Ryanair torna a Trapani e apre una nuova base all’aeroporto

Due aerei e 200 milioni di dollari di investimento, 23 rotte e oltre 1 milione di passeggeri all’anno, questa in sintesi la storia del ritorno di Ryanair a Trapani.
La vicenda non ha ancora colpito i leoni da tastiera iblei e non ha provocato quelle che saranno le inevitabili ripercussioni sullo sviluppo del traffico sull’aeroporto di Comiso, per l’ennesima volta dimenticato dalla poltica regionale.
La decisione di Ryanair segue quella della Regione Siciliana di abolire l’addizionale municipale per gli aeroporti siciliani sotto i 5 milioni di passeggeri. Trapani-Marsala diventerà la terza base Ryanair in Sicilia, la ventesima in Italia, migliorando ulteriormente la connettività e la disponibilità di tariffe low cost per i residenti siciliani, in tutta l’isola.
L’ investimento da 200 milioni di dollari in nuovi aeromobili a Trapani-Marsala creerà oltre 800 posti di lavoro locali, 23 rotte, di cui 11 nuove verso importanti destinazioni europee e oltre 260.000 (+25%) di posti aggiuntivi, migliorando la connettività durante tutto l’anno, il turismo e la crescita dell’occupazione, alle tariffe più basse d’Europa.
La nuova base Ryanair Trapani-Marsala prevede due nuovi aerei B737, 200 milioni di investimento per l’inverno 2025 e per l’estate 2026, 23 rotte totali, incluse 11 nuove da/per Baden-Baden, Bari, Bratislava, Bournemouth, Bruxelles, Katowice, Londra, Pescara, Saarbrücken, Stoccolma e Verona.
Crescita del traffico fino a superare un milione di passeggeri all’anno, aumento della capacità del 10% su Roma e Milano, supporto ad oltre 800 posti di lavoro locali, maggiore connettività durante tutto l’anno, più turismo, più posti di lavoro e tariffe più basse.

A Marsala, il CEO di Ryanair, Eddie Wilson, ha detto: “Abbiamo lavorato a stretto contatto sia con il Governo Regionale che con il team di Airgest per realizzare questo entusiasmante progetto.
Collegando Trapani direttamente con nove paesi, tra cui Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito, e con importanti città italiane come Pescara, Pisa, Torino, oltre a un incremento di capacità superiore al 10% per Milano e Roma, questa nuova base migliorerà significativamente l’accessibilità internazionale e garantirà una vera connettività durante tutto l’anno”
Ma non c’è solo questo: Ryanair accoglie con favore la decisione del Presidente Schifani e del Governo Siciliano di abolire l’addizionale municipale nei piccoli aeroporti siciliani, e ritiene che ora sia il momento giusto per fare un ulteriore passo avanti. Estendere questa misura a tutti gli aeroporti siciliani sbloccherebbe ulteriori possibilità di connettività, permetterebbe tariffe più basse e rafforzerebbe la connettività durante tutto l’anno per i cittadini e i visitatori della Sicilia.
Ciò consentirà a Ryanair di promuovere una crescita trasformativa di traffico, turismo e occupazione per la Sicilia, con 3 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, 5 nuovi aeromobili, rotte ampliate verso l’Italia continentale e destinazioni internazionali, e migliaia di nuovi posti di lavoro locali.
“In qualità di compagnia aerea numero 1 in Europa e in Italia, Ryanair è lieta di annunciare questo importante investimento a Trapani-Marsala con l’apertura di una nuova base a partire da gennaio 2026.
Dal nostro primo volo verso la Sicilia nel 2003, Ryanair ha trasportato 100 milioni di passeggeri da e per la Sicilia. La nostra nuova base di Trapani-Marsala offrirà 2 nuovi aeromobili, 23 rotte (di cui 11 nuove), più di 1 milione di passeggeri all’anno e sosterrà oltre 800 posti di lavoro locali.
Questo contribuirà a incrementare il turismo in entrata e assicurerà che Trapani e l’intera Regione beneficino di un flusso costante di visitatori e di una crescita economica sostenuta per tutto l’anno.

Invitiamo inoltre il Governo italiano ad abolire la Tassa Municipale in tutti gli aeroporti italiani per stimolare la capacità, ridurre le tariffe e favorire la crescita economica. Qualora il Governo intervenisse, Ryanair è pronta a investire 4 miliardi di dollari in Italia, aggiungendo 40 nuovi aeromobili, 20 milioni di passeggeri aggiuntivi e oltre 250 nuove rotte”.
Non ci addentriamo nei commenti per la limitata competenza in fatto di politiche aeroportuali, notiamo solo che Comiso nemmeno è menzionato, se non in un passaggio dell’entusiasta assessore Aricò a proposito di una non meglio identificata politica di rilancio degli aeroporti siciliani, che attraverso anche azioni di continuità territoriale per Comiso (che partirà l’1 novembre) Lampedusa e Pantelleria, costituiscono con Trapani, Palerno e Catania il terzo sistema aeroportuale regionale d’Italia”.
Si parla solo di sinergie fra i vertici della Regione Siciliana con la società di gestione dell’aeroporto di Trapani, coem evidentemente non accade con la Società di gestione dell’aeroporto di Catania che, in pratica, continua a ignorare Comiso.
Ci permettiamo ricordare che in uno degli ultimi incontri con le parti sociali, per l’aeroporto di Comiso, era stato deciso di delegare alla Presidente della Provincia di fissare un incontro con i vertici di Ryanair, cosa che non è avvenuta.
Servirebbe per capire quali sono le reali motivazioni del disinteresse per Comiso e quali potrebbero essere le iniziative allettanti per Ryanair.
A questo punto è lecito pensare che la Presidente della Provincia non ha considerato importante l’impegno oppure non ha avuto l’autorevolezza di convocare o di farsi ricevere dal vertice di Ryanair, il che imporrebbe logiche conclusioni.
Di fatto, per qualche tempo, Comiso vivrà sulla continuità territoriale, che costa alla collettività circa 25 milioni, per il resto per la crescita e lo sviluppo dell’aeroporto, anche in termini commerciali e turisitci, è tutto da scoprire con gestori e politici che se occupano, di bassa caratura, visti i risultati.

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