Calenda, personaggio politico italiano che cerca di scalare posizioni politiche e sociali, non nuovo a esternazioni critiche verso la Sicilia e i siciliani, ritorna a offendere e lo fa direttamente rivolgendosi al presidente della Regione Schifani.
L’occasione è data dall’incontro alla convention nazionale dei giovani di Forza Italia, a San Benedetto del Tronto, e, al riguardo, le cronache farebbero bene a far sapere a chi è venuta l’idea di invitarlo.
Lo scontro con Schifani si è consumato poco prima dell’intervento di Calenda sul palco: fuori dal tendone, davanti a decine di persone, i due hanno iniziato a discutere e i toni si sono fatti sempre più accesi.
Vedendo arrivare Calenda, il governatore si è fermato per salutarlo per cortesia e per rispetto istituzionale: “‘Ciao Carlo’, gli ho detto. E lui: ‘Ciao, tu sai cosa penso della Sicilia, è da cancellare, da cancellare'”.
Una uscita non solo becera ma inopportuna in quanto ospite, ma non è detto che tutti possono avere contezza delle norme di buona minima educazione.
Schifani si è indispettito e ha difeso con orgoglio la sua comunità. Ha ricordato che la Sicilia è la Regione che è cresciuta di più in Italia in termini di Pil, ma Calenda non ha fatto mezzo passo indietro e ha continuato con il suo atteggiamento. “La Sicilia è da buttare, questi qui che non aboliscono il voto segreto devono andarsene al confino”, sono le parole che sono state denunciate da Schifani.
Schifani ha deciso di abbandonare l’evento: ha preferito rinunciare al suo discorso – previsto dopo quello di Calenda – e così è rientrato a Palermo.
Ora ci sarebbe da prendere le distanze da questo soggetto e da tutti quelli che, nei territori, ci vanno appresso, occorrerebbe anche una precisa presa di posizione da parte di Forza Italia e delle forze alleate di governo, con una reprimenda, in primis, di Giorgia Meloni.
Ma sarà solo utopia conoscendo le facce di bronzo che penseranno prima alla perdita di qualche voto del possibile alleato.
Unanimi le reazioni di sdegno, in Sicilia.
“Il Movimento Giovanile di Forza Italia della Sicilia esprime la più piena solidarietà al Presidente della Regione, Renato Schifani, oggetto di un gravissimo attacco verbale da parte del senatore Carlo Calenda nel corso della Festa Nazionale dei Giovani di Forza Italia.
Quanto accaduto rappresenta un’aggressione inaccettabile sia nei contenuti – in palese contrasto con i risultati eccellenti del governo regionale, certificati a livello nazionale e internazionale da tutti i dati sull’andamento economico, occupazionale e imprenditoriale – sia nel momento e nel luogo in cui è avvenuta.
L’episodio denota una grave carenza di sensibilità istituzionale e politica da parte di Calenda, che ha scelto di offendere non solo il Presidente Schifani ma l’intera comunità siciliana in un contesto dedicato ai giovani e al loro futuro. Un gesto indecoroso che Forza Italia Giovani Sicilia condanna con la massima fermezza.”
Lo dichiara il Segretario Regionale di Forza Italia Giovani Fabrizio Tantillo.
Il Presidente del Gruppo Parlamentare di Forza Italia all’ARS, Stefano Pellegrino, interviene a nome di tutti i deputati regionali del partito per esprimere piena solidarietà al Presidente della Regione Renato Schifani, a seguito di quanto avvenuto durante la festa dei giovani del partito con l’aggressione verbale del senatore Carlo Calenda.
“Esprimiamo la nostra più ferma solidarietà al Presidente Schifani per gli inaccettabili attacchi verbali ricevuti dal senatore Calenda nel corso di una manifestazione pubblica del nostro partito. Appare quantomai singolare – e profondamente incoerente – che tali affermazioni provengano da un rappresentante eletto in Sicilia, quando negli ultimi tre anni non risulta chiara quale azione concreta abbia mai intrapreso in sede parlamentare per rappresentare e tutelare gli interessi della nostra Regione.
L’aggressione risulta tanto più grave considerando i risultati tangibili ottenuti dal Governo Schifani, riconosciuti da tutti gli indicatori economici e occupazionali che collocano la Sicilia in una posizione di crescita senza precedenti.
Appare ancor più deplorevole la scelta del luogo e del contesto in cui è avvenuto l’episodio, che dimostra una preoccupante mancanza di rispetto non solo verso le istituzioni regionali ma verso l’intera comunità siciliana.
Il Gruppo Parlamentare di Forza Italia esprime la propria totale vicinanza al Presidente Schifani e ribadisce il proprio impegno a sostegno della sua azione di governo per il bene della Sicilia e dei siciliani.”
“Carlo Calenda ha superato ogni limite con un comportamento inqualificabile sotto ogni profilo, sia politico che della semplice buona educazione.
Calenda deve pubbliche scuse non solo al Presidente Schifani, ma anche a tutti i siciliani per aver messo in discussione il lavoro di una Regione i cui risultati sono evidenti e riconosciuti da tutti.
Una Regione che non si presenta più a Roma col cappello in mano ma i cui risultati economici e occupazionali stanno dando un grande contributo al rilancio del Paese.
Una condotta così superficiale e aggressiva come quella tenuta oggi da Calenda, di cui nessuno ricorda interventi a favore della Sicilia, non può passare sotto silenzio.”
Lo dichiara Marcello Caruso, coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia.
Anche il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Palermo, Leopoldo Piampiano, ha detto:
“A nome del Gruppo consiliare di Forza Italia al Comune di Palermo esprimo la più convinta e sincera solidarietà al Presidente della Regione Renato Schifani, destinatario di un grave e ingiustificato attacco verbale da parte del senatore Carlo Calenda nel corso della Festa Nazionale dei Giovani di Forza Italia.
Si tratta di parole offensive e fuori luogo, che appaiono tanto più gravi se pronunciate contro un Presidente che sta guidando la nostra Regione con risultati concreti, riconosciuti dagli indicatori economici e occupazionali e apprezzati anche a livello nazionale.
Il contesto scelto per tali dichiarazioni – un momento di confronto e di entusiasmo dedicato ai giovani e al loro futuro – rende l’episodio ancora più deplorevole e dimostra una mancanza di rispetto istituzionale e politico verso la Sicilia e i siciliani.”
