A cosa è servita la seduta aperta del Consiglio comunale di Ragusa?

Una seduta inutile, sterile che doveva parlare del bando dell’igiene pubblica, peraltro già pubblicato e arrivato alla valutazione delle offerte, una seduta ignorata da molti degli invitati, non c’era la deputazione, non c’erano i sindacati, non c’erano le associazioni datoriali, ma soprattutto sono mancati gli interventi dei consiglieri comunali sui tecnicismi del bando, è mancata la città, la gente, gli utenti del servizio.
Quando l’appalto per la raccolta dei rifiuti sarà assegnato pochi, pochissimi, avranno diritto di parlare, di lamentarsi, di segnalare, di rivendicare alcunché.
Del tutto evidente che nessun dibattito avrebbe potuto spostare di una virgola quanto deciso dall’amministrazione, dall’assessore, dal dirigente, qualcuno dice che avranno avuto dei consiglieri attenti perchè si tratta di un bando complesso che solo pochi conoscono intimamente, comprensibile che si sia voluto evitare, legittimati a farlo, di coinvolgere troppo le parti sociali, i partiti, gli stessi consiglieri comunali.
Qualcosa, forse, sapremo, dalla conferenza stampa dell’assessore al ramo, dimissionario, D’Asta.
Il sindaco non gli voleva togliere la delega all’ambiente, ma lo voleva privare, comunque, di due deleghe importanti, un demansionamento, un depotenziamento troppo evidente, sfacciato e senza motivazioni apparenti che deve essere spiegato, D’asta non deve spiegare le sue dimissioni, deve essere il sindaco a spiegare perché voleva togliergli le due deleghe e per quali motivi.
Nessun si faccia intortare dalla storia del passaggio in Forza Italia che avrebbe deluso D’Asta, nessuno si faccia abbindolare dai giochi comunicativi di palazzo, D’Asta deve spiegare, anche a quelli che lo sanno, perché non poteva muoversi, non poteva svolgere il suo ruolo normalmente, altrimenti si è obbligati a pensare di sua incapacità e inadeguatezza al ruolo, per cui sarà destinato, inevitabilmente, al prematuro oblio politico.
Ma saranno tanti i particolari delicati da scoprire, da leggere, da interpretare, e molti lo saranno fuori dalla annunciata conferenza stampa.
Perché anche sull’appalto ci sarà da riflettere, soprattutto dopo gli aspetti emersi dall’intervento del prof, Conti di Legambiente.
Il prof. Conti è apparso rassegnato all’evidenza che ormai il dado è tratto: fra poco l’appalto sarà assegnato e non si può cambiare nulla.
Ci dobbiamo prendere quello che hanno deciso, anche se molti dei suggerimenti suoi sono stati accolti.
Ma, ora, l’espertissimo di Legambiente ha messo sul tavolo questioni non di poco conto.
Serve, al più presto un DEC, quando fu dell’attuale appalto il DEC non c’era e la ditta, in maniera del tutto legittima, senza controlli, poté influenzare scelte e decisioni iniziali.
Chi è in questo settore, secondo Conti, ha esperienze e competenze superiori a dirigenti e funzionari comunali, lo stuolo di legali a disposizione mette in naturale sottomissione gli uffici dell’avvocatura comunale che hanno risorse di personale limitato.
Conti predica da tempo, il peso dei sacchetti per l’umido non era a norma, furono dati sacchi da 110 litri per la plastica, invece dei mastelli, erano stati stanziati 194.000 euro nel bando per la consegna porta a porta dei mastelli, andò a finire che la gente fu chiamata a ritirarli presso due o tre punti di distribuzione, itineranti, così che molti, non rispondendo alle chiamate, restarono senza mastelli.
Conti dubita anche della formulazione dei contenuti del bando che non dovrebbe dare adito a interpretazioni, anche in questo caso va a finire che l’avvocatura risulti sempre più debole dello stuolo di legali dell’azienda, ci vuole un ufficio addetto, per i controlli, con personale competente, si devono controllare i mezzi, le attrezzature, servono i controlli sul personale.
Servono i kit per il numero effettivo di edifici che concorrono per la TARI, non è il numero delle famiglie che lo determina.
A Ragusa gli amministratori hanno sempre dimostrato incompetenza somma in materia: sono state spese e come sono state spese le somme previste per la comunicazione? Ci sono stati dei controlli?
Da noi sono stanziati solo, nel nuovo appalto, 24.000 euro, solo 33 centesimi per abitante, su una media nazionale di 2 euro ad abitante.
Per il prof. Conti la comunicazione è fondamentale, l’utenza va informata, va formata, va educata per un servizio al top.
Dall’intervento di Conti è scaturita una polemica con il sindaco e il dirigente, a proposito del CONAI che ha redatto il bando di gara fatto proprio dall’amministrazione: per Conti, CONAI è un consorzio di imprese private che predilige gli interessi del settore imballaggi e non tiene conto le esigenze per l’umido, ci sono enormi conflitti di interesse, stessi progettisti e stesso progetto per città con caratteristiche diverse tra di loro, progettisti dei piani che sono anche consulenti delle aziende che concorrono ai bandi.
Per Cassì e per il dirigente CONAI è affidabilissimo, partener di ANCI, consorzio che gira al Comune di Ragusa somme ingenti ogni anno. Chi ha ragione?
Conti lamenta di non essere stato ascoltato per tante cose, solo dalla SRR ha avuto le documentazioni richieste, il Comune era sempre restio a venire incontro alle sue richieste.
Ora si attende l’esito della gara e anche per questo l’esperto di Legambiente pretende che l’Amministrazione sia vigile, un ribasso d’asta superiore al profitto d’impresa comporterebbe l’esigenza di ritagliare da qualche parte, con perdita di efficienza del servizio.
Come spesso accade, ascoltando il prof. Conti si resta affascinati dall’eloquio estremamente competente e specializzato, si perdonano anche gli estremismi che, spesso, pervadono gli ambientalisti più puri, ma si resta basiti per l’incapacità, per l’inadeguatezza palese di amministratori e dirigenti che mostrano una sorta di silenzio assenso, che non riesce a ribattere a tono a insinuazioni e sospetti, quando non sono accuse ben precise.
Per esempio, Conti batte sempre sulle sanzioni, sulle penalità mai inflitte alla ditta, per esempio per il mancato raggiungimento della percentuale di differenziata richiesta.
Il dirigente ha risposto che la valutazione è in itinere da parte del RUP e alla fine dell’appalto si faranno i conti: c’è da giurare che anche in questo ci sarà poca o nessuna trasparenza, come amministratore e dirigente non hanno saputo replicare ai rilievi sollevati dal prof. Conti per le inadempienze contrattuali inziali della ditta.
Come sarebbe d’uopo, procedere alla massima trasparenza su tutti i rapporti con l’attuale ditta per tutti i servizi straordinari e sulle compensazioni per i servizi non erogati.
Per i cosiddetti consiglieri di opposizione ci sarebbe tanto da studiare le carte e lavorare per onorare il proprio mandato.

Ci siamo necessariamente dilungati anche questa volta, in altra parte del giornale l’intervento del segretario cittadino del Partiti Democratico, l’avv. Schininà, l’altro unico intervento per cui è valsa la pena di pagare il biglietto per questa insulsa seduta del consiglio comunale.

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