Come si suol dire, quelli del Partito democratico hanno trovato lo “spasso”.
A conferma di quanto si dice nell’ambiente, sembra che la questione delle indennità di funzione di sindaco e giunta adottate al massimo livello consentito dalla legge, abbia infastidito parecchio il primo cittadino e allora, giù con i comunicati di replica che una certa visibilità, per chi non ne gode abbastanza per la poca politica portata avanti, la portano sempre.
E noi ci convinciamo, sempre di più, che quello che è deleterio per la città non è il sindaco in persona, ma il suo entourage: anche se il sindaco può sbagliare pensando di fare o facendo una fesseria, non c’è nessuno accanto a lui che lo distoglie.
Al sindaco viene in mente di produrre su facebook il suo cedolino, per far vedere che sì il compenso previsto dalla legge è di euro 9.307, ma nelle sue tasche arrivano, al netto delle imposte, solo euro 5.590.
Ora, se io fossi sindaco, consapevole del mio rango e della mia autorevolezza, potrei affermare questo, per replicare alle critiche, ma non avrei bisogno di mostrare il cedolino, se a qualche pellegrino venisse in mente di dubitare, potrebbe andare sempre a quel paese o, se consigliere comunale, potrebbe adire ad un accesso agli atti, peraltro andando anche a quel paese.
A noi la questione fa solo sorridere, siamo convinti che le indennità degli eletti, sindaci, onorevoli, senatori, peraltro stabilite dalla legge, sono sempre inadeguate agli impegni, alla tensione, agli scontri politici che si devono sostenere, al ‘lavoro’ quotidiano che, peraltro, per sua natura, non conosce orari, stagioni, vacanze e, soprattutto, divagazioni.
Ma le insistenze dei dem rendono la questione una amenità, favorita da queste uscite del primo cittadino.
E nel contesto sonnecchiante della città sono vitamine per chi vuole dilettare la mente.
I dem insistono sul fatto che le indennità sono applicate dagli stessi amministratori, ma questa è la procedura, non tengono in conto che gli adeguamenti sono stati proposti dai sindaci dell’ANCI, con a capo il sindaco PD De Caro, non tengono conto che, per limitarci ai capoluoghi di provincia, tutti i sindaci hanno sfruttato gli aumenti consentiti, anche quelli del Partito Democratico.
Vero è che un sindaco francescano potrebbe rifiutarsi di applicare gli aumenti delle indennità, vero è anche che, in qualità di esponenti politici del secondo partito in Italia, Calabrese, Chiavola, Podimani, potrebbero mettere in discussione l’entità dei compensi degli amministratori comunali e dei deputati e dei senatori, potrebbero farsi promotori di una raccolta di firme presso gli stessi per cambiare la legge, balzerebbero, di certo, agli onori della cronaca.
Il fatto di prendersela solo con il sindaco di Ragusa trascende nel surreale, peraltro non fanno cenno dei compensi agli assessori che, spesso, come accade a Ragusa, percepiscono le congrue indennità con una attività e con risultati pari al nulla, e non sono eletti ma solo scelti privilegiati.
In passato, i 5 Stelle avevano studiato di devolvere i loro compensi per attività benefiche, a Ragusa lo fecero, con risultati brillanti i consiglieri comunali 5 Stelle, dal 2013 al 2018, anche i componenti della giunta si tassarono, lo fanno ancora, forse, i deputati regionali.
Ma nessuno dei dem esaltò la loro iniziativa e ancor meno si accodò alla stessa, il primo, per esempio, Chiavola, anche allora componente del civico consesso.
Nell’odierna nota di replica, i dem usano toni forti, fuori luogo, “non vorremmo essere scambiati per carnefici”, “i piagnistei non ci sono mai piaciuti”.
Accusano il sindaco di non aver applicato gli aumenti prima delle ultime elezioni, ma per salvare la campagna elettorale Cassì ha coperto anche un assessore con una denuncia di abuso edilizio sul territorio comunale e ha fornito le maschere agli amici di Fratelli d’Italia, di Azione, della Democrazia Cristiana di Abbate, del Movimento per le Autonomie di Lombardo, del partito di De Luca, per farli passare come civici in coalizione.
Cassì è stato abbastanza disinvolto in campagna elettorale, ma i dem, come nessuno, non hanno fatto risaltare questi particolari, noti a tutti prima delle elezioni-
E poi, se volgiamo, queste cose, in campagna elettorale, si chiedono prima, si devono scrivere nel programma, per essere evidenziate ove non rispettate.
E poi, può essere che la precedente giunta non condivideva gli aumenti, la nuova, invece, li ha voluti.
Tutto il resto, e gli ampollosi comunicati dei dem, sono solo retorica strumentale per mettere in difficoltà l’avversario politico.
Ci scuseranno i dem, se non condividiamo, possiamo solo auspicare che la loro azione politica porti i frutti sperati, nella fattispecie ad un candidato del partito e non ad altri.
Se son rose fioriranno.
