Per la prima volta in Italia si è affrontato il tema della procedura della Plasmaferesi, che va dalla donazione alla produzione di medicinali plasmaderivati, assumendo un ruolo strategico sia in ambito delle donazioni che in ambito terapeutico nel Sistema Sanitario Nazionale.
Con la donazione del plasma è possibile garantire la produzione di medicinali plasmaderivati essenziali quali albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione, indispensabili per il trattamento di numerose patologie rare e croniche.
Pensato e organizzato dal Direttore dell’UOC -Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) di Ragusa dr. Francesco Bennardello e dal Consigliere Nazionale dr. Paolo Roccuzzo, questo primo evento si è svolto nella sala conferenze Avis Ragusa il 20 dicembre 2025, alla presenza del Presidente Nazionale Avis dr. Oscar Bianchi, del Presidente Avis Regionale Avv. Salvatore Calafiore e delle Autorità Politiche e Scientifiche Regionali.
Il Convegno si propone di approfondire i criteri di selezione e tutela del donatore; la gestione della qualità e della sicurezza del plasma; il ruolo delle strutture trasfusionali delle UDR e nuovi modelli organizzativi; le prospettive future legate all’autosufficienza e alla sostenibilità del sistema.
Per tale ragione sono stati invitati relatori scientifici di spessore che, sulla base dell’evoluzione tecnologica strumentale e il continuo perfezionamento dei protocolli di selezione e sicurezza dei donatori, hanno consentito importanti progressi in termini efficienza, qualità e sicurezza del processo di raccolta del plasma. Da ciò la presentazione di dati aggiornati dei relatori che fanno ben sperare sulla produzione e lavorazione dei medicinali plasmaderivati tali supportare la crescente domanda di utilizzo nel mondo sanitario.
Da qui l’urgenza di promuovere sempre più la cultura della donazione volontaria, periodica e non remunerata (in Avis) valorizzando la filiera Italiana della produzione del plasma e del suo frazionamento.
Il convegno rivolto ai Medici di tutte le discipline prevedeva anche i Crediti, validi per la loro professione. Dopo la presentazione in collegamento streaming, della Dott.ssa Luciana Teofili, Direttrice del Centro Nazionale Sangue sul tema “La donazione di plasma nel quadro del Regolamento SOHO”, il convegno si è svolto in tre sessioni con moderatori e relatori di massimo livello nazionale, come:
– Oscar Bianchi – Presidente Nazionale Avis
– dr. Giacomo Scalzo- Dirigente Generale – Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico;
– dr. M. Luisa Ventura – Direttrice del Centro Regionale Sangue della Sicilia,
– dr. Renato Messina- Direttore del Centro Trasfusionale di Trapani;
– dr. Francesco Fiorin -Direttore UOC di Medicina Trasfusionale del Veneto Orientale;
– dr. Alessandro Manfredini – Direttore di Group Security e Cyber Defence del Gruppo A2A
– dr. Antonio Ferrante Bannera – U.O. Immunoematologia e medicina trasfusionale di Canicatti (Ag)
– dr. Palmina Liliana Dipasquale (Presidente FRATRES Sicilia)
-dr. Pasquale Granata – Persona Responsabile UDR Avis Ragusa
-dr. Francesco Bennardello – Direttore UOC Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa
– dr. Paolo Roccuzzo- Consigliere Nazionale Avis.
– Salvatore Calafiore – Presidente Avis Sicilia
– dr. Domenico Alfonzo- Esperto in materie giuridiche trasfusionali Centro Regionale Sangue.
Infine, si è registrata una conclusiva tavola rotonda dal titolo “Come migliorare la raccolta del plasma in Sicilia” moderata dal dr. Paolo Roccuzzo.
Queste le conclusioni dei due organizzatori.
“In Italia – commenta il dr. Paolo Roccuzzo – grazie al lavoro delle associazioni di volontariato, Avis in testa, ma grazie alla generosità ed al senso civico dei donatori e delle donatrici, si può ritenere quasi raggiunto il fabbisogno di sangue per quanto riguarda i globuli rossi.
Rimane un grosso problema invece la donazione di plasma, sia per la necessità terapeutiche sia per il plasma che viene avviato alle industrie per ottenere i farmaci plasmaderivati, cioè farmaci salvavita quali albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione.
La carenza di plasma non riguarda solo l’Italia ma riguarda l’intera Europa. La vera sfida è quella di avvicinarci alla autosufficienza di plasma per ricorrere sempre meno all’acquisto dei farmaci plasmaderivati dalle multinazionali statunitensi.
Vale la pena ricordare che queste società comprano il sangue da persone in difficoltà, dalle fasce più deboli delle popolazioni del centro America, Asia e Africa; dunque, da persone che oltre al fatto di essere sfruttati, non sono controllate come i nostri donatori, si pone dunque anche un aspetto etico non di poco conto.
Avis Nazionale è fortemente impegnata a studiare il fenomeno e cercare le giuste soluzioni anche se queste non dipendono soltanto dai nostri punti di raccolta ma dipendono da una serie di fattori che coinvolgono le Aziende Sanitarie e le Istituzioni Regionali e Nazionali.
A più riprese è stato segnalato come la questione potrebbe avere una sicura rilevanza economica in quanto è ragionevole pensare che avere più plasma proveniente da donatori italiani da inviare alla trasformazione, possa portare ad affrancare il nostro sistema sanitario da vincoli di mercato e produrre economie utilizzando prodotti messi a disposizione sulla base degli accordi tra industrie e consorzi.
Non sono da scartare anche possibili ricadute che la situazione dei dazi possa avere anche sul mercato farmaceutico.
Ecco, allora, che raggiungere l’autosufficienza rappresenta una scelta obbligata per garantire la puntuale disponibilità di farmaci e garantire la salute degli ammalati.
Per una associazione come la nostra, poi, non può essere messa in secondo piano neppure la questione etica e di sicurezza avendo presente la ormai acquisita maggiore affidabilità e sicurezza del plasma donato da donatori volontari rispetto a quello che arrivi da dazioni a pagamento.
Ecco allora che intraprendere una strada che porti all’autosufficienza nazionale di plasmaderivati diviene una scelta strategica ed etica, indispensabile per tutelare gli ammalati.
Oggi l’autosufficienza per il plasma- conclude Roccuzzo- viene fissata in 18 Kg /1000 abitanti, ma da studi del CNS questo non coprirebbe il fabbisogno di immunoglobuline.
Il plasma raccolto nel 2024 è pari a 906.938 Kg, per raggiungere l’autosufficienza, 18 Kg/1000 abitanti occorre raggiungere la quota di 1.061.119 Kg.per raggiungere il 100% del fabbisogno”.
Dopo un’ampia e circostanziata relazione supportata da dati e slide “I risultati straordinari- commenta il dr. Franco Bennardello – raggiunti dalla provincia di Ragusa nella donazione non sono frutto del caso, ma l’espressione concreta di un sistema virtuoso che si fonda, prima di tutto, sulla generosità e sul senso civico dei donatori, vero pilastro dell’autosufficienza e della sostenibilità del sistema trasfusionale.
Ruolo insostituibile delle associazioni dei donatori di sangue e dei suoi dirigenti, che di concerto con il SIMT e con l’Azienda Sanitaria, da anni operano con continuità, competenza e spirito di servizio, promuovendo la cultura della donazione, coinvolgendo le nuove generazioni e mantenendo un legame costante con il territorio”.
“Come sempre, in queste occasioni, l’AVIS di Ragusa risulta essere il fiore all’occhiello della donazione Nazionale e non solo, ho molto gradito le belle parole dette dai Dirigenti Nazionali alla nostra associazione, dai medici e dal Presidente Nazionale Bianchi; la tavola rotonda del pomeriggio è stata, a mio giudizio, molto costruttiva sull’organizzazione futura e sui passaggi necessari affinché la raccolta di plasma abbia una buona crescita in fatto di numeri di sacche.”
