Prendiamoci cura di ISPICA. Torniamo a partecipare!
Appello rivolto alla cittadinanza ispicese dal gruppo di associazioni formato da Libera (Coord prov di Ragusa e presidio cittadino), Auser e Articolo 32.
Noi del Presidio in formazione di Libera Ispica-Pozzallo e del Coordinamento provinciale di Libera Ragusa, unitamente al Comitato Civico Articolo 32 e all’Auser di Ispica, vogliamo condividere alcune considerazioni sulla situazione attuale della politica ispicese.
Crediamo, difatti, a pochi mesi dalle prossime amministrative, che sia nostro dovere non sottrarci ad un bilancio onesto e realistico capace di sganciarsi dalla sterile polemica partitica e di guardare al bene della nostra comunità e delle istituzioni che la rappresentano.
Crisi generale della politica e della partecipazione
È indubbio che oggi la politica viva un periodo di profonda crisi riscontrabile in modo evidente, non solo nei comportamenti di una certa classe dirigente del tutto inadeguata (soprattutto perché chiaramente disinteressata al perseguimento del bene comune), ma anche nella sempre più preoccupante mancanza di partecipazione da parte dei cittadini, rilevata dalle alte percentuali di astensionismo che da alcuni anni a questa parte si registrano nei diversi appuntamenti elettorali.
E, quando l’astensionismo non è così elevato, come avviene in genere per le elezioni amministrative, la partecipazione dei cittadini comunque si limita (o viene limitata) solo al momento del voto.
Debito comunale e dissesto economico
A Ispica, nello specifico, la crisi si rende evidente in modo inequivocabile nel debito di 30 milioni di euro che pesa sulle casse del nostro Comune e che da anni ha determinato una situazione di grave dissesto economico. Nelle ultime campagne elettorali comunali, a riguardo, ci era stata garantita una ripresa, ma tra incompetenze, incongruenze e lotte interne alle compagini amministrative che si sono avvicendate, sono sistematicamente naufragate tutte le tanto convincenti, quanto illusorie, promesse elettorali.
Risultato? Il nostro Comune opera ancora con il bilancio del 2019 (l’ultimo ad essere stato approvato) ed il debito invece di diminuire va aumentando.
A confermare la gravità della situazione è il verbale redatto dal Collegio dei Revisori dei Conti nell’ottobre scorso, nel quale si legge: “emerge in modo inconfutabile che l’ente non ha mai programmato n’ipotesi di bilancio caratterizzato da un equilibrio strutturale e non ha iniziato un graduale ed efficace percorso di risanamento”.
Politiche sociali e attenzione ai giovani
Altro punto nel quale si evidenzia la crisi è l’inadeguatezza delle politiche sociali e delle politiche giovanili.
In particolare, con la recente pandemia, ad Ispica si è amplificata una situazione di disagio sociale già esistente. Data la gravità dello scenario ci saremmo aspettati una maggiore attenzione della politica nei confronti della fascia più debole, cioè dei nostri giovani, ma anche in questo caso le aspettative si sono rivelate illusorie. Dal 2021 la rete associativa Mosaico delle Corresponsabilità, della quale fanno parte anche le realtà che sottoscrivono il presente comunicato, chiede di creare una “patto” tra istituzioni, scuole, associazioni e famiglie per portare avanti insieme un progetto socio educativo al fine di arginare e prevenire il disagio sociale, oggi riscontrabile in modo evidente nell’aumento esponenziale dello spaccio e del consumo delle nuove droghe.
“In un tempo in cui al disagio giovanile, alla povertà educativa si risponde esclusivamente con approcci sicuritari e repressivi, è necessario ribadire il potere di prevenire dell’azione educativa.
Pensare che il controllo, la punizione, la segregazione precoce dei minori siano la soluzione per risolvere problemi di sicurezza pubblica, vuol dire trascurare le cause profonde dei fenomeni che si intendono combattere; povertà materiale, esclusione educativa, degrado urbano, disgregazione del tessuto comunitario” (Libera e Gruppo Abele, “Comunità che educa comunità” – Torino, 23-24-25 gennaio 2026, documento introduttivo).
Ma chi amministra evidentemente non ha preso a cuore le nostre proposte, compresa quella di realizzare in uno spazio comunale un centro giovanile che faccia anche da casa delle associazioni.
Uno spazio che potrebbe favorire la crescita dei nostri ragazzi, la loro capacità di costruire relazioni, di progettare insieme, di accogliere e valorizzare le diversità, di confrontarsi con gli altri, compresi gli adulti. L’idea era supportata anche dai giovani studenti e da alcuni gruppi giovanili parrocchiali che con i loro rappresentanti hanno espresso la necessità di un centro di questo tipo in occasione del consiglio “comunale aperto” che, su richiesta dei consiglieri comunali, lo scorso aprile è stato dedicato proprio a questo tema. Purtroppo, in quella sede, chi amministra prendendo la parola ha deluso le aspettative dei ragazzi che erano intervenuti con entusiasmo, anche per la scarsa capacità di ascolto e di empatia mostrata nei loro riguardi.
Nonostante ciò, noi continuiamo ad essere convinti che i giovani debbano stare al centro della politica della nostra comunità attraverso l’attuazione di interventi mirati, da progettare e realizzare insieme ai giovani, che anzitutto mettano a loro disposizione spazi adeguati dove incontrarsi e crescere insieme. Ci riferiamo non solo a spazi interni, ma anche a spazi esterni, dove i più piccoli possano tornare a giocare liberamente.
Come spesso ci ricorda don Luigi Ciotti in riferimento all’importanza delle politiche giovanili, “dobbiamo smettere di preoccuparci dei giovani e dobbiamo cominciare piuttosto ad occuparci di loro”.
E proprio a proposito di questo tema ricordiamo bene una frase che lo stesso don Ciotti pronunciò nell’incontro pubblico che si tenne nel maggio del 2024 presso
l’ex Mercato comunale: “se la politica non fa le politiche, allora tradisce se stessa”. Una affermazione che non a caso allora il presidente di Libera scelse di pronunciare ad Ispica.
Etica pubblica nella gestione della sanità
Ma il tradimento della politica, quella vera, che Paolo VI definì “la forma più alta di carità”, si consuma anche quando la stessa viene privata della sua dimensione etica.
Un esempio di sistema politico senza etica è quello che occupa la sanità e la gestisce tramite raccomandazioni e corsie preferenziali attraverso le quali “sistemare” i propri “yesman”, amici vecchi o anche nuovi, che magari fino pochi mesi prima erano avversari e che dopo, all’improvviso, folgorati come San Paolo sulla via di Damasco, hanno cambiato schieramento.
Le intercettazioni acquisite dagli inquirenti in questi ultimi mesi ci hanno dato un quadro chiaro di come (non) funzioni la sanità in Sicilia.
Il timore (che condividiamo con tante realtà) è che la politica ispicese non sia del tutto estranea a questo quadro, nel quale la sanità è concepita come “postificio” capace di fruttare voti.
Ovviamente le nostre perplessità non producono automaticamente prove di illeciti, però, rimanendo fedeli ad una visione alta della Politica, crediamo, come affermava Paolo Borsellino che “gli uomini politici non devono soltanto essere onesti, devono anche apparire tali”.
Edilizia, conflitti di interesse e trasparenza
Questo stesso principio vale anche per l’edilizia, settore che ad Ispica vive una interminabile attesa rispetto all’approvazione del piano regolatore, al quale, a quanto ci risulta, sono legati anche gli interessi gli alcuni amministratori.
Il nostro ordinamento, però, è chiaro: chi amministra non può ritrovarsi in situazioni di conflitto di interessi a motivo della propria attività lavorativa.
Al comma 3 dell’articolo 78 del TUEL (Testo unico sull’ordinamento degli enti locali) si legge: “I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato”.
Oltre alla chiarezza a chi amministra è richiesta anche trasparenza. A tal proposito è singolare come il faticoso iter del piano regolatore ad un certo punto abbia rallentato (non che viaggiasse a velocità sostenuta) a motivo della scomparsa della copia cartacea. Il documento, depositato il 22/11/2021 dal progettista architetto professore Giuseppe Gangemi, non è stato mai portato e discusso in consiglio comunale. Quando nel maggio del 2023 in consiglio si chiese conto del nuovo piano regolatore, lo stesso risultava introvabile: era stato smarrito!
Una legalità “ad intermittenza”
Quanto affermato fino ad ora non significa che la politica ispicese non abbia mostrato mai interesse nei confronti del tema della legalità. Durante le campagne elettorali è uno dei temi sui quali si ritorna di più! Tante a riguardo sono state le promesse non mantenute, dall’adesione del comune di Ispica alla rete antimafia e anticorruzione di Avviso Pubblico, alla nomina di autorevoli consulenti che avrebbero dovuto monitorare anche la conformità dell’azione amministrativa rispetto ai principi della legalità e della trasparenza.
Finita la campagna elettorale, però, certe scelte prima presentate come fondamentali, a quanto pare poi sono diventate superflue.
A dire il vero, ultimamente a Ispica c’è stato un momento (uno solo) in cui il tema della legalità, pur non essendo in campagna elettorale, ha acquisito centralità nel dibattito politico. Ma cambia poco, perché improvvisarsi paladini della giustizia e dell’antimafia “ad intermittenza”, magari in base ai propri interessi del momento, non corrisponde a stare realmente dalla parte della legalità. Stiamo parlando di una scelta che oltre alla serietà ed alla convinzione, richiede uno sguardo rivolto costantemente, non solo a ciò che è consentito dalla legge, ma anche a ciò che è richiesto alla responsabilità di ciascuno.
E, come sappiamo, specie quando ci si mette a servizio di una cittadinanza, ci sono responsabilità che vanno ben oltre il perimetro segnato dalle leggi. È dall’esercizio di questa responsabilità da parte di chi amministra dipende la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, nella politica e in coloro che per esse si spendono.
Responsabilità istituzionale, sicurezza e droghe sintetiche
La responsabilità istituzionale comporta, per chi l’assume, anche una grande attenzione nei riguardi delle proprie dichiarazioni. È bene prima di rendere pubbliche certe opinioni che se ne valuti non solo la liceità, ma anche (se non addirittura soprattutto) l’opportunità. A tal proposito consideriamo del tutto inopportuno che chi ricopre importanti cariche istituzionali possa esprimersi pubblicamente contro l’operato delle forze di polizia, impegnate ad Ispica nella tutela dell’ordine pubblico e nel contrasto allo spaccio della droga.
Più che criticare l’intervento della Questura, che tra l’altro da tempo monitora con particolare attenzione alcune zone della nostra città proprio in seguito anche ad una pressante richiesta dei nostri amministratori, bisognerebbe responsabilizzare i cittadini e invitarli, lì dove necessario, a denunciare, perché la sicurezza della
città e la lotta contro la dipendenza dalle droghe riguardano tutti.
È bene ricordare sempre che con le droghe sintetiche, tipo il crack, è in ballo la salute e la vita dei nostri ragazzi! Ad Ispica i numeri del consumo di droga (in particolare crack) parlano chiaro. La situazione tra i giovani è molto grave e per questo è ancora più assurdo che un nostro rappresentante critichi il lavoro di chi cerca di arginare quello che possiamo definire un vero e proprio tsunami. Basta leggere alcuni recenti articoli di cronaca per comprendere la gravità della situazione che si è venuta a creare. Per questi motivi noi, scusandoci per le ingiuste critiche ricevute, esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nel nostro territorio e ad esse rivolgiamo il nostro più sincero Grazie.
Le parole non bastano più
Di fronte ad una crisi così grave che comprende tanti altri aspetti, a cui per motivi di sintesi non facciamo riferimento (ma che non per questo risultano meno evidenti o importanti), crediamo che anche la capacità retorica, sulla quale spesso si è fatto leva per raccontare una realtà differente, abbia oramai perso la sua efficacia. La verità è sempre più grande delle parole che la vorrebbero coprire!
Necessità di partecipazione per un vero cambiamento
L’evidenza dei fatti presenta una situazione molto grave rispetto alla quale riteniamo necessario ed urgente un cambiamento che parta dal basso e che coinvolga la base della nostra comunità cittadina.
Come ci ricorda don Milani: “il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme costituisce la politica, mentre sortirne da soli è avarizia”.
Non basta individuare il problema, occorre affrontarlo insieme! Per tale motivo facciamo nostro l’invito alla partecipazione che il Presidente Mattarella lo scorso 31 dicembre ha rivolto in modo particolare alle nuove generazioni. Come anche facciamo nostre le parole dell’arcivescovo di Palermo, concittadino ispicese, don Corrado Lorefice che, di fronte all’attuale situazione di degrado politico, nella quale spesso a governare sono dei “lupi rapaci”, esorta i laici ad una rinnovata assunzione di responsabilità.
Anche la politica ispicese ha bisogno di cambiare marcia. Serve una discontinuità col passato che, evitando le tipiche “minestre riscaldate”, proponga una politica che sappia coinvolgere la base; che abbia come obiettivo la realizzazione del bene comune e non degli interessi personali; che sappia ricostruire e rinsaldare la fiducia nelle istituzioni locali; che sappia riattivare le connessioni del tessuto sociale cittadino, ricco di risorse fino ad ora ignorate e di potenzialità lasciate inespresse.
Importanza di un progetto politico
Occorre elaborare un progetto comune, frutto di un lavoro di analisi e di studio del contesto, di confronto con altre realtà, di ascolto del territorio, di condivisione e di elaborazione di idee. Un gruppo che si fonda su un serio progetto politico non soffre di eccesso di individualismi né di continue spaccature, fenomeni che invece è facile riscontrare quando i gruppi politici vengono costruiti attorno all’unico obiettivo di attrarre più consenso possibile. Come l’esperienza ci insegna, con questo unico criterio di fondo si avrà come risultato una accozzaglia di tanti individui capaci singolarmente di prendere molti voti, ma privi di idee o prospettive politiche che li accomunino.
Invito a partecipare
Ci rivolgiamo pertanto a tutti gli ispicesi di “buona volontà” perché prendano a cuore il futuro della città nella consapevolezza che partecipare alla vita politica, oggi più che mai, è un dovere di tutti. Abbiamo bisogno di persone competenti che vivano l’impegno politico con dedizione e generosità, nello stile del servizio, capaci di intendere ed incarnare la categoria “potere” non come sostantivo (il potere), ma come verbo (potere fare, potere risolvere, potere sostenere, potere rinnovare…).
Solo in questo modo ad Ispica si potrà attivare un percorso di vero cambiamento.
Coordinamento provinciale di Libera Ragusa
Presidio in formazione di Libera Ispica-Pozzallo
Comitato Civico Articolo 32 – Ispica
AUSER – Ispica
