In Consiglio comunale acqua cheta con Iblea Acque

Lo ha detto anche il Sindaco Cassì, alla fine della seduta di Consiglio comunale di lunedì 24 marzo, alla quale hanno partecipato due figure di vertice di Iblea Acque, l’ing. Savarese, responsabile gestione infrastrutture, e l’ing. Malaponti, responsabile investimenti e logistica: i responsabili di Iblea Acque saranno invitati a tutte le sedute del Consiglio comunale, dal momento che quella di lunedì è stata una delle sedute più tranquilla, più pacata, senza toni accesi, di sempre.
I tuoni e i fulmini protagonisti di sempre, quando si è parlato di Iblea Acque, sono svaniti per fare posto se non all’arcobaleno, data l’ora, ad un cielo stellato, con quel colore blu delle belle serate, serene, con l’aria pulita.
Quando si è saputo della presenza in aula dei rappresentanti di Iblea Acque, si era pensato, in effetti, a portare in aula elmetti e scudi: ci si aspettava che sarebbero state messe fuori le unghie per l’amministratore unico, per i concorsi, per il servizio autobotti, per le perdite idriche, per la carenza di acqua, per il grande credito nei confronti del Comune.
Invece, tutto come svanito nel nulla, come si è potuto capire anche dall’ordine del giorno della seduta che prevedeva, al primo punto, la Relazione di Iblea Acque S.p.A. sullo stato di approvvigionamento idrico della città e sulle misure adottate per scongiurare ulteriori crisi idriche, una convocazione voluta dai consiglieri Caruso, Firrincieli, Buscemi, Bitetti e Mauro.
La Caruso ha solo presentato il quesito della convocazione, Mauro ben lungi dai toni e dalle argomentazioni del passato su Iblea Acque, Bitetti classicamente moderato, Firrincieli per nulla accalorato, Buscemi nemmeno presente, forse ancora in attesa di caricare il faro lavarderiano, silente secondo il clichè di tutti quelli usciti dalla maggioranza e caduti nel letargo politico.
Sullo stato dell’approvvigionamento idrico della città e sulle misure per arginare eventuali crisi idriche, ha relazionato, con estrema ma disarmante competenza l’ing. Savarese.
Ha spiegato al Consiglio che le falde da dove si ricava l’acqua per la città si ricaricano con le acque piovane, se non piove c’è poco da fare, ha solo confortato i consiglieri con alcuni dati che lasciano intravedere una estate serena, senza crisi di approvvigionamento.
Ha spiegato che, a oggi, da gennaio, ci sono stai 366 mm di pioggia, l’anno scorso, per lo stesso periodo erano 12 mm, nel 2023, invece, si arrivò a 449 mm.
Il 2024, un anno tragico per la città, a giugno solo 24 mm, a fine anno si arrivo a 299 mm.
Quindi, oggi, siamo sotto media, ma si può stare tranquilli, a giugno dovremmo arrivare a 628 mm\.
Con estrema chiarezza, dimostrata dal fatto che tutti hanno ascoltato, in silenzio, senza fare domande, segno che tutti comprendevano quello che ascoltavano, l’ing. Savarese ha continuato parlando di pozzi, di portata, di livello delle perdite idriche, mostrando, da un lato grande competenza e professionalità, naturalmente non solo sua ma anche dei tecnici che lo collaborano, ma evidenziando anche grande rassegnazione, che ha cercato di trasferire ai consiglieri per quelle criticità contro le quali nulla si può, o perché manca l’acqua o perché mancano i soldi come nel caso della rete idrica colabrodo che dovrebbe essere totalmente rinnovata.
Dai pozzi, nel 2023 da 426 a 432 l/secondo, nel 2024 349 l/sec, a oggi 384, si pensa di poter arrivare ai valori del 2023.
Le carenze idriche nella parte alta della città non possono essere compensate con diminuzioni della dell’acqua nella rete idrica della parte bassa che, per la sua vetustà, potrebbe incamerare aria e diventare problematica per la sua riattivazione ai valori consueti, parte bassa dove, peraltro, non si potrebbe intervenire con le autobotti.
Alcuni dati mostrano come la città di Ragusa sia del tutto particolare, si erogano 450 litri al giorno per utenza, mentre la media sarebbe di 250/300, le perdite sono nell’ordine del 62%, eccessive, nella zona dai Salesiani a Ssanta Maria delle Scale occorre la sostituzione completa della rete, alla quale si potrebbe arrivare grazie ad appositi bandi di finanziamento, annunciati, per i quali gli uffici stanno lavorando, alacremente, con progetti all’avanguardia che dovrebbero riscuotere approvazione, senza dubbi.
Le criticità, in città, sono dovute anche a volumi di accumulo basso, circa 215 litri al giorno per 10 ore di autonomia. Con i finanziamenti si cercherà di implementare i punti di accumulo, se previsti nei bandi.
Per mostrare la programmazione per la prossima estate, finalizzata a scongiurare crisi idriche, l’ing. Savarese ha passato in rassegna la dotazione dei pozzi a disposizione, citando anche i pozzi Versalis e quelli che potrebbero essere attivati per emergenze, anche facendo ricorso ad appositi impianti di depurazione al biossido di cloro per consentire erogazioni in linea con gli standard previsti dall’ASP.
L’ing. Savarese ha mostrato una visione chiara di tutta la situazione, anche per affrontare eventuali emergenze e ha parlato anche di tutti gli interventi per grosse falle nelle tubature di adduzione.
Di scarsa o nulla consistenza gli interventi dei consiglieri, evidentemente disarmati dalla puntuale relazione e dalla consapevolezza che non ci sono ampi margini di manovra in una condizione, comunque, di relativa tranquillizzante funzionalità di tutta il sistema, qualche sfoggio di erudizione idrica, per il resto domande normali sulla bollettazione, sul servizio autobotti, sul debito determinato dal pagamento dell’energia elettrica, ma tutto nell’alveo di una moderazione di fondo da collegio inglese.
Savarese ha fornito anche ragguagli su argomenti non di sua competenza, le volture dei contatori sono complete all’80%, le risorse umane sono state implementate, sotto controllo il servizio autobotti, attivo il servizio manutenzioni e guasti, 3412 interventi nell’anno appena passato, in tutta la provincia, prossimo servizio per l’utenza la convenzione con i CAF, per facilitare tutte le pratiche degli utenti, forte attività di recupero dei crediti, che costituiscono l’unica fonte per poter andare avanti con tranquillità, appello per un consumo consapevole e compatibile della risorsa idrica, per cui devono lavorare tutti i cittadini nell’ottica della tutela di un bene pubblico essenziale che, per nessun motivo, nell’interesse generale, può essere sprecato.
L’ing. Malaponti, in chiusura ha accennato alla Cabina di regia interna di Iblea Acque che sta lavorando al progetto di rifacimento della rete idrica del centro storico superiore, con sostituzione fino ai contatori per ottenere un quadro completo di controllo dell’erogazione.
Si potrebbe concludere, con buona dose di ottimismo, con il colmo che … se non piove pioverà, intendendo che nel nostro caso la pioggia non è un danno ma un toccasana e le condizioni di Iblea Acque fanno intravedere cieli nuvolosi ma producenti, grazie anche alle professionalità che si è cercato di sindacare, ma che si sono rivelate, come più volte abbiamo sottolineato, di grande valenza, a cominciare dall’amministratore unico che ci ha condotto, volente o nolente, a questo stato di ampia tranquillità per la gestione dell’idrico integrato. La Città deve dire solo grazie.
Il tutto sullo scenario di un capitale sociale di meno di 100.000 euro che lo stesso sindaco ha giudicato inadeguato, alla fine della seduta, come scelta dei sindaci al tempo della costituzione della società in house.
La cosa tragica è che uno dei sindaci autori di questa scelleratezza, sintomo di totale mancanza della minima managerialità, sarà destinato a diventare prossimo presidente della Provincia.

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