Chissà di cosa è fatto questo vuoto per essere così denso (anonimo)
Il culmine del vuoto lo raggiungi arrampicandoti su una cima che non esiste.
(Fabrizio Caramagna)
L’ultimo trasloco, e di trasloco eccellente si tratta, quello di Rocco Bitetti, storico esponente della destra ragusana che, dopo trent’anni di militanza in tutte le derivazioni del Movimento Sociale Italiano, deferito ai probiviri del partito per una presunta disattenzione verso la linea nei confronti dell’amministrazione Cassì, ha preferito autosospendersi e passare nel gruppo misto, al Consiglio comunale di Ragusa
Non è che uno dei tanti traslochi di questa consiliatura e non sarà nemmeno l’ultimo. Di certo una consiliatura disgraziata, che ha seguito il forte declino della politica su tutto il territorio provinciale, come approfondiremo in altra parte del giornale.
Si possono già definire tre epoche in questo inizio di millennio.
Gli anni duemila sono stati caratterizzati, nella prima decade, dalle eccellenze dei sindaci, Mimmo Arezzo e il gigante Nello Dipasquale, nella seconda comincia il declino con la voglia del ‘famolo strano’, l’ebbrezza del kamasutra, di nuove esperienze che portarono a Palazzo dell’Aquila prima i grillini e poi un giocatore di basket di eccellenza, i primi che volevano cambiare il mondo e il mondo, invece, li ha cambiati, gli altri che, con la maturità classica dei tifosi, degli ultras, pensavano che la politica fosse una partita di pallacanestro.
La terza decade, non solo nel capoluogo, sta segnando i momenti più bassi della politica locale
L’esperienza del Consiglio comunale di Ragusa è sintomatica di una patologia diffusa, all’insegna, prevalentemente del mantenimento di una poltrona che, se va male, può essere anche seggiola, sgabello o strapuntino nel peggiore dei casi.
Tutto nasce dalla voglia di strafare dell’asso del basket che non si è voluto limitare a svolgere il suo ruolo principale di realizzatore: è voluto diventare allenatore, direttore tecnico e direttore sportivo della squadra, responsabile della comunicazione, capo del direttivo e presidente.
Il danno che ha provocato è stato incalcolabile.
Il primo ‘Cassì’ godeva di una giunta di eccellenza, di personaggi di prestigio che portavano lustro al governo della città, anche al netto di qualche piccola discrasia nella gestione degli assessorati.
Di pari prestigio il civico consesso, con punte di eccellenza, in maggioranza, che Cassì non ha voluto privilegiare e conservare per il suo secondo mandato, e, assieme alla coalizione civica allargata, determinando lo fascio attuale.
Sfascio attuale che ebbe origine da qualche sondaggio, alquanto farlocco, per le comunali di giugno 2022, che davano Cassì attorno al 34/35%, percentuali che non lo mettevano al sicuro per la rielezione.
Cassì sapeva che lungo la strada c’era una schiera di personaggi dell’opposizione pronta a salire sul carro di quello che sembrava comunque il vincitore, si tiene bene solo Iacono con Partecipiamo, per il resto apre le porte del taxi verso il presunto potere a Mario D’Asta, a Giorgio Massari, stabilisce accordi con Cateno De Luca e con il suo referente locale del tempo, con la lista civica Terra Madre, coopta in giunta elementi di non meglio identificata paternità politica.
A cascata, si forma un civico consesso i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: vogliamo precisare, tutte persone per bene, nulla da eccepire sul piano personale ma autentiche frane dal punto di vista politico, anche chi non ha colpe gravi non ha imposto il benché minimo richiamo ad una conduzione politica e amministrativa decente.
Per quanto riguarda la giunta, oggi siamo arrivati al punto più basso: usciti elementi del calibro di Mario D’Asta e Giorgio Massari, lo spirito civico è andato a farsi fottere, oggi, con il passaggio del Sindaco in Forza Italia, c’è la prevalenza del partito ma non della coalizione di centro destra, con la presenza diventata atipica dell’assessore di Sud chiama Nord, partito avversario della coalizione di centro destra, almeno finora.
Dello spirito civico, bandiera di Cassì, per i suoi interessi di carriera politica, non è rimasto nulla ma, in effetti, sin dall’inizio, nel 2023, il civismo era una sola, sulla quale si erano accomodati tutti, anche i civici veri, per convenienza, per andare avanti sul carro del vincitore.
E il liquefarsi del civismo ha provocato, in primis, il dissolvimento del consiglio comunale, ridotto ad una casbah. Un civico consesso di bastardi, politicamente parlando, di persone che, al controllo del DNA, hanno espresso il padre vero.
Diventano consiglieri, della coalizione del sindaco, Giuffrida, Adamo, Pasta, Digrandi, D’Asta, Gurrieri, Buscemi, tutti assessori designati, il che determina l’anomalia del subentro di 6 non eletti che nonostante il consenso non sufficiente, diventano consiglieri.
Un primo sconquasso lo portano gli accordi con l’on.le Abbate di Modica: Cassì non vuole partiti sul carro, allora D’Asta e Gurrieri che si erano accostati ad Abbate in campagna elettorale per le regionali, si vorrebbero sistemare nella lista civica Terra Madre di Gurrieri, con la benedizione da Modica, ma la coesistenza è impossibile e si ricorre ad un escamotage: D’Asta con la sua sigla virtuale, Ragusa Futura, va dentro la lista Partecipiamo di Giovanni Iacono, Cassì, Abbate e Iacono concordano di inserire nella stessa lista 8 elementi ciascuno, Cassì mette gli esuberi della sua lista, riesce ad eleggere la consigliera Mezzasalma e, dopo le incaute dimissioni di D’Asta da consigliere, sale anche Sortino, Iacono porta al seggio la Occhipinti, nella lista di Partecipiamo viene eletta anche Rossana Caruso che si rivela, in seguito fedelissima di Ignazio Abbate, grazie al quale ottiene, subito l’elezione a vicepresidente del Consiglio.
Ma la confusione politica non finisce qui: Buscemi sente odore di obbligo di dimissioni da consigliere e, per non permettere l’entrata in consiglio del primo dei non eletti, di una corrente avversa nel partito, preferisce lasciare la carica di assessore designato a vantaggio di un suo fedelissimo che, poi, non si rileva tale per amore di poltrona.
La lista di Giorgio Massari, Ragusa Prossima, accoglie candidati di Azione di Calenda e viene fuori Zagami accanto a Gianni Iurato.
Nella lista di Cassì c’è anche un fedelissimo dell’on.le Giorgio Assenza, Battaglia, non iscritto ma attivissimo nel partito e segnatamente nella corrente di Assenza che è quella di Musumeci e Razza, che viene eletto.
La composizione originaria del civico consesso vede 17 consiglieri di maggioranza, nella lista di Cassì, dopo lo scorrimento dei primi dei non eletti che subentrano agli assessori che lasciano la carica, 8 consiglieri, Ilardo, Antoci, Criscione, Schininà, Battaglia, La Licata, Vitale e Bennardo, quest’ultimo terzo più votato dell’assemblea cittadina, dopo Giuffrida e Digrandi.
Completano la maggioranza Occhipinti, Caruso, Mezzasalma e Sortino (che subentra dopo le dimissioni di D’Asta) di Partecipiamo, Gurrieri (che resta assessore) e Galifi per Terra Madre, Iurato e Zagami per Ragusa Prossima, Buscemi per Sud chiama Nord.
All’opposizione 7 consiglieri Calabrese e Chiavola del PD, Mauro e Podimani della lista Generazione del candidato sindaco Schininà, oggi segretario cittadino del PD, La Porta di Territorio, Firrincieli del Movimento 5 Stelle e Bitetti di Fratelli d’Italia.
In questo bailamme la geografia è cambiata: della compagine della lista del sindaco, Ilardo, Schininà, Vitale sono passati al seguito del sindaco in Forza Italia, assieme agli assessori Giuffrida e Digrandi
A sostegno del sindaco, residuati della maggioranza, restano Antoci, Criscione La Licata e Battaglia, Gurrieri e Galifi di Terra Madre, della lista Partecipiamo resta la Occhipinti, Sortino, che era considerato, a torto, fedelissimo di D’Asta, ora vicinissimo alla parrocchia del sindaco, e la Mezzasalma, transitata in Forza Italia.
Come si può dedurre, solo 12 elementi che non possono fare maggioranza.
All’opposizione, o presunta tale, il nucleo originario, Calabrese e Chiavola del PD, con Podimani transitato da Generazione, Mauro transitato al gruppo misto dopo un passaggio in Forza Italia, La Porta di Territorio, Firrincieli del Movimento 5 Stelle e Bitetti di Fratelli d’Italia, ora transitato al misto.
L’opposizione a Cassì si è arricchita, in questi primi due anni e mezzo di sindacatura di altri 5 elementi, tutti confluiti nel gruppo misto, diventato una casa di accoglienza: Federico Bennardo nel gruppo misto, con vicinanza, senza tessera, alla Dc di Abbate, Rossana Caruso, fedelissima di Abbate e DC fino a quando Abbate non traslocherà, Buscemi, uscito dalla maggioranza dopo aver abbandonato Sud chiama Nord.
C’è, poi, il consigliere di Ragusa Prossima, a Iurato, dimesso per motivi personali, subentra, giovedì, nel corso della seduta del Consiglio, Gaudenzia Flaccavento, che si dischiara all’opposizione ma costruttiva.
Espulso da Ragusa Prossima il consigliere Zagami, al misto con appartenenza indefinita, un peripatetico della politica, da Azione di Calenda, per le cui file fu eletto nella lista di Ragusa Prossima, a tesserato della DC, area Cuffaro più che Abbate, per influenza del suo riferimento politico che potrebbe ora indirizzarlo verso altri partiti o movimenti, ondivago nell’atteggiamento nei confronti di Cassì, fra voti a favore, bocciature e astensioni.
Una schiera di consiglieri che sono usciti dalla maggioranza per fare opposizione e sono caduti nel sostanziale oblio, non sono riusciti a essere incisivi, peggio che mai alla presunta opposizione per la quale non mostrano altrettanta attitudine.
Tutto questo sconquasso provocato dalle strategie discutibili, passate e recenti, di Cassì che, purtuttavia, resta a galla, intanto perché il sistema non rende facile l’annegamento, per il piano regolatore trova l’appoggio del PD, per il bilancio trova quello di Bitetti, se chiama il 118 potranno arrivare in soccorso, in nome del bene comune, del bene della città, le opposizioni costruttive o di convenienza della Flaccavento o di Zagami, in terzo appello delle sedute del Consiglio l’amministrazione ha i numeri per far aprire le sedute, per l’approvazione basterà qualcuno delle opposizioni che resta a casa e il gioco è fatto.
Di certo, in conclusione, una assemblea cittadina che alla città non ha portato nulla, se si esclude l’intervento, in alcuni casi costruttivo per la città, del PD per il Piano Regolatore, un vero e proprio nulla cosmico, il vuoto assoluto.
