Omaggio a Michele Digrandi, artista versatile, attento al cromatismo e al messaggio insito tra le pennellate

Alcune qualificate riflessioni su un’opera dell’artista Michele Digrandi

Forme e colori d’istinto 2
Olio su cartone cm 36,2×51,4 – 2016.
di MICHELE DIGRANDI

Un’opera astratta ricca di significato.

 

Solo e desolato
nella deserta landa
annaspi e langui…
Ma, se gli occhi volgi
alle cadenti stelle
la celeste mano
riconosci e afferri!

Giovanna Cappuzzello

 

Dall’opera in esame giunge un messaggio forte, grazie all’originale linguaggio di un artista che va a fondo nelle problematiche sociali, ambientali, spirituali e usa gli strumenti dell’arte sia per esprimere un personale giudizio etico sia per combattere le sue battaglie.
II pittore qui tratta il tema del disagio dell’anima, vittima di uno status di vuoto incolmabile e di angoscia esistenziale. Egli è uomo di fede e come tale sembra dichiarare che ogni dolorosa solitudine, alimentata dal fuoco della sfiducia, va superata con la riscoperta dei valori e dei sacri principi del Credo.
Allora il quadro diventa un invito alla speranza, al superamento delle illusioni giovanili e dei fallimenti subiti, nella certezza che il ricongiungimento con la “celeste mano” di Dio Onnipotente, dà luce e significato al mistero dell’umana vita.
E il fruitore non può non condividerne il pensiero.

Giovanna Cappuzzello

 

Michele Digrandi, artista poliedrico dal neo Impressionismo al neo Espressionismo, per giungere fino al Magmatismo con un dipinto che non lesina l’armonia degli innesti di pluri cromatismo esaltando i richiami della Efflorescenza dei doni di Madre Natura, con il suo mare e la sua terra.

Prof. Giuseppe Firrincieli

 

Opera forte, piena e con largo margine d’interpretazione, molto intensa da lasciare il fruitore spaziare a tuttotondo.

Aurelio Giambenedetti

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