Passato il Ferragosto, si discute di Ferragosto

Il dibattito politico cittadino sui temi emergenti è spesso condizionato e fuorviato dalle associazioni di categoria, che intervengono su turismo, su sicurezza in città, sulle problematiche del centro storico, con il solo intento di sedersi ad un tavolo ed essere presenti, senza riuscire a produrre, per anni, soluzioni utili e funzionali.
Le organizzazioni di categoria, raramente, in campagna elettorale prendono netta posizione per questo o quel candidato: dilagano i tavoli di confronto con tutti candidati, che non portano a nulla.
Invece, le organizzazioni di categoria dovrebbero puntare su un candidato per affermare i propri obiettivi.
Non facendolo, come tutti, si devono rassegnare all’esito della consultazione popolare e, a meno di grossi sconvolgimenti in corso d’opera, sopportare, per cinque anni, le scelte di chi è stato legittimamente eletto e governa.
Invece, le organizzazioni di categoria sgomitano per essere protagoniste del dibattito politico, talvolta con idee balzane.
Oggi, ultimo giorno del ponte di Ferragosto, è ConfimpreseIblea a sollevare un problema sacrosanto, non senza lanciare la sua idea balzana: quella di un centro commerciale nel Palazzo INA, che dovrebbe rivitalizzare il centro storico: una idea dai costi incontrollabili, per la eventuale riconversione dell’immobile, che non può garantire nessun raggiungimento dell’obiettivo.
Nessuno si vuole convincere che, con l’attuale gestione politica del centro storico, lo stesso è ormai definitivamente defunto, ci vorrebbero tempi troppo lunghi per riattivare la residenzialità, lo spopolamento commerciale è fisiologico e impossibile è la sperata inversione di tendenza.
Peraltro, possibili soluzioni tampone, con una amministrazione, e un assessore in particolare, che cincischiano e sembrano giocare a mosca cieca con associazioni e mostre opinabili, sono impensabili.

Confimprese porta all’attenzione il problema della chiusura degli esercizi commerciali durante il ponte di Ferragosto.
Occorre premettere che, riteniamo, non si possano imporre turnazioni, se non per attività come le farmacie, è obiettivamente difficile mettere tutti d’accordo e non è detto che si riesca.
Il problema è atavico e diffuso anche nelle grandi città e in quelle a specifica propensione turistica.
Ma le associazioni di categoria non ci devono pensare, comunque, alla fine del ponte di Ferragosto: è un problema da affrontare molti mesi prima, per tentare di arrivare ad un accordo.
ConfimpreseIblea, nella persona di Salvo Scollo, componente del direttivo, parla di negozi, ma ci chiediamo quali siano quelli in centro storico, per il resto gli unici esercizi utili ai turisti e ai visitatori sarebbero i bar, ma, nell’occasione, si dovrebbe discutere anche delle esigenze di chi resta in città.
Chiudono i negozi di frutta e verdura, chiudono i panifici, funzionano solo i supermercati e meno male che ci sono, alla faccia di chi vorrebbe limitarne le aperture per le esigenze del personale.
In America sono aperti anche di notte, ci pare che anche a Catania un Famila fa orario notturno, il personale dovrebbe essere garantito dal punto di vista di ore lavorative e della retribuzione, se non lo è il problema è altrove, nella mancanza di denunce e nella mancanza di controlli.
Nei festivi e nelle feste comandate lavorano medici, infermieri, tutto il personale degli ospedali e delle forze dell’ordine, ci sono tanti settori nei quali i cicli di lavorazione non vengono interrotti.
Il problema è che una volta un bar doveva sottostare alle aperture e agli orari: oggi c’è il caos, si può scegliere di modificare orari e giorni di apertura, senza avviso, un tempo i bar erano considerati esercizi pubblici che dovevano sottostare a regole precise, oggi non più.
A tutto questo dovrebbe pensare chi amministra e, eventualmente, le associazioni di categoria dovrebbero sollecitare decisioni in materia in tempo utile.
Parlare di Ragusa come di una città turistica è una vera e propria forzatura, ci sono tanti settori che nemmeno tengono conto dei flussi turistici.
Vedi, per esempio, le officine meccaniche, chiudono anche quelle dei marchi di prestigio che dovrebbero imporre ai propri concessionari turni quanto meno mattutini, anche festivi.
Si vuole parlare di città turistica quando si hanno problemi anche per trovare un taxi e le ditte di noleggio auto si devono andare a cercare con la lampadina tascabile.
Siamo nella città dove sono di turno notturno farmacie anche fuori dal centro abitato, irraggiungibili per i malcapitati, vedi in contrada Mugno, in via Fieramosca, quasi allo svincolo per la 514, in viale delle Americhe, ma nessuna amministrazione ha mai pensato a queste difficoltà che può incontrare la gente.
Troppe cose non funzionano, questi sono gli amministratori che la città ha eletto, dei problemi della gente non si interessa nessuno, nei dibattiti in campagna elettorale parlano solo di grandi temi, poi cercano il negozio aperto nel ponte di Ferragosto.
E’ lo stesso Comune che organizza la disinfestazione per allungare di un giorno il già lungo ponte, è una di quelle cancrene difficili da estirpare, comuni, come abbiamo detto, a centri più grossi e turisticamente più all’avanguardia.
Piuttosto, le associazioni di categoria dovrebbero mettere naso anche sui programmi estivi organizzati dall’amministrazione, dovrebbero discutere di quanto è stato speso, di quanto sono aumentate le presenze turistiche, quanti visitatori ci sono stati, in città, per mostre e musei, quali obiettivi sono stati raggiunti
Discutere di turismo è anche questo, ma occorre chiedere di mettere le carte sul tavolo.

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