglia di vivere e di sperare con eventi attrattivi, ai vari livelli
Il 2025 entra all’insegna degli interrogativi, ormai non si contano le questioni aperte, insolute, sulle quali l’amministrazione, peraltro, mantiene il silenzio che non è riserbo ma contezza di non sapere che pesci prendere.
È ormai acclarato che il palazzo non è una casa di cristallo, bensì una sorta di bunker dove l’amministrazione è rifugiata per scampare agli strali, prima di tutto, delle minoranze.
Se ne è avuta riprova quando si è scoperto che, nel più assoluto segreto, l’amministrazione ha stabilito con la controparte, le compensazioni, i ristori, per il passaggio di un elettrodotto per Malta sul territorio comunale.
Hanno badato solo a procurare le somme, nemmeno tutte, per il contributo alla realizzazione del parcheggio interrato di Ibla, per il resto, nel quadro degli accordi, la Provincia ha ottenuto somme, stante i lavori sulla provinciale per Marina di Ragusa, per due rotatorie utili ai fini della sicurezza, ma tutto si è saputo per caso.
Forse volevano il solito annuncio ad effetto per ciascuna delle opere, da sfruttare, more solito, per fini propagandistici.
Ma per il resto, a cominciare dal parcheggio interrato, c’è da mettersi le mani ai capelli: una ditta per il project financing che sembra sempre più in attesa di chi possa prendere il suo posto, per bilanciare il congruo contributo del Libero Consorzio, siamo alla questua, 500.000 euro dalla legge su Ibla, 1 milione e 500 mila da queste opere di compensazione, il resto, un altro mezzo milione con fondi comunali, ma sul tavolo, pare, al momento, non c’è nulla, anche perché quella dei ristori è una promessa che per quanto affidabile non si sa quando arriverà.
Ma siamo, comunque, in alto mare, perché i furbi della banda Cassì vogliono anche piazzare all’impresa che realizzerà il parcheggio di Ibla, anche la gestione dei tre parcheggi pluripiano della città.
Quindi, prima ci vorrà chi dovrà realizzare il parcheggio e poi si potrà dare il via a queste trattative.
La città dei misteri, c’è anche mistero assoluto sulla scelta del PSPP per il Castello di Donnafugata, si comprende, ma era troppo evidente, quali possano essere le difficoltà di selezione dopo la proposta presentata dal Libero Consorzio, e non diciamo altro.
Mistero assoluto anche sul PRG, si cincischia, forse, ancora, per capire se gli incompatibili potranno diventare compatibili, non ne sono venuti a capo nonostante la presenza nella squadra degli illusionisti che, in tal senso, diedero spettacolo (becero) in occasione dell’approvazione dello strumento urbanistico.
Dovrebbero arrivare in consiglio le osservazioni, ma non se ne sa nulla.
Dal PNRR sono arrivate somme ingenti per il polo fieristico, per la Villa Moltisanti, per la Vallata Santa Domenica, ma tutto sembra fermo.
Del completamento del Teatro Marino non si sa nulla, ancor meno sui tempi di fine lavori.
Del completamento della casa protetta di via Berlinguer si sono perse le tracce, del centro storico, della via Roma, di piazza Libertà nemmeno si parla.
Ci sono tante piccole opere minori, percorso pedonale ai Canalotti di Punta Braccetto, l’ex macello di Ibla, la club house dell’impianto di via delle Sirene, silenzio su tutto.
Si vanta il nuovo servizio di trasporto pubblico urbano, ma, a parte i bus quasi perennemente vuoti, il traffico in città è sempre lo stesso, non ci sono isole pedonali, non ci sono restrizioni che possano indurre a usare il mezzo pubblico, se non per gli eventi a Ibla, non ci sono relazioni sul car sharing, un settore nelle mani di nessuno.
Dovrebbe aprire, a breve, la stazione dei bus, ma mancherà, all’inizio, il servizio ristoro e non si comprende dove saranno i parcheggi per i viaggiatori e gli accompagnatori.
Per le contrade il nulla assoluto, abbiamo capito che per l’appalto nuovo della raccolta rifiuti se ne dovrà occupare la SRR e questo ci induce a pensare cosa accadrà, un teatro infinito senza che la città, gli utenti, siano minimamente coinvolti nelle scelte, del resto solo a pensare che il Presidente della SRR è il sindaco Cassì è tutto un programma.
In tema di ambiente, silenzio assoluto sulla bonifica delle discariche, sull’abbattimento dello scheletro del costruendo villaggio turistico a Passo Marinaro, cose delle quali, in sette anni, non si è sentito nemmeno parlare.
Nelle nebbie di un 2025 che non fa intravedere nulla di buono non ci sono sprazzi di visibilità, la questione Iblea Acque e relativo credito vantato dal comune nei confronti della società, salirà, certo, agli onori della cronaca, mai nessun sindaco della città è stato bersaglio di illazioni e di presunte irregolarità, ma non si fa chiarezza su nulla, ci propinano, di volta in volta, progetti come quello di Ragusa 2043, ma intanto il settore turistico e quello della cultura sono in panne, possiamo vantare in città persone come le sorelle Di Quattro, con visibilità nazionale, che hanno portato a Ragusa il fior fiore della cultura e dello spettacolo, l’una, Vicki, nel Consiglio di amministrazione di Fondazione Sicilia e componente della Giuria per la designazione della Capitale della Cultura 2027, l’altra, Costanza, scrittrice di successo e conduttrice di trasmissioni culturali sulle reti televisive nazionali, mentre affoghiamo nell’assoluto anonimato di mezze figure, profumatamente retribuite, qualcuno senza nemmeno i titoli necessari, che non hanno portato nulla, con il sindaco che si ostina a detenere le deleghe nonostante risultati zero.
