Provincia in attesa di decollo

La neo Presidente del Libero Consorzio dei Comuni, che si spera possa essere riportato alla classica denominazione di Provincia (regionale), è naturalmente in fase di sistemazione nella nuova realtà, sta incontrando dirigenti e personale per verificare lo stato dell’Ente, comincia a delineare la strategia di governo, con un occhio attento alle prossime inevitabile mosse per il coinvolgimento degli elementi del Consiglio che aspirano alla suite con vista sul mare.
Impazzano, nel frattempo, i comunicati delle associazioni di categoria che spesso fanno appello alla Presidente per competenze non sue.
Le priorità e le competenze del Presidente del Libero Consorzio sono limitate a personale, edilizia scolastica per gli istituti di competenza e viabilità stradale. Si potrebbe parlare di ambiente, di turismo, il settore che, elettivamente, dovrebbe passare integralmente nelle mani della Provincia, senza nemmeno passare dai Comuni, visti i risultati, ma tutto è condizionato dalle risorse economiche che saranno messe a disposizione.
Dicevamo delle organizzazioni di categoria che, per il battage comunicazionale che producono, ci sembrano come gli elementi fondamentali di una vettura da corsa, freni Brembo carboceramici, sistemi elettronici di controllo di ultimissima generazione, cambio robotizzato a 9 rapporti, gomme ultratecnologiche, ma se il motore della macchina non spinge, tutto è inutile, né questi elementi possono fare la differenza.

Per la CNA territoriale la priorità è trovare soluzioni per l’autostrada, almeno fino a Scicli, tema che non è di competenza nemmeno regionale.
Per Confcooperative l’auspicio è quello di fare squadra, mettendo allo stesso tavolo i rappresentanti delle associazioni di categoria, dello sviluppo e della crescita, presenti sul territorio affinché possano essere definite le linee guida di un’azione che ci aiuti a smarcarci da questa fase complessa.
Per Confcommercio, l’elezione della nuova Presidente è l’occasione ideale da sfruttare per cercare di porre sotto attenzione alcuni temi che attengono allo sviluppo dell’intera area iblea, a cominciare dalla necessità della riqualificazione urbana nei centri storici allo scopo di contrastare la dilagante desertificazione commerciale che interessa sempre più da vicino tutti i Comuni della nostra area.
Poi, ancora, sicurezza, senza tralasciare rilancio del porto di Pozzallo e dell’aeroporto di Comiso, rispetto a cui i nostri territori, e le imprese agli stessi collegati, si attendono risposte il più possibile all’altezza della situazione.

Come si può constatare priorità che, spesso, esulano dalle strette competenze del vertice provinciale, fra l’altro la Presidente, per il suo passato amministrativo di normale entità non può essere considerata come il manager taumaturgico che passa dalla telefonia alle ferrovie, dal settore bancario a quello automobilistico, sempre con risultati di eccellenza.

Uno dei temi centrali resta, anche per l’appartenenza cittadina della presidente, per la presunta proprietà dell’aeroporto di Comiso e per la sua carica nel CDA di SAC, quello dell’aeroporto, ma non si comprende cosa ci si può attendere, visti i risultati attuali, dei quali la Schembari è stata anche protagonista.

Al riguardo, quanto mai surreale e incomprensibile il comunicato del Comitato per la Difesa e lo Sviluppo dell’aeroporto degli Iblei, per i cui componenti “La ricostituzione della Provincia rappresenta un’opportunità per il bene della nostra provincia e per salvare l’Aeroporto Pio La Torre”.
Innanzitutto, diremmo noi, sarebbe l’occasione per stabilire, una volta per tutte, un nome unico per l’aeroporto: Comiso, Ragusa, degli Iblei, del Sud Est, Magliocco, La Torre o altro, e questa potrebbe essere la prima azione concreta della Schembari per eliminare confusione.
Surreale il comunicato perché ricorda, riprendendo le prime parole della Schembari sull’opportunità di “valorizzare le potenzialità di ogni singolo comune … ascoltando le esigenze di tutti, per il bene della nostra amata provincia”, che c’è una struttura che insiste nel suo comune e che unisce per importanza strategica proprio “ogni singolo comune della provincia”.
Il Comitato afferma che “l’aeroporto con misure “tappabuchi”, senza visione, marketing territoriale e accordi con compagnie aeree credibili e forti, non sarà mai in grado di sopravvivere. Nel frattempo, l’aeroporto Catania cresce e per “ingordigia” va anche in “overbooking”, cioè non è in grado di offrire servizi adeguati ai viaggiatori in arrivo.”
Tutte cose risapute, che conosce perfettamente la Presidente, ci permettiamo dire che sembra sia raccomandata la pecora al lupo, visti i precedenti.
Nel comunicato del Comitato non manca il richiamo alla sofferenza di tutti i Comuni della provincia, ma non si comprende cosa abbiano fatto questi comuni se non essere solo passivi spettatori degli eventi, sin dal primo giorno.
Restiamo in fase di decollo, come lo siamo per la Ragusa Catania e per l’autostrada.

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