Si deve ancora una volta alla visione lucida dell’on.le Dipasquale, con la proposta di un tavolo tecnico per l’aeroporto di Comiso, lanciata nel corso della recente seduta del Consiglio comunale aperto di Comiso, tenutasi presso lo scalo casmeneo per parlare dell’attuale situazione, se si aprono spiragli per valide strategie congiunte finalizzate a far decollare l’aeroporto.
Assieme all’on.le Dipasquale, c’erano il senatore Sallemi, l’on.le Assenza, i sindacati, Giorgio Cappello di Sicindustria, Gian Luca Manenti di Confcommercio, Caccamo della CNA, Antonio Prelati del Comitato per la Difesa dell’aeroporto degli Iblei e l’associazione Fly Comiso, nonché i sindaci di Modica, Monterosso Almo, Santa Croce Camerina e Vittoria.
A presiedere l’incontro, nella veste di presidente della Provincia, di Sindaco di Comiso, nonché componente del CdA di SAC, Maria Rita Schembari.
Come avviene di solito in questi casi, un profluvio di parole, molte delle quali che esprimevano concetti sensati ma fini a sè stessi, tante cose ascoltate, più volte, in più occasioni, tanto da indurre a chiedersi il motivo per cui, fra tante competenze, la situazione dell’aeroporto è forse arrivata al punto più basso.
L’ottimismo che è trapelato, alla fine, dalla comunanza di intenti, ci induce a non mettere in evidenza le ombre dell’incontro, ci piace sottolineare il realismo dei parlamentari, il passaggio dell’on.le Assenza in cui ha messo all’attenzione le difficoltà di strappare la gestione alla SAC, spegnendo i facili e superficiali entusiasmi, la concretezza dell’on.le Dipasquale che ha sollecitato, in chiusura, l’incontro con i nuovi vertici SAC, dopo il prossimo rinnovo delle cariche, e la richiesta istituzionale di confronto con RyanAir.
In pratica, l’on.le Dipasquale ha voluto mettere un punto fermo, sappiamo che RyanAir è l’unica compagnia in grado di cambiare le sorti dello scalo comisano, rendiamoci conto cosa vuole, cosa pretende per tornare a Comiso, in maniera tale da poter decidere se si può e si vuole andare incontro alle richieste.
Al momento, si vive su una stagione estiva ormai saltata, sull’avvio, in autunno inoltrato della continuità territoriale per vivacizzare un inverno appena sufficiente a coprire le aspettative e su una prossima stagione estiva che, in verità, soddisfa ma non entusiasma.
La Presidente Maria Rita Schembari ostenta fiducia per il futuro, ha ribadito l’impegno concreto dell’ente provinciale sul rilancio dell’aeroporto, ha assicurato l’esistenza di fondi, di bandi e strumenti per attrarre voli, desidera la massima trasparenza sul tema della continuità territoriale, sottolineando il bisogno di una regia territoriale coordinata, anche per i servizi e la promozione, e il rifiuto di polemiche infondate o scorciatoie comunicative.
In uno dei suoi diversi interventi, ha comunicato che sono messi a bando i 3 milioni di euro di fondi ex Insicem, con scadenza al 9 settembre, per un inizio dei voli dall’estate 2026, con premialità di 2 punti al mese se si anticipa all’inverno 2025-2026. Quattro le aree geografiche individuate: Piemonte – Liguria / Toscana-Emilia Romagna / Friuli, Veneto, Trentino Alto Adige / Campania e Puglia.
Determinanti saranno i contatti previsti con i nuovi vertici SAC e con Ryanair, soprattutto i primi che permetteranno di capire, grazie all’approccio diverso promosso dal tavolo, cosa vogliono fare a Catania dell’aeroporto satellite e che margini di operatività sono lascati al territorio, perché, in effetti, nessuno sa dell’atteggiamento della SAC se il territorio trova chi è disposto a portare a Comiso rotte nazionali e internazionali, in concorrenza o meno con Fontanarossa.
Si deve avere chiarezza se Catania considera Comiso un concorrente o non lo sa gestire.
Tutto il resto, compreso principalmente il progetto cargo, sono progetti a lungo termine che poco influiscono sull’attuale stato comatoso dell’aeroporto di Comiso.
A margine dell’incontro, sono emersi i temi legati al turismo del territorio e ai servizi relativi.
Riteniamo che le questioni attinenti al turismo devono camminare su un binario parallelo alle strategie per il decollo reale dello scalo.
È vero che serve una macchina efficiente del turismo, ma questo deve valere a prescindere dall’aeroporto: quest’ultimo deve valorizzare al meglio le potenzialità espresse dal marketing turistico che non può essere marketing per l’aeroporto.
La promozione del territorio è mirata per i Comuni e per i siti che la mettono in atto e l’aeroporto può essere incentivo solo se operativo, a regime.
Promuovere l’aeroporto significa irradiare su un territorio molto vasto l’utilità del collegamento, ne possono beneficiare i turisti di Agrigento e di Siracusa, di Piazza Armerina e di Marzamemi, non può essere compito del Libero Consorzio o dei Comuni principali se non per comprovati benefici che ne derivano al territorio ibleo.
Quanto ad alcuni aspetti venuti fuori, come la mancanza di una visione condivisa sul target turistico, sulla strategia di promozione, nulla da eccepire, ma sono mali endemici del territorio che vive solo sulla rendita del mare e non ha saputo nemmeno sfruttare a dovere, da oltre 20 anni, i vantaggi del riconoscimento UNESCO.
Serve un cambio di passo, eccome, ha sottolineato uno degli addetti ai lavori nel settore, che ha fatto appello alle organizzazioni di categoria per un organismo di controllo che prevenga speculazioni nel settore che, in alcune zone del territorio ibleo, sono ormai consuetudine, ma l’aeroporto non crescerà certo se il piatto di spaghetti alle vongole scenderà da 25 a 15 euro o il B&B ridurrà il prezzo della camera da 90 euro a 50.
Facile pensare ad una cabina di regia turistica per coordinare promozione, sviluppo e monitoraggio, ma sfida a chiunque sappia metterla su e governarla.
A dimostrazione di come spesso, in questi incontri ci si spenda in inutili esibizioni retoriche, ancorché dai contenuti validi, è sentir parlare o leggere di modifiche ai piani regolatori del territorio per introdurre la possibilità di realizzazione di nuove strutture alberghiere su tutto il territorio.
L’aeroporto di Comiso sta morendo ora, ora c’è bisogno di medici bravi per un pronto soccorso, non serve il policlinico universitario né le nuove scoperte scientifiche che verranno, e questo vale anche per chi si occupa di turismo nei vari Comuni e alla Provincia.
La visione turistica del territorio è stata sempre miope: dedicate tutta la fascia trasformata a tutta una linea di grandi strutture alberghiere, inframezzata da verde, parchi, acquapark, con isole galleggianti e casinò fuori dalle acque territoriali, Capocabana da Randello ai Macconi di Gela, solo a pensare alla burocrazia e a Legambiente verrebbero i brividi, meglio tenerci le dune di plastica.
