Situazione politica, in città, ormai sfuggita di mano, le contraddizioni emergono giornalmente, anche l’ultima seduta del Consiglio comunale ha fatto emergere una situazione di grande confusione, sullo sfondo di una campagna elettorale per le prossime comunali che cerca formazioni adeguate per la sfida, ma dimentica che tutto sarà condizionato dalle regionali e dalle nazionali.
La seduta del civico consesso è stata dominata dal defilarsi, dalla maggioranza, di Ragusa Prossima, con la conseguente gravissima perdita per la città dell’assessore Massari.
Non solo le solite parole di rito, stucchevoli e, ormai, intollerabili, c’è anche il discorso apparentemente criptico di Iurato che, non solo tiene a precisare l’integrità del rapporto personale con una persona, detto a chiare lettere, che “ha tradito i patti”, ma aggiunge una nuova elegante versione alla barzelletta dell’opposizione costruttiva: seguiremo il lavoro dell’amministrazione, controlleremo l’applicazione del programma elettorale e voteremo consequenzialmente gli atti che fanno parte degli accordi elettorali.
Nessuno ha posto l’accento sul fatto che, come vedremo appresso, la maggioranza di una volta è ridotta a 12, cioè non esiste più, a meno di non voler considerare Battaglia come espressione di Fratelli d’Italia.
Anzi, in proposito, la posizione di Fratelli d’Italia dovrebbe essere chiara, al riguardo, per una questione di serietà politica, che dall’altra parte non esiste.
Sulla scia dello stucchevole, le parole del sindaco che ha espresso, a nome di tutti, il dispiacere per la scelta di Ragusa Prossima, ha ribadito che ai padroni della sua nuova casa aveva posto la condizione che avrebbe portato avanti l’accordo elettorale, si è detto certo del mantenimento del rapporto umano e interpersonale.
Ma nessuno ha pensato ad una semplice mossa che il sindaco avrebbe potuto e dovuto fare sin dal principio, non solo lui ma tutti i componenti della coalizione: in una politica fatta anche di formalismi, avrebbe dovuto, intanto, respingere ufficialmente le dimissioni di Massari, in subordine avrebbe potuto attuare la stessa strategia che fu adottata per la dott.ssa Spata, che restò in giunta, formalmente in dissenso con il suo partito, nel quale rimase e rientrò non appena terminata l’avventura con Cassì.
Tutto questo non è accaduto, quindi il dispiacere di Cassì e della sua coalizione è tutto da leggere e interpretare.
Resta sul piatto l’anomala condizione del centro destra, coalizione senza la DC alla provincia che, al Comune di Ragusa appare sbrindellata e bisognevole di un pronto soccorso dei leader, prioritariamente di Fratelli d’Italia, per non continuare il teatrino.
Forza Italia conta il sindaco, il presidente del Consiglio, due assessori e altri quattro consiglieri, oltre al Presidente Ilardo e considerando il consigliere Mauro che si mantiene critico con il sindaco e l’amministrazione. A proposito di quest’ultimo, si permette a qualche talebana della lista del sindaco di affermare, nelle riunioni di maggioranza: “Se Mauro è ammesso alle riunioni di maggioranza, io non parteciperò”.
Per non parlare dei rappresentanti della DC, la consigliera Caruso della cui appartenenza non si può dubitare, del consigliere Bennardo, candidato alla provincia per il partito di Abbate e di Cuffaro, questi due in evidente opposizione al sindaco e all’amministrazione, mentre l’altro consigliere che fa riferimento all’area DC, per il suo atteggiamento, per i suoi silenzi, per i suoi voti a favore degli atti dell’amministrazione, pare il più integrato in una possibile coalizione futura di centro destra, accanto ai partiti tradizionali.
Il caso totale che si lascia a decantare in attesa di tempi migliori.
Situazione non meno sorprendente, per usare un eufemismo, in casa Fratelli d’Italia dove domina la figura non controllabile, come partito, del consigliere Bitetti che dovrebbe essere all’opposizione, mentre il consigliere Battaglia, uomo di Giorgio Assenza eletto nella lista del sindaco Cassì, galleggia in maniera opportunistica e ondeggia fra la fedeltà al primo cittadino e le foto con Musumeci e il suo mentore politico.
Roba da farsa napoletana.
Ma non solo questo: chi aspira alla candidatura a prossimo sindaco, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Giuffrida, ha coltivato, da tempo, per questa sua aspirazione, una vicinanza particolare con l’on.le Assenza, ma lo ha tradito, alla fine, arruolandosi in Forza Italia, come Cassì, considerando il partito come il carro del vincitore più veloce per arrivare alla meta.
Una scelta che di fatto, se non dimezza diminuisce, di certo, le chance di elezione, a meno che Assenza e Sallemi non vogliano continuare a disinteressarsi del Comune di Ragusa e subire l’ennesimo smacco di questi avventurieri della politica, senza affermare il prestigio, la storia e la tradizione di schiena diritta di Fratelli d’Italia.
Dall’altra parte della barricata, escludendo l’ipotesi che a Ragusa di possa costituire un centro con solide basi autonome, non c’è meno confusione, tutto è affidato all’ormai “grande vecchio” della politica locale e alle sue strategie, ma si intravedono meno nomi che contrapposizioni fra le varie componenti.
PD, 5 Stelle, Controcorrente, Territorio, il probabile ritorno nell’area di Ragusa Prossima, schegge isolate come Mario D’Asta o Giovanni Iacono che potrebbero non trovare comode collocazioni nel suk del centro destra, a cui aggiungere possibili migrazioni di elementi e formazioni politiche che non troverebbero spazi adeguati nel centro destra, rendono il panorama ancora molto incerto e, nel contempo, foriero di notevoli sorprese.
C’è da dire solo che sarebbe opportuno, a Palazzo dell’Aquila fornire tutti di collarino con targhetta identificativa per capire in chi ti imbatti.
