Doveroso dare atto al sindaco Cassì di essere riuscito a portare al nulla assoluto ogni minima espressione di opposizione.
Non che sia stata una operazione difficile, tenuto conto del livello medio delle minoranze, ma a soli due anni dall’inizio del secondo mandato si può dire che non esite più nulla.
Il PD ha suggellato con il PRG una fondamentale contiguità con Cassì che si era avvertita anche in campagna elettorale quando venne fatto letteralmente fuori il candidato dell’area progressista-riformista.
Del resto, anche prima del suo passaggio nel PD, il candidato della lista del sindaco Schininà, Podimani, non si era mostrato particolarmente aggressivo.
Assimilabile al PD il consigliere di Territorio, La Porta, protagonista di una opposizione troppo blanda il rappresentante dei 5 Stelle, Firrincieli, non commentabile l’atteggiamento del consigliere di Fratelli d’Italia, del tutto inadatto a rivestire un ruolo di consigliere di opposizione.
Della originaria minoranza solo il consigliere Mauro ha tenuto alta la bandiera dell’opposizione a Cassì, con attacchi costanti che hanno messo sempre in difficoltà il sindaco ma che, purtroppo, anche a fronte delle stesse ammissioni di irregolarità del primo cittadino, non hanno avuto riscontro pratico e da parte delle autorità portate a conoscenza delle irregolarità
C’è stata poi un’altra quota di minoranza, costituita dai consiglieri passati all’opposizione, Federico Bennardo, Rossana Caruso e Saverio Buscemi, mentre in un limbo governato dal suo leader è rimasto Sebastiano Zagami.
Da questa nuova linfa di opposizione, che pure aveva rivelato buone capacità, si attendeva un rilancio degli attacchi all’amministrazione ma il passaggio ha rivelato, invece, un assopimento degli ardori e ha coinciso con un appannamento dell’immagine dei tre consiglieri come ultimi baluardi di una sana, costruttiva, necessaria e democratica opposizione.
Viene rivalutata, quasi, la scelta degli oppositori al Cassì 1 che hanno preferito direttamente perdere la faccia e passare sul carro del vincitore.
Da tempo, ormai, si dovrebbero mettere sul tappeto temi e argomenti che, per certi aspetti, sarebbero anche delicati, come quello del parcheggio interrato di Ibla, nessuno chiede al sindaco e all’assessore Iacono come mai non si pretende il rispetto di due sentenze del TAR per avere la neurologia e la stroke unit a Ragusa, ci sono troppi silenzi sulla casa protetta, le molte opere pubbliche sembrano diventate questioni private del sindaco e dell’assessore Giuffrida, l’immobilismo totale sul centro storico, sul turismo, sul progetto culturale inesistente, sul nuovo appalto dei rifiuti, rivelano tutti un atteggiamento di totale indifferenza alle emergenze della città.
Un esempio di dove è finita l’opposizione a Ragusa è dato dall’ultimo intervento sui social della consigliera Caruso, un elemento del consiglio comunale che si eleva decisamente dal livello medio, basti leggere un suo curriculum presentato in campagna elettorale sui social, un soggetto che, nonostante la giovane età ha maturato una esperienza di comunicazione, e anche politica, che la pone su un altro pianeta.
Purtroppo, per lei, è voluta tornare a casa e vivendo nel nostro ambiente ha raggiunto la fase terminale della malattia che non le permette di fare un minimo di opposizione dignitosa e ferma.
È capitato che la consigliera Caruso, passeggiando sul lungomare Andrea Doria, in prossimità della piazza, ha avuto modo di osservare dei giovinastri che facevano evoluzioni appesi al palo di un cartello segnaletico, all’ingresso di piazza Torre.
Un palo del tutto instabile e pericoloso, per la sicurezza dei pedoni e, soprattutto, per quella di altri giovani che avrebbero avuto l’idea di tentare di buttarlo giù del tutto.
La consigliera ha diligentemente avvertito la Polizia Locale, che è intervenuta prontamente transennando la zona, molto frequentata e di grande passaggio, e attivando il servizio reperibile dell’ufficio tecnico per la messa in sicurezza. Naturali e doverosi i ringraziamenti per la Polizia Locale.
Ma nessun cenno alla sciatteria ormai conclamata di questa amministrazione e dell’assessorato ai lavori pubblici, evidentemente dedicati alle grandi opere che, evidentemente, rendono di più … in termini di immagine.
Come si può ritrovare in quelle condizioni, nel cuore del centro di Marina, un palo della segnaletica, evidentemente installato con i piedi, senza alcun controllo, peraltro da poco tempo perché i lavori di riqualificazione del lungomare sono recenti, lascia interdetti, ma più ancora si resta basiti perché non c’è una sola parola per il totale disinteresse per le piccole manutenzioni, del resto rivelato per tanti altri particolari che gli amministratori hanno sempre ignorato.
Il palo non avrà perso stabilità da solo, non l’avrà persa di colpo, non è un intervento per il quale servono manifestazioni di interesse, bandi di gara e affidamenti di incarichi, per gli amministratori non ci sarà alcun problema, ma un palo della segnaletica, cadente, al centro di Marina, nei giorni di Ferragosto, dà l’immagine di una amministrazione piegata da un ruolo che non riesce più a sostenere, nonostante i fumi disorientanti di cultura, di spettacoli, di grandi opera pubbliche in itinere, una amministrazione che ha fatto il suo tempo, piegata, per la quale poche spallate potrebbero essere esiziali.
Invece, Rossana Caruso sceglie di fare la crocerossina, tutela la sicurezza pubblica, esalta il ruolo della Polizia Locale che si muove per transennare l’area, mentre in città la sicurezza è inesistente, e si guarda bene dal fare commenti nei confronti degli amministratori.
Un de profundis per le cosiddette opposizioni.
