Elezioni provinciali, un copione ancora tutto da scoprire

Capitolo elezioni provinciali a Ragusa, nonostante le tante puntate del teatrino politico per la scelta del candidato del centro destra, la storia è solo all’inizio.
Per ora, ha vinto Giorgio Assenza che ha piazzato la sua creatura cittadina del partito, attuale sindaco di Comiso, e, con l’aiuto dei compagni di coalizione, ha messo fuori dai giochi non tanto il candidato della DC, Fidone, quanto Ignazio Abbate.
Anche le vicende di Vittoria, per il sostegno di Cuffaro alla giunta di Ciccio Aiello, vicenda ancora tutta da definire nei contorni, avranno il loro peso, non sappiamo che risultanze possa avere questa esclusione della Dc a livello regionale.
Intanto, 4 sindaci apparentemente civici hanno speso il loro endorsement per la collega di Comiso, a loro si dovrebbero aggiungere il sostegno naturale di Innocenzo Leontini, come espressione di Forza Italia e quello del Sindaco di Monterosso che è di estrazione centro destra, ma è stato escluso, o non ha voluto partecipare, all’endorsement.
In totale, con la stessa Schembari, sarebbero 7 i sindaci afferenti al centro destra, poi ci sono i 4 dell’area di centro sinistra, Giaquinta, Ammatuna, Aiello e Cutello, e il civico DC Fidone.
Già dallo schieramento dei sindaci si comprende come il centro destra goda, sulla carta di un considerevole vantaggio, l’unica variabile che potrebbe sconvolgere lo scenario quella di una unione DC – centro sinistra che, considerato quanto avvenuto a Vittoria, non sarebbe da escludere, anzi è legittimo pensare che tutto possa far parte di un disegno preordinato, oltre ad essere da molti auspicato.
Certo, una ipotesi di questo genere, che dovrebbe solleticare gente come Nello Dipasquale, Ignazio Abbate e Totò Cuffaro, peraltro tutti vecchi leoni della gloriosa Democrazia Cristiana, sarebbe una bonifica della melma della politica nella quale il civismo ha recitato, purtroppo, un ruolo preminente per intorbidare le acque.
Intanto, ma ci diranno che non siamo noi gli elettori e quindi non se ne rileva la necessità, c’è una candidata alla Presidenza della quale si parla tanto bene, e sulla persona e sulle qualità professionali non c’è nulla da eccepire, ma della quale nulla si sa delle sue qualità politiche, di quello che ha fatto nel corso dei suoi due mandati di sindaco, di quello che ha fatto per la sua città, di quali capacità gode superiori a quelle di tanti colleghi
Per il resto, la partita si giocherà sul voto dei consiglieri comunali e per questo c’è una storia tutta da scrivere.
Secondo noi, nessuno ha il totale controllo dei consiglieri comunali e tante saranno le sorprese alla fine.
Per esempio, a Ragusa, il sindaco Cassì gode di una maggioranza di 13 consiglieri, ma Iurato potrà votare una candidata di fatto espressione di Fratelli d’Italia? Il voto mancante sarebbe comunque compensato da quello del consigliere di Fratelli d’Italia, Bitetti.
Certo, sarebbe producente che i consiglieri dichiarassero le loro posizioni, ma sarà difficile. Piuttosto, circolano notizie poco confortanti, per la politica, per la ricerca dei voti, da parte dei sindaci, per far parte del Consiglio provinciale.
Ci saranno da eleggere 12 componenti, idealmente potrebbero essere uno per Comune, nel nostro caso, ma, pare, che alcuni sindaci stiano facendo campagna elettorale per sé stessi, in pratica vorrebbero mettere cappello sui posti in consiglio provinciale, impedendo, di fatto, la presenza dei consiglieri comunali che, a questo punto, vedendo le proprie eventuali aspirazioni vanificate dalla scelta dei sindaci, potrebbero rivedere le intenzioni di voto preventivate.
Un tentativo, quello di alcuni sindaci, che, se confermato, alimenterebbe l’immagine dei politici pigliatutto che, a parole, parlano di partecipazione democratica, di confronto, di dialogo, ma, invece, nella realtà vogliono occupare ogni spazio, pur facendo parte, in ogni caso, anche dell’assemblea dei sindaci.
Circola anche la voce, non confermata, che nell’accordo per la candidatura della Schembari e il contestuale sostegno del sindaco di Ragusa, che doveva significare esclusione di tentativi per una candidatura civica dello stesso, sia stata avanzata l’ipotesi della creazione ad hoc, per lo stesso Cassì, come ricompensa, di una carica che non esiste nell’organigramma della Provincia, quella di vicepresidente. Ma sarebbe una forzatura eccessiva.

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