Che le minoranze, tutte, abbiano rinunciato al loro ruolo di opposizione è ormai un dato consolidato del consiglio comunale di Ragusa.
I numeri, certo, non consentirebbero di avere la meglio sulla maggioranza, assai difficile sarebbe arrivare alla bocciatura di qualche atto importante, ma non c’è voglia nemmeno di lanciare segnali come, spesso, nella storia, è stato compito delle opposizioni.
Nella seduta di ieri, lunedì 27 gennaio 2025, per almeno un’ora abbondante, la maggioranza non sarebbe stata in grado di garantire il numero legale, ma, a nessuno, è passata per la mente l’idea di far sospendere la seduta e andare ad un secondo appello.
Solo segnali, perché in terzo appello, con soli 10 consiglieri necessari per il numero legale, l’amministrazione può far passare tutto.
Ma che le minoranze hanno deposto le armi lo si evince anche dal tono degli interventi, quando ci sono, ormai si fa solo salotto, le criticità nell’amministrazione della città, che pure, a parole, i componenti delle minoranze lamentano, non vengono nemmeno sollevate, ha perso lo smalto consueto anche lo spazio dedicato alle comunicazioni, dove sono ridotti all’osso gli interventi dei consiglieri di minoranza.
Una strada lastricata di oro dove l’amministrazione può scivolare tranquillamente e fare scelte che nessuno potrà contestare, siano esse più o meno valide.
Un sistema tutto dedito alla ricerca e alla conferma di poltrone, che vede, per ora, gli amministratori dediti solo alla sistemazione futura, si ricercano le alleanze giuste per garantire un posto sicuro alle regionali per il sindaco, il posto di prossimo sindaco per uno del giro, si tenta anche di puntare alle elezioni provinciali, non c’è nessun ritegno per l’abbandono del civismo, si cerca un partito, una casa politica, senza andare per il sottile, le ideologie sono sorpassate, c’è solo quella della poltrona, si passa con disinvoltura da tentativi con la destra di Fratelli d’Italia alle trattative con Forza Italia, passando per Movimenti Autonomisti che danno poca affidabilità per il futuro.
Intanto, in amministrazione, si mantengono ben saldi i legami con le forze cattoliche di sinistra, si conserva un posto anche per Sud chiama Nord, senza che si possa capire se appartiene alla destra o alla sinistra, si sta lontani da Ignazio Abbate ma si accolgono gli interventi della DC a favore del Comune.
Un circo equestre della politica come mai si era visto a Palazzo dell’Aquila.
In questo clima, arricchito dalla notizia ufficiale, data dal Presidente del Consiglio comunale, che sindaco e vicesindaco erano a Palermo per un incontro con il Presidente della Regione, per motivi esclusivamente amministrativi, come ha tenuto a sottolineare Ilardo, per sgombrare il campo, senza che nessuno avesse sollevato dubbi, su possibili illazioni di colloqui politici con l’uomo forte di Forza Italia in Sicilia, il civico consesso dopo aver accolto due insignificanti interventi dei consiglieri La Porta e Chiavola, ha esitato il primo punto all’Ordine del Giorno, l’Adeguamento oneri concessori, per poi passare all’esame del Piano di Spesa della Legge su Ibla anno 2023.
Un piano di spesa amorfo, senza guizzi, caratterizzato, quasi esclusivamente dalla scelta di erogare 500.000 euro della Legge speciale per Ibla a favore del progetto di costruzione del parcheggio interrato nella stessa Ibla.
Somma che deve andare a concorrere al contributo pubblico del Comune di 2.300.000 euro da affiancare a quello, di pari entità, del Libero Consorzio per il sostegno al progetto di finanza.
Il Comune dovrebbe reperire i fondi di sua competenza a mezzo dell’utilizzo dei ristori di EniMalta per il costruendo elettrodotto, 1.500.000 euro, non meglio precisata l’origine dei restanti 300.000 euro.
Gli interventi, più che sul piano di spesa, si sono incentrati su questa misteriosa questione del parcheggio interrato, per la quale nessuno ha posto quesiti ben precisi.
È venuto fuori, ma quasi per caso, che il progetto completo assommerebbe a 14.500.000, non si comprende come con un contributo pubblico di 4.600.000 euro potrebbe andare avanti il project financing, tenuto conto che i proponenti consideravano irrealizzabile il progetto alla luce dell’aumento dei costi, originariamente fissati in 5/6 milioni di euro.
Nessuno chiarisce come arrivare al totale necessario, fra intervento di finanza e pubblico arriviamo a 10.000.000, chi mette il resto è ancora un mistero, come un mistero rimane il progetto che pare non ancora approvato dal Comune.
Nel gennaio del 2024, nel corso di un incontro con gli operatori turistici, il sindaco in persona asseriva che era stato consegnato il Piano Economico Finanziario che serviva per far andare avanti la procedura, emerse difficoltà di carattere finanziario per la sostenibilità dell’opera, Cassì aveva espresso l’intenzione dell’amministrazione di voler supplire, considerata l’importanza della struttura per la viabilità di Ibla, con intervento tramite i fondi della legge su Ibla, o con quelli della programmazione 26/29 oppure con prestito della Cassa Depositi e Prestiti.
Come è del tutto evidente, è passato un anno e non abbiamo visto nulla di concreto, di fatto, i consiglieri comunali nulla eccepiscono sulla credibilità del primo cittadino, né esigono le carte sul tavolo per rendersi conto della situazione.
Vaghi i rilievi di pochi consiglieri comunali di minoranza, quasi nella consapevolezza di non poter incidere sull’operato dell’amministrazione.
Il consigliere Bennardo ha rilevato i ritardi nell’esame dei piani di spesa, siamo ancora fermi all’anno 2023, non ci sono opere importanti in corso, riferibili ai piani di spesa precedenti, l’amministrazione si mostra senza idee.
Il consigliere Bitetti ha espresso notevoli dubbi sulle procedure del project financing, il consigliere Calabrese, come già aveva fatto in Commissione, ha giudicato assai generiche le voci di spesa del piano, giudicando “carte vuote” gli allegati forniti dall’assessore al ramo dove si sarebbe dovuto trovare l’analitico delle spese.
In generale, come abbiamo avuto modo di riferire a proposito dei lavori di Commissione, un utilizzo dei fondi per i centri storici finalizzato a manutenzioni e decoro urbano che dovrebbero essere oggetto del bilancio del Comune, peraltro ingabbiato in macrovoci generiche, sul modello del piano di utilizzo dei fondi della tassa di soggiorno, che rendono poco intellegibile la portata degli interventi, i fondi della legge sui Ibla, per cui tanto si lavora a Palermo, ridotti a salvadanaio da cui attingere alla bisogna, senza grandi progetti.
Nessun intervento dei consiglieri di minoranza sui tanti punti oscuri delle strategie dell’amministrazione, sulla lentezza delle opere pubbliche, sulle procedure d’ufficio che lasciano ancora al palo, per esempio, il nuovo appalto per il verde pubblico o quello per la raccolta dei rifiuti.
Nessun cenno alle bonifiche ambientali, delle discariche, si assiste, indifferenti, alle trovate del sindaco che addirittura trasforma il museo cittadino in ludoteca per i compleanni dei bambini, molti fanno notare i suoi post ma nessuno lo attacca, nessuno espone alla città i propri pareri, se non altro per trovare condivisione.
