La nomina di Cassì per il Consorzio Universitario al centro di una nuova polemica

Non è certo un inizio di anno nuovo sereno per il Sindaco Cassì, anche se ognuno è causa del proprio male, per le sue scelte unilaterali, imposte nel nome di una condivisione con un cerchio magico di scarsa caratura.
La prima domenica del 2026 si apre male, con la prima pagina di cronaca cittadina del quotidiano locale che riporta una intervista ai leader di Fratelli d’Italia che mettono a nudo tutte le criticità dell’attuale sistema Cassì.
Il senatore Sallemi e l’on.le Assenza, di fatto, ammettono tutto quanto scriviamo, ormai da tempo, il caso Ragusa è ormai diventato un pericoloso “nodo” per l’unità del centro destra in città e in provincia.
E se due leader della caratura di Sallemi e di Assenza sono al capezzale dell’ormai rabberciata amministrazione Cassì, sia pure a due lati distinti del letto, si può avere la sensazione della gravità del problema.
Il caso del ‘medico soccorritore’ che ha consentito l’approvazione del bilancio e quello del ‘consigliere stampella’, oggi per la prima volta ammesso nella sia interezza, sono ormai, all’attenzione di Fratelli d’Italia, della coalizione e della politica, non solo locale.
Situazioni che ci permettiamo di definire scandalose, e un giorno ci daranno ragione anche di questo, alle quali si aggiungono le assai imbarazzanti situazioni del terzo componente del CdA del Consorzio universitario, indicato da Cassì, con gli sviluppi che appresso vedremo, e dell’assessore in giunta che fa riferimento a Cateno De Luca, protagonista, peraltro, in queste ore, dell’ultima giravolta mediatica che fa di Sud chiama Nord una giostra impazzita.
La mattinata di questa domenica continua peggio con l’intervento dell’on.le Stefania Campo che parla di una contraddizione normativa e istituzionale nella composizione del CdA del Consorzio Universitario

“Il nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio Universitario di Ragusa è tutto al maschile, su tre nominati non è stata prevista nemmeno una donna – afferma la Campo.
Eppure, sono tutte nomine fatte da rappresentati delle istituzioni che dovrebbero ben conoscere la vigente normativa in materia di designazioni negli organi di amministrazione degli enti sottoposti a vigilanza e controllo regionale.
A maggior ragione il sindaco di Ragusa, che ha effettuato per ultimo la nomina del terzo membro maschio, si sarebbe dovuto sentire obbligato al rispetto delle regole che sanciscono la garanzia della pari opportunità e l’equilibrio tra i generi.
Difatti, nessun genere può essere rappresentato oltre i due terzi.
Tradotto: nel CdA del nostro Consorzio Universitario, che è composto da tre persone, almeno una dovrebbe essere donna”.

Il Consorzio Universitario prevede un CdA composto da tre componenti, uno nominato dalla Regione, uno dal Rettore dell’Università di Catania, uno dall’Assemblea dei soci, e proprio perché le designazioni provengono da enti diversi, una circolare della Presidenza della Regione sottolinea la necessità del raccordo tra gli enti interessati per garantire, nel risultato finale, il rispetto della parità di genere.

La deputata regionale del Movimento 5 Stelle aggiunge, preannunciando apposita interrogazione all’Assemblea Regionale Siciliana:

“Ma l’aspetto normativo a nostro avviso pesa meno del dato politico e istituzionale: il Consorzio Universitario non è un ente qualsiasi.
È un presidio di sviluppo culturale e sociale, un istituto accademico di alta formazione per le nuove generazioni; pertanto, dal punto di vista politico arriva un segnale fortemente diseducativo oltre che di mancata attenzione verso l’equa rappresentanza di genere.
E qui emerge una responsabilità specifica: una volta che due nomine erano già state espresse (Regione e Rettore dell’Università di Catania), l’Assemblea dei soci – ovvero, ALUI e il Comune di Ragusa, guidato da Peppe Cassì – avevano la possibilità concreta di evitare tale composizione discriminatoria nei confronti delle donne e di rispettare lo spirito e la lettera della normativa.
Invece, con la scelta di Filippo Spadola, sulla cui figura e competenze nulla abbiamo da obiettare, ha fatto una scelta unilaterale che oggi espone l’Amministrazione comunale di Ragusa a una contestazione normativa e a una evidente figuraccia istituzionale.
Per queste ragioni abbiamo appena presentato una interrogazione all’Assemblea Regionale Siciliana, per sapere quali controlli siano stati effettuati, chi abbia curato il raccordo tra enti designanti e quali iniziative si intendano assumere per ripristinare la regolarità delle nomine in un ente che dovrebbe essere faro ed esempio di un cambio di rotta rispetto a retaggi culturali che vedono le donne ancor oggi discriminate”.

Per quanto ci riguarda, possiamo auspicare solo che il prof. Spadola, per tutelare il suo indiscusso prestigio, personale e professionale, rinunci alla nomina che, a questo punto, è alquanto inficiata dalle riserve all’interno del suo stesso partito, dalla totale mancanza di trasparenza circa le dichiarazioni del sindaco Cassì che ha dichiarato la nomina come ‘suggerita‘ – ‘segnalata’, da Forza Italia, nonché, ora, dalla questione sollevata dall’on.le Campo che, al di là delle normative non sempre rispettate in materia, irrompe con tutta la sua indiscussa importanza su un quadro generale di una immagine amministrativa assai deteriorata.

Non sarà, certo, una medaglia della quale vantarsi, una nomina assegnata da tale amministrazione.

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