Dai contrasti aspri di un tempo al nuovo amore politico di Stefania Campo e Federico Piccitto

Esultanza per il successo del NO al referendum, da parte dei 5 Stelle Stefania Campo e Federico Piccitto, che si ritrovano uniti alla ricerca di un posto da protagonisti nella coalizione di centro sinistra, osteggiata fino alle ultime comunali.
Anche con la piccola caduta di stile della mancata citazione del grande lavoro, fatto sul territorio, dal Partito Democratico, sotto l’abile guida di Nello Dipasquale, Riccardo Schininà e Peppe Calabrese., privilegiando le citazioni per CGIl, associazioni, comitati per il NO e giovani fuori sede che hanno svolto, almeno sul nostro territorio, un ruolo marginale.

“Un successo non solo a livello nazionale, ma anche, con percentuali ancora più rilevanti, sul piano regionale e provinciale con, ad esempio, ben il 63% di NO su Ragusa e il 67% a Modica, numeri che hanno rappresentato una presa di posizione netta dei cittadini della provincia contro una proposta che mirava a rompere il delicato equilibrio dei poteri dello stato” dicono all’unisono Stefania Campo e Federico Piccitto, rispettivamente deputata regionale e coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle di Ragusa.

Dopo altre considerazioni sul dato politico, condivisibili in parte, sulla gente che avrebbe percepito il pericolo di uno squilibrio nei poteri dello stato con l’esecutivo che avrebbe controllato i magistrati ed ha scelto di difendere la costituzione e l’indipendenza della magistratura, mentre noi pensiamo che il risultato del referendum è eminentemente politico e stabilisce nuove distanze fra destra e sinistra, Campo e Piccitto non mancano di pensare alla nuova fase politica che si apre.
Il loro obiettivo è quello di creare una coalizione coesa, esigenza che c’è a Roma come anche a Ragusa, dove si lavora troppo sottotraccia e con finalità che non si vogliono ufficializzare come l’ambizione per la candidatura a sindaco.
Oggi, dopo i forti contrasti del passato, ritroviamo uniti, o almeno così pare, Stefania Campo e Federico Piccitto, non possiamo eccepire nulla sulla loro buona volontà di migliorare le cose, a livello nazionale e, più ancora, a livello locale, dove c’è tanto bisogno di una netta inversione di tendenza, ma auspicheremmo strategie alla luce del sole.

A Ragusa servono strategie e politiche serie, alla luce delle norme e dei principi del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, dopo due mandati, dovrebbe, ormai, essere fuori dalle competizioni elettorali.
Le consiglieremmo di fare politica a livello nazionale e dopo le due tragiche esperienze con la politica comunale, lasciare ad altri il posto al tavolo delle trattative.
Non si possono dimenticare gli ostacoli posti alla fine del primo mandato di Piccitto per le candidature alle nazionali e alla carica di sindaco, con le azioni che, di fatto, determinarono la sconfitta, per una manciata di voti di Antonio Tringali. Anche le strategie nell’ultima competizione comunale sono state improntate alla cura degli interessi esclusivi del partito e non della coalizione.
Vorremmo ora che, alla fine della sua carriera politica, come da dettami dei 5 Stelle, la Campo favorisse, in maniera disinteressata, un naturale svolgimento dell’evoluzione politica, prima di tutto con il posizionamento di Federico Piccitto per la carica di sindaco, un ritorno, per come sono andate le cose, auspicato da molti e una verifica sulle reali possibilità di aspirare al seggio per le regionali.
Ma su tutto, servirebbe una conta, alla luce del sole, di quanti sono, e chi sono, i 5 Stelle a Ragusa, per capire su chi si può contare per ogni genere di battaglia, oltre a chiarire posizioni come quella di Sergio Firrincieli che non si addicono ad un partito che della serietà e della trasparenza vorrebbe fare le sue bandiere.
Se poi tutto si riduce, come vuole fare il leader Conte, alla poltrona ad ogni costo, è tutto tempo perso.

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