di redazione
L’omaggio di un intero giorno per un momento che ha rivoluzionato la nostra storia
La sintesi della commemorazione del tragico evento sismico del 1693 sta nelle parole del presidente regionale di Youpolis, Simone Di Grandi: “Una giornata intensa, organizzata con settimane piene di lavoro ricerca e logistica, che è andata come doveva! Una splendida partecipazione alla cerimonia della mattina, e centinaia di persone che hanno partecipato al percorso storico culturale del pomeriggio. Ci sono state alcune problematiche a noi non dovute (il service ce lo siamo dovuti gestire autonomamente, non erano presenti i vigili come da noi richiesto) ma con qualche sforzo in più ce l’abbiamo fatta!
Viva Ragusa e il nostro orgoglio di essere iblei”
Un momento di partecipazione collettiva voluto fortemente, da alcune associazioni giovanili, perché il nostro passato torni ad essere vivo, di esempio per tutti, perché ci si possa interrogare sul senso della parola ‘’ricostruire’’, e guardare il futuro con il coraggio dei nostri avi.
Senza dubbio questi giovani che, ogni giorno di più, diventano protagonisti in città, hanno una marcia in più, dobbiamo ammettere che a tutti quelli che giovani siamo stati, e a tutti quelli che ci hanno preceduto, non è mai venuta, in tanti anni, l’idea di celebrare il giorno del terremoto.
Loro, i giovani, sono riusciti a trasformarlo in un evento di marketing generazionale, con leggerezza, con scioltezza, con nonchalance e solo un Sindaco giovane come loro poteva seguirli con convinta partecipazione.
La cerimonia civile di commemorazione si è svolta, nella mattinata, sul sagrato della Chiesa di Santa Maria delle Scale, dove è stata installata una targa che recita: “A perenne ricordo dei concittadini e delle maestranze che ricostruirono la città lasciando ai posteri testimonianze di assoluta magnificenza”.
Erano presenti le più alte autorità civili e religiose, S.E. il Prefetto, Annunziato Vardè, S.E. Il Vescovo, mons. Paolo Urso, il Sindaco Federico Piccitto, il Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono, unitamente al Parroco di Santa Maria delle Scale, don Girolamo Alessi e agli assesori comunali Stefania Campo e Salvatore Martorana.
“Il ricordo di un evento terribile – ha dichiarato nel suo intervento il sindaco Federico Piccitto – che segnò una svolta epocale per la nostra città e per il nostro territorio, non è solo doveroso, ma soprattutto utile. Una memoria che va assolutamente difesa e diffusa tra i più giovani, ed in particolare nelle scuole, perché rappresenta la testimonianza più efficace della grande forza iblea di risorgere contro ogni avversità.
Da quel momento, così tragico a livello sociale ed economico, infatti, i nostri avi furono capaci di programmare un nuovo futuro urbanistico, architettonico e sociale per la nostra città, con scelte lungimiranti ed innovative.
Alle associazioni giovanili attive nella nostra comunità, le quali hanno saputo incarnare un bisogno diffuso, profondendo il massimo impegno per la realizzazione di questa giornata, va quindi il ringraziamento e la riconoscenza della città”.
La cerimonia è stata aperta dalla ricostruzione storica dei danni provocati dal terribile evento sismico. Subito dopo l’intervento del primo cittadino, il regista ed autore Gianni Battaglia ha offerto una rilettura di alcuni “frammenti” originali delle cronache dell’epoca, con il racconto degli effetti sulla popolazione nei giorni successivi al terremoto.
Il prefetto Annunziato Vardè ha inteso sottolineare “il fervore culturale ed artistico che trasformò, dopo il sisma del 1693, l’intero Val di Noto, ed in particolare la città di Ragusa. Per la ricostruzione infatti furono mobilitati i migliori professionisti dell’epoca, dimostrando così la forza d’animo della comunità iblea, che fu in grado, nonostante i lutti immani subiti a causa del terremoto, di reagire cambiando il volto, e di conseguenza la storia, della città”.
Il vescovo Paolo Urso, che ha chiuso la cerimonia con un momento di preghiera in cui ha impartito la benedizione alla città ed ai suoi abitanti, ha richiamato “la necessità di un rinnovamento dei valori positivi sui cui si fonda la nostra città, testimoniati dalla capacità di reazione della comunità iblea dopo l’esperienza, sconfortante e tremenda, del terremoto del 1693”.
I rappresentanti dell’associazione Youpolis, Simone Digrandi, ed Ideology, Giovanni Criscione, che hanno organizzato la giornata con il coinvolgimento di altre realtà associative, hanno illustrato, nei rispettivi interventi, i motivi principali della commemorazione, “che non può rimanere – ha spiegato Criscione – un caso isolato, ma deve essere utilizzato come esempio ed insegnamento per tutti”.
Sulla stessa linea anche l’intervento di Digrandi: “Abbiamo intitolato questa giornata “la memoria e l’orgoglio”. Un modello che noi giovani, in quanto membri di questa comunità, dobbiamo fare nostro, non arrestandoci di fronte alle difficoltà, ma amando i nostri luoghi e contribuendo, insieme, alla crescita della nostra città”.
L’impegno delle associazioni giovanili è stato salutato con soddisfazione dal presidente del consiglio comunale, Giovanni Iacono, il quale ha ribadito come “il rispetto e la conoscenza profonda della storia della nostra città, è motivo di speranza e di ottimismo per il futuro della comunità iblea. Una realtà che, a partire dai propri giovani, mostra un profondo rispetto per la tradizione, la cultura e la storia del proprio territorio e che può proiettarsi verso il futuro con fiducia, ottimismo ed entusiasmo rinnovato, superando le criticità che la circondano”.
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