Va dato riconoscimento di determinate sensibilità ai componenti di Ragusa Prossima: nello stesso giorno hanno sollevato due importanti questioni attinenti la cultura e le reminiscenze identitarie della città.
Nel pomeriggio di ieri lunedì 2 febbraio, in Commissione Cultura, la consigliera Gaudenzia Flaccavento ha cercato di colmare un imperdonabile vulnus della città: manca, da sempre, un adeguato riconoscimento per quello che è uno dei maggiori artisti, se non il maggiore, di Ragusa, Carmelo Cappello.
Non adeguatamente valorizzata la sua arte, nessuna iniziativa a imperituro ricordo di una figura emblematica di Ragusa.
In passato c’è stato chi si è preoccupato di raccogliere le opere, di istituire, fra alterne vicende, una sede museale delle stesse, ma, di certo, è mancata adeguata promozione dell’esposizione e sono mancate iniziative per mantenere vivo il ricordo dell’artista.
In mattinata era stato diffuso un comunicato per esprimere grande preoccupazione per la demolizione di quello che restava del Mulino Curiale, in via Archimede.
Dopo che si era liberata, nei mesi scorsi, tutta l’area occupata dalle strutture del Mulino, dopo molte settimane di inattività, nel cantiere sono tornate in azioni le macchine da demolizione che hanno abbattuto l’ultima parte, quella storica, la più antica del Mulino.
La struttura sembra essere stata sottoposta a vincolo della soprintendenza dal 2012, il che lascia molte perplessità perché gli interventi di demolizione delle altre parti sembrano aver intaccato la parte storica che appariva come un rudere sopravvissuto alla demolizione, tanto che ora si sarebbe reso necessario l’abbattimento per il deterioramento della costruzione che forse non è stata tempestivamente oggetto di un consolidamento.
Di certo, ci sarà stata trascuratezza da parte delle autorità preposte al vincolo o, forse, c’era addirittura disinteresse per quella che poteva diventare una sede museale per alcune macchine, se ancora conservate, e altri reperti della storia industriale dell’azienda.
Poco importa se, come ha affermato l’assessore ai lavori pubblici, l’immobile sarà ricostruito nella sua forma originale.
Se ne va un importante reperto di archeologia industriale della città, evidentemente fra gli amministratori, esperti e appassionati del settore non c’è la sufficiente cultura per apprezzare questa “storia”, del resto se si pensa che poco o nulla è stato fatto per le miniere, per gli stabilimenti Ancione e anche di recente la dismissione di alcuni impianti del petrolchimico non ha smosso la sensibilità di alcuno per andare a vedere cosa ci potrebbe essere da conservare e riutilizzare in funzione turistico-culturale e anche sociale.
Se vogliamo, anche Ragusa Prossima doveva muoversi per tempo, da anni avrebbe potuto concretizzare, almeno come progetti, molti dei sogni nel cassetto, negli ultimi due, al governo della città, avrebbe potuto esigere maggiore attenzione verso questi aspetti culturali ma, purtroppo, una volta che il Movimento ha conquistato il potere e il prestigio ha dimenticato tutte le sollecitazioni e le filippiche contro l’amministrazione per una più sana gestione della cosa pubblica, con particolare riferimento ai beni culturali.
Valga per tutti la statua dei ‘picialuori’, che, forse, tiene ancora con le corde, oggetto di infinito recupero che
Ragusa Prossima non ha più sollecitato.
Bella era l’idea del recupero della storica parte di costruzioni dell’industria, per farne museo dei macchinari, ma per queste cose si doveva acquisire l’immobile e gestirlo, né certo sarebbe stato corretto pretenderlo da chi ha investito per farne edilizia residenziale e commerciale, come condizione per l’approvazione dei progetti.
Del resto, Ragusa Prossima si meraviglia del silenzio della Soprintendenza, e dell’amministrazione, ma non si preoccupa degli scandalosi silenzi degli stessi attorno ai lavori, anche questi infiniti, del Convento dei Frati Minori Riformati di Ibla che dovrebbe accogliere un secondo Museo Archeologico della città.
Giustamente il Movimento politico attende spiegazioni sull’inatteso evolversi della situazione, ma bene farebbe a pensare di fare opposizione concreta e pretendere almeno spiegazioni su tanti fatti strani che accadono in città, restando in tema di beni culturali e loro gestione.
