Seduta del Consiglio comunale caratterizzata da tre fasi distinte, degne della massima attenzione

Era la prima delle due sedute dedicate al Bilancio di previsione, secondo le cervellotiche diciture della burocrazia italiana, “Approvazione della Nota di Aggiornamento al Documento Unico di Programmazione 2026/2028 e del Bilancio di Previsione 2026/2028.”

Come di consueto, la seduta si apre con le comunicazioni dei Consiglieri comunali che, secondo i metodi sempre più ‘dittatoriali’ di questa amministrazione e della sua maggioranza, per limitare rilievi e segnalazioni delle opposizioni, sono rigorosamente contenute entro il limite della mezzora e secondo un criterio di prenotazione degli interventi non del tutto trasparente, peraltro ulteriormente limitati come numero perché nella mezzora sono compresi gli interventi di replica e di risposta degli amministratori.

Le colpe sono delle opposizioni, la Presidenza del Consiglio applica solo il regolamento ad onta della consuetudine del passato. Nel nostro Comune si è vissuti all’insegna del “si è fatto sempre così” e nessuno ha voluto mai mettere mani a regolamenti e statuti comunali, per cui la grande confusione in materia di conferenze dei capigruppo, di gruppi consiliari, di sedute ispettive.
Situazione che si acuita con le amministrazioni guidate da Cassì che, forti dei numeri della maggioranza, hanno sempre lasciato poco spazio alle minoranze.
Metodi democratici poco opportuni e incuranti dell’etica politica, ma si deve pur comprendere che sono tutti soggetti che con la politica non hanno nulla da spartire, dei civici che gestiscono la politica comunale come quella di un condominio.

Inevitabile che l’argomento del giorno fosse quello dell’interruzione per le procedure per il Partenariato Speciale Pubblico Privato per il Castello di Donnafugata, dei quali interventi ci occuperemo in altra parte del giornale.

A seguire, l’esame dei punti all’ordine del giorno, Adozione Nuovo Regolamento per l’applicazione dell’imposta di soggiorno e, appunto, il Bilancio.
Punti dominati da uno spiacevole episodio, una momentanea indisposizione dell’assessore Iacono che ha dovuto abbandonare la seduta.
Sarebbe stato quanto mai opportuno rinviare la seduta, almeno di 24 ore, ma la trance amministrativa di amministratori e maggioranza nemmeno ci ha pensato, intenta solo ad attendere che l’assessore si recasse in ospedale per accertamenti, con i suoi piedi, fortunatamente, come ha tenuto a precisare il Presidente del Consiglio, la seduta è ripresa nonostante, per l’approvazione dello strumento finanziario, c’è tempo fino al 31 dicembre.

Nella fase finale della seduta, un episodio da accertare nelle sue sfaccettature, relativo al mantenimento del numero legale.
Al riguardo fondamentali responsabilità iniziale delle minoranze che hanno consentito l’apertura della seduta: i consiglieri che dovrebbero essere di opposizione hanno sempre mille motivi per giustificare la loro presenza in aula, ritengono necessario intervenire per fare sentire la propria voce alla città, nella realtà non se la sentono di adottare comportamenti drastici che potrebbero bocciare provvedimenti importanti per la città, quale lo strumento finanziario, all’insegna della storiella del ‘bene comune’ che non commuove nessuno.
Le minoranze dovrebbero severamente sollevare i casi dell’assessore Distefano, in giunta come rappresentate di un partito che è contro Forza Italia e contro la Presidenza della Regione, dovrebbero sollevare il caso di un consigliere della maggioranza assai vicino, per detta degli stessi esponenti di Fratelli d’Italia, al partito che dovrebbe essere ufficialmente in rotta con Cassì.
La maggioranza tiene con questo soggetto, per un totale di 12 componenti, il tredicesimo, necessario per avere la maggioranza è il consigliere Zagami, ex Ragusa Prossima, senza collocazione politica definita, o meglio definita ma volutamente non dichiarata.
Fino a quando i tredici ci sono, nulla da eccepire, la maggioranza c’è e tutte le minoranze, per dirla volgarmente, si possono attaccare al tram.

Ma se capita che il consigliere Zagami abbandona la seduta, il numero legale verrebbe a mancare: non accade nulla di grave, anche se la sua uscita dall’aula fosse intenzionale, ci sarebbero sempre il secondo e il terzo appello.
In terzo appello, bastano 10 consiglieri per aprire la seduta, le minoranze, se compatte, potrebbero condizionare gli esiti degli atti, compresi quelli importanti, ma, secondo noi mancano la compattezza e il coraggio. Opposizione al burro.

È accaduto, però, ieri, un fatto strano, per non dire grave, che ha avuto grande eco: uscito Zagami, venendo a mancare il numero legale, l’amministrazione, il Presidente del Consiglio o qualcuno della maggioranza TELEFONA AL CONSIGLIERE BITETTI, COME DA LUI STESSO AMMESSO, per farlo tornare in aula e mantenere, come poi avvenuto, il numero legale.

Come sopravvive l’amministrazione è cosa nota da tempo e non può essere questo episodio a sancirne la caratura. Vive di espedienti di questo tipo, come per il Piano Regolatore e per altri atti minori.
Sulle posizioni che assume il consigliere Bitetti nulla da eccepire, dal punto di vista delle scelte personali e della persona, del resto fa bene a sottolineare come, per il bene della città, il PD ha consentito l’approvazione del Piano Regolatore mentre lui non può contribuire ad approvare lo strumento finanziario, sempre per il bene della città.
Il problema che per dignità politica andrebbe chiarito è la posizione di Fratelli d’Italia, partito che dovrebbe fare chiarezza sulla sua posizione nei confronti di Cassì, nei confronti di Forza Italia che sostiene Cassì, nei confronti della presenza in giunta di un esponente di Sud chiama Nord, nei confronti del consigliere Battaglia, nonché fare chiarezza sui rapporti che, confermati all’interno stesso di Fratelli d’Italia, persistono con il vicesindaco Giuffrida che si sarebbe autocandidato a prossimo sindaco della città.

Di tutto questo la città vorrebbe trasparenza e chiarezza, poi, chiarite le situazioni e le singole posizioni possono continuare nel teatrino e nella farsa che, del resto, non è solo a livello locale ma più ancora regionale, soprattutto per quanto riguarda Fratelli d’Italia che non riesce a dirimere gli scandali interni al partito, mantenendo sulle poltrone gente inquisita, figurarsi se hanno tempo e voglia di occuparsi del teatrino ragusano dove, peraltro, tutto si svolge nella massima legalità.

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