Anche a Scicli, patria del consiglio comunale civico, maggioranza che scricchiola

Rifacendosi al sito istituzionale del Comune di Scicli, ci si accorge che su 16 consiglieri uno solo rappresenta un partito, Marianna Buscema di Italia Viva, per il resto tutti hanno avuto vergogna o, comunque, hanno ritenuto opportuno, di presentarsi sotto la sigla di un partito politico.
Si può parlare di patria del civismo, forse in nessun Comune della provincia c’è una così scarsa presenza dei partiti, anche maggiori, segnale della limitata caratura dei leader dei maggiori partiti.
E i risultati si vedono, tanti apprendisti politici, tanto caos, con le minoranze, purtroppo impegnate a insistere sul bene della comunità invece di lavorare per scassare tutto e favorire l’uscita da questi sistemi fatui di pseudo politica.
Le minoranze, meglio definirle così, perché chiamarle opposizioni sarebbe una offesa per chi onora il suo ruolo, si vantano di mantenere il numero legale, quando occorre e vengono addirittura sbeffeggiate da qualche consigliere che, richiamato appositamente in aula, dopo una sospensione per mancanza di numero legale, vanta la solidità della maggioranza e accusa gli avversari politici di mancanza di senso di responsabilità.
Il caos regna sovrano, si sta constatando per le trattative sulle candidature per la presidenza della provincia, in diversi comuni si vive alla giornata, fra defezioni dalla maggioranza, mozioni di sfiducia, e consigli comun ali che vanno avanti fra battibecchi e contrasti costanti.
A Scicli ci sono 4 consiglieri di maggioranza “monelli”, che rispettano gli accordi di maggioranza “a chiamata”, qualcuno, addirittura, non rispetta la coalizione e passa con le minoranze.
Sono 7 i consiglieri coalizzati per evidenziare come il sindaco si muove con scarsa agibilità nel civico consesso,
Marianna Buscema, Caterina Riccotti, Sabrina Micarelli, Bruno Mirabella, Marco Lopes, Licia Mirabella e Consuelo Pacetto, definiti “stucchevoli” per le loro litanie sul senso di responsabilità che li indurrebbe a mantenere il numero legale, quando occorre, per il bene della città.
Bene hanno fatto a far emergere i giochi di certi elementi della maggioranza, ma fino a quando guarderanno, a modo loro, al bene della città, non contribuiranno a far crollare il castello di carte creato dal civismo, in molti casi falso.

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