Un balzo sulla sedia: l’ATI idrico diffonde un comunicato stampa

Comprensibile lo stupore nel ricevere un comunicato stampa dell’ATI idrico, solitamente immerso nel silenzio comunicativo, anche dopo le recenti cronache a proposito di Iblea Acque che hanno invaso, da tempo, i giornali.
Ci eravamo resi conto che si trattava, in sostanza, di una replica in riferimento a notizie di stampa che, in realtà erano riconducibili ad un solo articolo sul giornale on line ragusaoggi, di autorevolissima firma del giornalista Antonio Casa.
Avevamo ritenuto le precisazioni banali e dense di cattiva interpretazione dell’articolo, le avevamo tralasciate considerato che non potevamo essere noi i destinatari della replica, ci piace oggi condividere in pieno la controreplica dell’autore dell’articolo che ci mostra come le nostre impressioni non erano prive di fondamento e confermano l’inadeguatezza dei vertici delle strutture preposte all’idrico nella nostra provincia.

Questa la nota del Presidente dell’ATI idrico:

Con riferimento alle notizie di stampa relative al presunto “colpo di scena” relativo alla legittimità della scelta assunta da tutti i Comuni IbleI di affidare ad una Società in house il bene pubblico acqua, piuttosto che a Società private aventi scopo di lucro, si precisa:
1) il CGA non ha mai esaminato il merito della vicenda. Ha solo diversamente interpretato il tema dell’interesse al giudizio, utilizzando quello generico piuttosto che quello specifico invece assunto dal TAR Catania;
2) sarà quindi il TAR Catania ad entrare, per la prima volta, nel merito della questione, la cui decisione per altro, potrà poi essere impugnata sia da IRETI che da ATI Idrico avanti al CGA;
3) anche in caso di accoglimento in via definitiva nel merito del ricorso di IRETI, quest’ultima non diverrebbe
il gestore dell’acqua pubblica della provincia Iblea, atteso che l’ATI è sempre l’unico soggetto cui la legge affida il compito di scegliere il metodo di gestione (appalto, società mista o società in house);
4) trattandosi di sentenza interlocutoria di rito e non decisionale nel merito, come quella del TAR Catania, non
abbisognava di alcuna pubblica comunicazione, atteso che allo stato nulla cambia in merito alle scelte già operate nel 2022 da tutti i Comuni iblei sulla scelta di gestione pubblica, senza scopo di lucro, evitando così aggravio di costi a carico di tutti i cittadini.
Stupisce quindi il tono enfatico e trionfalistico dell’articolo.

il Presidente Dott. Bartolo Giaquinta

È stato facile, per l’autore dell’articolo, obiettare a queste considerazioni:

Non era stato scritto che il CGA fosse entrato nel merito della vicenda, il CGA ha sancito che la società ricorrente aveva il diritto di ricorrere, non è stato scritto che la società ricorrente sarebbe diventata automaticamente gestore dell’acqua pubblica, casomai potrebbe non essere Iblea Acque il gestore se non prima di avere espletato una regolare gara ad evidenza pubblica, oltre, ci pare, a dover dimostrare la convenienza della società in house e ottenere apposita autorizzazione della Corte dei Conti.
Quanto alla interpretazione delle sentenze interlocutorie, non è per nulla raro l’utilizzo della comunicazione a convenienza, si comunica quando ci sono risvolti positivi, si omette di comunicare tutto quanto di negativo investe la struttura, nonostante si tratti di amministrazione della cosa pubblica.

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