Revoca del contributo regionale per l’efficientamento della pubblica illuminazione, le considerazioni dell’assessore Giuffrida

Era prevedibile e scontato che l’amministrazione fosse intervenuta per dire la sua e, come sempre, minimizzare gli effetti della revoca di un finanziamento. Tutto tipico della comunicazione di palazzo, solo che ora anche la gente, apparentemente più disinteressata, vuole vederci chiaro e qualche tecnico, padrone della materia, va a scovare subito quello che non va o che non corrisponde al vero.
Così l’assessore ai lavori pubblici rilascia una dichiarazione che, alla luce della lettura del Decreto di finanziamento del 2021 e di quello di revoca successivo, risulta parziale e privo di alcune precisazioni fondamentali.
Il tutto sullo sfondo di finanziamenti, revoche, iter procedurali, gite a Palermo e varie dei quali la città è stata tenuta all’oscuro, come pure del decreto di revoca che, contrariamente all’abitudine di sindaco e assessori di enfatizzare e celebrare tutto sui social, la città ha dovuto sapere solo con un comunicato di un deputato regionale ragusano.
Nelle dichiarazioni dell’assessore Giuffrida, inspiegabilmente, mancano due particolari, il primo che si tratta di un project financing risalente all’era grillina, che gli attuali amministratori, dopo 8 anni non hanno saputo ancora esitare.
Per il resto, un progetto di riqualificazione ed efficientamento degli impianti della rete di pubblica illuminazione era stato ammesso a finanziamento per un costo complessivo pari a euro 7.089.084, coperto per euro 3.473.651 dal contributo pubblico, a valere sul PO FESR 2014/2020, e per euro 3.615.433 dal cofinanziamento a carico del soggetto privato.
Una sorta di project financing, un Partenariato Pubblico Privato, di cui non si è saputo mai nulla e di cui si continua a non parlare, una questione che ci fa venire alla mente quella del parcheggio interrato di Ibla e che fa pensare come, anche in questo caso, le responsabilità dell’assessorato siano enormi e tenute sotto traccia, anche perché pare, ma di questo ci si accerterà presto, che le omissioni e le mancate risposte all’assessorato regionale siano alla base della perdita del finanziamento.
Hanno giocato troppo a lungo con la fiducia dei ragusani e, ora, i nodi stanno venendo al pettine.
Nella nota dell’assessore si accampano scuse per i ritardi dovuti alla regione, che saranno innegabili, conoscendo come vanno le cose a Palermo, ma nessuno si sogna di informare la città e la stampa per permettere di esprimere i propri giudizi sulla classe politica e dirigente che sta Palermo, così come fanno a Ragusa i consiglieri comunali che non toccano mai dirigenti e funzionari.
Perché qualcuno non chiede subito se ci sono, intanto, responsabilità negli uffici?
Poi si parla di interessamento della nostra deputazione: chi si è interessato dei tre deputati del collegio? Altro dato, non si sa perché, omesso.
Per il resto la candidatura al finanziamento è stata messa in riserva, si potrà rientrare con le economie che permetteranno di finanziare i progetti in coda, nella nota si mostra un Comune pronto a realizzare il progetto ma soggetto ancora ai mancati riscontri da parte della regione. Il tutto si conclude con la roboante minaccia di adire al TAR.
La cosa tragica è che c’è qualcuno che vorrebbe ancora continuare l’era Cassì !

Questa la dichiarazione dell’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giuffrida:

“Sulla questione della revoca di un importante contributo regionale da 3,5 milioni di euro per efficientamento della pubblica illuminazione, la posizione del Comune è molto chiara.
L’emanazione tardiva del decreto di finanziamento regionale ha accorciato in maniera considerevole i tempi burocratici necessari al nostro Ente per le procedure del caso, ulteriormente allungate da una parte dal ricorso di un privato, chiuso con sentenza del maggio 2024, e dall’altra dall’aumento esponenziale dei costi dell’energia elettrica, che ci ha costretto a rivedere in corso d’opera il Piano economico finanziario.
Dal canto nostro abbiamo quindi fatto presente alla Regione, anche tramite l’interessamento della nostra deputazione, le nostre ragioni, le quali sono state accolte.
Come da comunicazioni dell’ottobre e del novembre 2022, infatti, il nostro progetto è stato inserito tra quelli “in salvaguardia” all’interno del Piano di Sviluppo e Coesione.
Al fine di procedere con l’avvio delle procedure, nell’ottobre 2023 il nostro Comune ha confermato l’intendimento di realizzare l’intervento, giunto ormai alla fase propedeutica all’affidamento con gara di evidenza pubblica, rimanendo in attesa di conoscere la fonte di finanziamento.
In contraddizione a tutto ciò, però, il Dipartimento regionale ha richiesto conferma formale dell’intendimento a realizzare l’intervento, che abbiamo fornito e ribadito anche in audizione, senza però ricevere riscontro.
Restiamo fiduciosi che l’intervento venga rifinanziato dalla Regione così come era stato preannunciato e vogliamo anzi pensare che questa revoca, che ha riguardato anche tanti altri Comuni, sia propedeutica e necessaria alla riassegnazione dei fondi con un nuovo decreto. Nelle more valuteremo la possibilità di presentare ricorso al TAR”.

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