Consiglio comunale di Ragusa, squallore puro all’ennesima potenza

L’unico auspicio che promana dall’attuale Consiglio comunale è quello che alla prossima consiliatura non si riveda nessuno degli attuali consiglieri, nessuno escluso senza distinzioni di bandiera e di gusci vuoti.
I pochissimi che si potrebbero salvare non prendono posizione e sono conniventi con i colleghi che producono squallore, non tanto per le loro azioni o per il loro dire, ma perchè incapaci di ribellarsi ad una condizione ormai perversa, aggravata dal profumo di possibili candidature a sindaco nei confronti delle quali alcuni consiglieri della maggioranza non si sentono tutelati per il loro futuro.
Stasera vedevi consiglieri di maggioranza che abbandonavano la seduta, personaggi dai quali mai ti saresti aspettato l’abbandono dell’aula che metteva, palesemente a rischio il numero legale, come in effetti avvenuto, consiglieri di maggioranza che abbandonano la seduta per protesta contro il collega eccellente che aveva preferito l’evento in prefettura.
L’unica a fare tenerezza la capogruppo di Forza Italia, la consigliera Mezzasalma, basita per quello stava accadendo, dispiaciuta quasi gli invitati avessero deciso di far finire una serata da lei organizzata.
Alla base di tutto, i comportamenti sempre più indecifrabili dei consiglieri di minoranza.
Il gruppo PD Territorio resta fuori dall’aula, quella che una volta era maggioranza contava solo 10 consiglieri, anche con il soccorso bianco tricolore del duo Zagami/Bitetti erano in 12 ma ci hanno pensato i consiglieri Bennardo e Caruso a permettere di aprire la seduta per importanti loro atti e comunicazioni.
Rientrano i PD e La Porta e inizia la seduta dai contenuti squallidi.

La consigliera Caruso, nelle sue comunicazioni, rilascia una serie di domande e sollecitazioni per le quali un sindaco, anche reso edotto a posteriori, dovrebbe mandare a casa un bel po’ di dirigenti e qualche assessore privo della qualsivoglia autorevolezza.
Chiede che fine ha fatto il polivalente dei Gesuiti, a Marina di Ragusa, attende ancora risposta ad un accesso agli atti per conoscere quali e quanti sono gli stalli di sosta per disabili, sul territorio comunale.
Chiede informazioni sullo stato degli interventi in via Olanda e in contrada Palazzo Uccelli, sollecita la segreteria generale del Comune per avere risposta a interrogazioni dello scorso giugno, sulle condizioni dell’area con il pozzetto di scarico liquami dell’ex campo boario, per gli interventi di eliminazione degli scarti di sfalci e scerbature, per gli interventi in via la Malfa e corso Vittorio Veneto, per interventi generali di manutenzioni nelle varie aree verdi della città. In pratica, un bollettino di guerra per il quale, in maniera vergognosa, non è stata data alcuna risposta, nonostante la consigliera Caruso abbia rivelato che per molte delle sue istanze i competenti dirigenti siano stati diffidati dal fornire le informazioni richieste dagli uffici competenti nei tempi dettati dalle norme.
Roba da epurazioni in massa, invece non accade nulla.
Ma il colpo la signora Caruso lo affonda con la richiesta di chiarimenti e di scuse alla consigliera Criscione che, in uno dei suoi show mediatici sotto l’insegna Direzione Ragusa, ha citato i consiglieri Buscemi, Bennardo e Caruso come usciti dalla maggioranza per “interessi personali”.
Il colpo alla Criscione lo rilancia anche il consigliere Calabrese che stigmatizza gli atteggiamenti della vicepresidente di Direzione Ragusa che si permette di affermare che, per futili questioni di post sui social, il capogruppo dem direbbe falsità e altera la verità.
A queste accuse precise la Criscione non risponde, fa solo polemica, trasforma lo scontro con la consigliera Caruso in diatriba da balcone a balcone in cortile napoletano, senza avere il coraggio di dire cosa intendesse per “interessi personali” e sfidando l’interlocutrice rifiutando ogni tipo di rettifica e invitandola a rivolgersi nelle sedi ritenute opportune e competenti, leggi ‘querela’, non tralasciando di esternare la stizza ormai cronica, chiedendo alla vicepresidente del consiglio se si sente ancora adeguata a rivestire la carica.
Un’altra amenità la riserva a Calabrese al quale rivolge l’accusa di avere un concetto di democrazia strana.
In chiusura delle comunicazioni, Mario Chiavola, con il sorriso sotto i baffi, sfotte la ex maggioranza dicendo: “State annaspando, una volta vi soccorre un partito, un’altra volta un altro”.

Per l’esame dei punti all’ordine del giorno, Calabrese chiede l’esame per ordine cronologico di presentazione, il prelievo proposto viene messo ai voti, bocciato con 5 SI’ e 8 NO ma con la presenza imbarazzante di 5 astenuti nella ex maggioranza, cartina al tornasole delle fibrillazioni che si cominciano ad avvertire.

Il Piano operativo di razionalizzazione periodica delle partecipazioni societarie del Comune di Ragusa passa con le polemiche sollevate per i casi di Iblea Acque e dell’ATO Ambiente, poi è la volta del consigliere Bennardo che presenta una mozione urgente su un progetto Ucraina consistente nella candidatura della città ad un programma di training per amministratori ucraini che si dovrebbero preparare alla ricostruzione del paese.
Nobile negli intendimenti e denso della visione politica di respiro europeo che è propria del consigliere Bennardo, consideriamo, tuttavia, allucinante affidare i poveri ucraini, già dilaniati dalla guerra, nelle mani di amministratori e dirigenti comunali ragusani, da sempre bersaglio di critiche da parte dello stesso Bennardo.
La mozione mette comunque in crisi la ex maggioranza, la capogruppo di Forza Italia chiede una sospensione e il consiglio si liquefà, alla ripresa della seduta manca il numero legale, se ne riparlerà alle 24 ore, giovedì pomeriggio alle ore 18. Qualcuno per aprire la seduta lo troveranno di certo, lo spettacolo dello squallore non si può interrompere.

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