Al tramonto il bluff globale di Cassì e dei suoi sodali

Le procedure per il Partenariato Speciale Pubblico Privato perla gestione del Castello di Donnafugata si sono arenata malamente.

La sintesi magistrale sbuca tra i mille commenti di questi momenti: “Bizzarria partita male, gestita peggio, enfatizzata in maniera maldestra e finita con un tonfo!”
E vorremmo far notare il netto eufemismo del termine bizzarria.
Una notizia che, secondo la consueta scarsa trasparenza dell’amministrazione, non è stata data venerdì, contestualmente al provvedimento del dirigente, solo oggi, giorno festivo dell’Immacolata, il sindaco, dopo che la questione è esplosa per un post sui social del consigliere Firrincieli e un altro del Direttore di TeleIblea, Mario Papa, nel primo pomeriggio ha tirato fuori il suo post che ci aspettavamo:

“La procedura che avrebbe dovuto portare alla stipula di un accordo di Pspp (Partenariato speciale pubblico privato) per la gestione del complesso di Donnafugata e del Museo della città di Palazzo Zacco si è conclusa con una determinazione negativa degli uffici comunali.
Espletate le diverse fasi previste e tenuto conto delle indicazioni fornite dalla Commissione esterna, appositamente istituita per la valutazione delle diverse proposte pervenute, il dirigente competente ha evidenziato la mancanza di presupposti per la prosecuzione della trattativa con la società che aveva formulato la proposta migliore, in tema di piano degli investimenti, manutenzioni programmate e rimodulazione del piano economico finanziario.
Abbiamo sempre sostenuto che la proposta di Partenariato pervenuta avrebbe dovuto superare il vaglio degli uffici, che avrebbero preteso il rispetto dei rilievi della Commissione, e poi quello eventuale del Consiglio comunale.
A smentita di chi ha alimentato sospetti e illazioni, anche da questo epilogo emerge la correttezza dell’iter seguito.
Rimango dell’idea che la collaborazione – e sottolineo collaborazione – di un soggetto privato nella gestione del Castello avrebbe potuto rappresentare un salto di qualità nella organizzazione della struttura, nell’interesse dei suoi fruitori, ma prendiamo atto oggi che la trattativa si è arenata.”

Un post, non per ammettere il tonfo dell’iniziativa per mancanza di adeguati riscontri della proponente l’accordo alle richieste di fornire adeguate garanzie in tema di piano degli investimenti, manutenzioni programmate e rimodulazione del piano economico finanziario, quanto per sottolineare che si tratta di “determinazione negativa degli uffici comunali” che hanno tenuto conto delle indicazioni fornite dalla Commissione esterna, appositamente istituita per la valutazione delle diverse proposte pervenute, evidenziando che si sapeva che la proposta avrebbe dovuto superare il vaglio degli uffici e quello del Consiglio comunale. Il tutto per sottolineare la correttezza dell’iter seguito.

Vanno in fumo mesi di sopralluoghi al Castello da parte di un rappresentante della proponente, guidato dall’esperta del sindaco per la cultura, come pure quelli successivi, della stessa persona, alla scelta della proposta, con il soggetto che già indicava dove spostare mobili, tappeti e suppellettili.
Roba da commedia napoletana, dominata dalla protervia e dalla supponenza del sindaco che non ha voluto nemmeno tenere in conto la qualificata proposta del Libero Consorzio, coordinata dall’allora Direttore Generale dell’Ente, che pullulava di competenti accademici universitari, ben altra sostanza rispetto agli altri proponenti.

Che ci fosse qualcosa di poco chiaro, dipendente, soprattutto dai ritardi ingiustificati nel concludere la procedura, un po’ come per il parcheggio interrato di Ibla, era del tutto chiaro, l’amministrazione era certo legittimata fare le sue scelte, ma i soggetti in campo facevano propendere per quello che, per grande fortuna, è accaduto prima della chiusura della procedura.

Al di là degli aspetti intrinseci della determinazione dirigenziale, non ci si può esimere dal rilevare il fallimento sotto l’aspetto politico che trascina non solo il sindaco, bene o male sulla dirittura di arrivo del suo mandato, quanto, piuttosto, tutto l’entourage, compresa la maggioranza che, di fatto, avevano, finora, sostenuto la scelta. Un epilogo che mostra i grandi limiti della strategia che vorrebbe qualcuno del cerchio magico del sindaco chiamato a raccoglierne l’eredità amministrativa per proseguire una esperienza che sta mostrando tutti i suoi limiti di strategie e di persone.
In altri mondi e in altre realtà i protagonisti di queste storie farebbero spontaneamente un passo indietro.
Di certo, ci sarà molto da riflettere su candidature da presentare per le prossime comunali, anche alla luce di altre possibili situazioni delicate che potrebbero emergere, come qualcuno sussurra, in tema di ope pubbliche, di appalto dei rifiuti, e altro.

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