Si alzano i toni della voce critica interna per la gestione provinciale e comunale di Forza Italia

Si potrebbe dire che, talvolta, le piccole questioni locali possono essere derubricate a piccole beghe interne.
Soprattutto in questo particolare momento politico, in Sicilia, dove ci ritroviamo la quasi totalità dei partiti a sostegno del governo Schifani impelagati in vicende giudiziarie di vario genere, ancora tutte da definire ma che offrono, comunque, un quadro non esaltante della situazione generale, Forza Italia, finora non sfiorata dalle vicende giudiziarie, dovrebbe e potrebbe costituire un faro di buona politica.
Buona politica che servirebbe anche per rafforzare un ruolo egemonico del partito in Sicilia dove, indiscutibilmente, costituisce il pezzo forte del centro destra, in condominio con Fratelli d’Italia.
Peraltro, si dovranno assumere decisioni importanti a breve perché la possibile ‘caduta’ di colonne che sostengono il Presidente Schifani nel vorticoso Vietnam della politica siciliana è destinata a cambiare gli equilibri, a livello regionale con ricadute sui singoli territori.
A Ragusa, e nei comuni della provincia, Forza Italia è rinata di colpo: dalla piccola Ispica che, grazie ad una vecchia gloria, Innocenzo Leontini, ha costituito l’ovulo della fecondazione del partito, i nuovi ingressi hanno generato una immagine di consistenza diffusa del partito, inaspettata considerato il recente passato.
Il ritorno in Forza Italia dell’on.le Minardo ha segnato un momento indiscutibilmente importante, ancorché si ricordano sul territorio gli effetti della sua smodata smania di leadership assoluta che ha fatto disperdere tante risorse importanti nel passato.
È indubbio che non si può mettere in discussione la presenza politica autorevole di Nino Minardo, ma, appunto perchè autorevole dovrebbe far valere il suo peso ed eliminare le tossicità diffuse sul territorio e stroncare sul nascere ogni elemento di disturbo.
Non c’è bisogno di guardare alla foto attuale di Minardo con i maggiorenti del partito per capire come potrebbe riportare ordine nella situazione locale, al netto delle posizioni del Presidente della Regione e della segreteria regionale sulla cui valenza ci sarebbe molto da eccepire.
Le questioni di Ispica, di Scicli, di Modica, di Vittoria, di Santa Croce Camerina, anche quelle del capoluogo, sono solo mosche che disturbano e che Minardo potrebbe eliminare con un solo spruzzo di DDT.
Occorrerebbe, intanto, muoversi nell’ambito della coalizione e verificare se l’impalcatura tiene oppure qualche colonna va eliminata, sostituita o rigenerata.
Fra le situazioni più delicate quella del capoluogo dove la chiarezza è del tutto latitante: l’attuale sindaco Cassì passa in Forza Italia, fa passare suoi fedelissimi nel partito, due assessori, il Presidente del Consiglio, due consiglieri della sua lista, una della lista Partecipiamo e pretende di continuare ad amministrare con la linea politica concordata, in sede di campagna elettorale, con la sua coalizione civica, dove ci sono elementi di sinistra, pur costituendo in Consiglio comunale il gruppo di Forza Italia.
Il tutto vantandosi di aver ricevuto assicurazioni, in sede di trattative per l’ingresso nel partito, circa la sua condizione di non modificare la linea politica della sua amministrazione.
Quindi nessun confronto con le forze politiche della coalizione di centro destra, almeno quelle presenti in consiglio comunale, Fratelli d’Italia e DC, ma non c’è stato confronto nemmeno con la base del partito, a livello provinciale e comunale, base che ha visto scendere in Forza Italia sindaco e adepti come una ingombrante mongolfiera.
Almeno questo era l’atteggiamento di accoglienza del coordinatore provinciale e di quello comunale, manifestato in dichiarazioni ufficiali. Poi, magari, qualcuno sta tentando di riportare alla ragione i dissidenti, ma questo non può influire sul quadro generale aggravato da due scenari importanti e dalla novità dell’ultima ora.
Primo scenario la posizione di Cassì alla Provincia, dove siede come vicepresidente nominato per accordi elettorali con Fratelli d’Italia, sotto la sigla civica Voce in Comune dove è stato eletto, peraltro, assieme alla sindaca di Modica, anche lei, oggi, in Forza Italia.
Secondo scenario al Comune di Ragusa, dove in Consiglio comunale, per la lista Cassì Sindaco, siede un fedelissimo di Giorgio Assenza, infiltrato alle elezioni, che, oggi, è l’elemento che mantiene la maggioranza a sostegno dell’amministrazione, ma, a fronte di questi due scenari manca un concreto e organico raccordo con l’importante forza di coalizione.
Nello stesso contesto, c’è la presenza di un altro soggetto, oggi di Forza Italia, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Giuffrida che, con malcelate e non smentite ambizioni per la candidatura a sindaco alle prossime comunali, pare muoversi in un contesto nel quale la coalizione di centro destra, che pure gli dovrà portare voti per raggiungere l’obiettivo, non sia tenuta in debito conto se non attraverso contatti sottobanco con la sua antica appartenenza di destra.
Per finire, l’ultima novità, la riunione della maggioranza, che, finora, ha sostenuto l’amministrazione, che vede la permanenza degli assessori e dei consiglieri oggi transitati in Forza Italia, decide di non ammettere all’organismo il consigliere di Forza Italia, Gaetano Mauro.
In pratica, una discriminazione netta, i vecchi amici transitati in Forza Italia possono restare nella maggioranza, altri esponenti del partito, da prima dei nuovi ingressi, debbono restare fuori.
Su tutto questo, qualcuno dovrebbe esprimersi e fare chiarezza se si vuole mantenere l’immagine del partito, senza farlo scadere in un sodalizio amatoriale di paese.
E, soprattutto, si impone un ricambio dei dirigenti del partito, non solo a livello locale, dove qualcuno ha evidentemente fatto il suo tempo, ma anche auspicabile a livello regionale con un interessamento diretto dei vertici nazionali del partito, atteso da tempo e che l’on.le Minardo potrebbe tranquillamente pretendere.

Di questa situazione si è fatto interprete il consigliere Gaetano Mauro rispondendo ad una intervista specifica: sullo stato di salute del partito in provincia ha espresso diagnosi di ottima salute dal punto di vista delle adesioni, ma non ha potuto esimersi dal giudicare la situazione, nei vari comuni, come una polveriera.
Non c’è sintesi e lo si può addebitare al coordinatore provinciale che non riesce a concretizzarla nei vari centri, è facile mettere dentro una pentola vari ingredienti, ma farne uscire una pietanza gradevole e succulenta è altra cosa – ha affermato Mauro.
Per Mauro il caos attuale non è ascrivibile all’on.le Minardo che si è sforzato di creare una positiva rete di adesioni, la crisi è dell’interno della segreteria provinciale per i molti malumori all’interno del partito.
La situazione va affrontata di petto, come si dovrebbe, e si deve riuscire a dirimere le discrasie note fra Cassì e Mauro, tendo conto che non possono essere colpe di Mauro quelle di aver condotto una opposizione serrata all’amministrazione, con rilievi di irregolarità che anche il primo cittadino ha dovuto ammettere.
Da parte di entrambi, c’è stato un atteggiamento disponibile e costruttivo, lo stesso sindaco ammette che con Mauro occorre confrontarsi e conoscersi meglio, ma il verdetto di pochi scappati di casa che hanno influenzato anche i nuovi appartenenti a Forza Italia è la cartina al tornasole di una tossicità all’interno della maggioranza che il partito non dovrebbe avallare.
Intanto, se non può partecipare Mauro alle riunioni di maggioranza, si astengano anche gli altri azzurri dal partecipare, e questo lo dovrebbe imporre una autorevole guida del partito.
Prescindendo dalla situazione particolare di Mauro, mancano, soprattutto, tavoli di confronto, comunale e provinciale, più volte annunciati dal coordinatore provinciale, finora senza riscontri, nessun vertice, si continua solo a prendere tempo – dice Mauro – creando una immagine di confusione che disorienta l’elettorato.
Un partito, da Palermo alla provincia, ai comuni, che esprime maggioranze diverse, pieno di nomi ma senza una linea coerente che, del resto, non è dettata da nessuno.
Conclude Mauro: “Pagheremo questa inazione e questa incoerenza che è anche forte crisi di contenuti” e per chiudere esprime l’aggettivo che meglio può connotare l’attuale segreteria: “Confusa”.

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