Sono gli auguri del prof. Michele Digrandi per il nuovo anno.
SPERIAMO CHE QUEST’ANNO RINASCA LA VERA VITA E NON LA MORTE…
Inno alla vita – Acrilico su tela cm 120×100 (1990)
Sguscia da un uovo la vita immortale!
Generata e nasce
nonostante tutto,
fra zone anomale, ostiche, ma reali.
Tutti gli esseri viventi ammirano estasiati,
accettando il memorabile evento.
Tutto si trasforma in un bellissimo,
inebriante inno alla vita!
Michele Digrandi
Ricordo ancora adesso quando vidi per la prima volta di presenza quest’opera, rimasi letteralmente basito insieme alle bocche aperte dei miei compagni di classe attorno la cattedra.
Mai vista tanta precisione, cura dei dettagli, scelta dei colori naturali, luci e ombre, amore per la propria terra, per la religione, per qualsiasi forma d’arte.
Quest’opera è molto importante per me perché quel giorno mi plasmò letteralmente, spingendomi ad aver cura e fare sempre meglio ciò che la vita ci offre ogni giorno.
Quel giorno fu un giorno importante proprio come la nascita di un nuovo essere vivente.
Grazie di cuore, prof. Digrandi!
Mario Di Laura
“Un’ondata di ossigeno puro aleggia nella realistica rappresentazione della campagna ragusana, ove il fruitore si sente quasi catapultato vicino ai piccoli animaletti sul muretto a secco e al tenero pulcino che sbuca dal suo guscio, all’ombra di un maestoso carrubo.
L’albero è forse il simbolo del Dio Creatore che, con le sue possenti braccia avvolge, in un panteistico afflato, tutti gli esseri viventi e non, per proteggerne la incontaminata bellezza?
Eppure, ad un più attento esame, come protagonista assoluto dell’opera si impone simbolicamente il giallo e curioso pulcino che, appena nato, già si lascia incantare dalla luce e dalle meraviglie del luogo circostante.
È come se quest’ultimo raffigurasse non solo un inno alla vita, intesa come dono insostituibile e prezioso da rispettare e valorizzare, ma anche un velato invito a “rinascere” dopo ogni interiore tempesta, per ritrovare quella eterna, universale Bellezza che rende ogni attimo degno di essere vissuto”.
Giovanna Cappuzzello
Da La Voce dell’Isola e Ondaiblea
