Si era avuta notizia di una riunione, al Comune di Modica, naturalmente organizzata dal sindaco, dalla Presidente del Consiglio comunale e dall’assessore Armenia, con i richiedenti di un incontro, tali Piera Ficili e Antonio Ruta del Comitato Socialista.
Non si conoscono i termini della convocazione e dell’incontro, ma destava perplessità la mancata presenza dei consiglieri di opposizione dei gruppi abbatiani, che tanto si sono interessati per le croniche disfunzioni del centro storico di Modica, nonché delle associazioni di categoria, alla luce del fatto che alla riunione partecipavano, una rappresentante della categoria commerciale e un esponente di una formazione politica.
La riunione, si legge sulla stampa, sarebbe stata una occasione di confronto aperto e costruttivo in un clima propositivo, nel corso del quale sarebbero emerse numerose idee, anche semplici ma concrete, in previsione di un Consiglio comunale aperto che dovrebbe essere convocato prossimamente.
Le perplessità da noi esposte sono confermate, oggi da una nota congiunta di CNA E CONFCOMMERCIO
Rrilancio del centro storico a Modica,: “Era già stato definito un incontro ufficiale per il 7 aprile, perplessità per la pubblicazione di fotografie e post istituzionali relativi a una riunione con singoli operatori. frammentazione degli interlocutori scavalca la rappresentanza collettiva”
Cna Modica e Confcommercio Modica intervengono con una posizione congiunta sul tema del rilancio del centro storico, esprimendo sorpresa e disappunto per quanto accaduto nelle ultime ore. Le due associazioni avevano già concordato con la sindaca Maria Monisteri un incontro ufficiale fissato per il 7 aprile, dedicato alla situazione del centro storico.
Proprio per questo, la pubblicazione di fotografie e post istituzionali relativi a una riunione al Comune con singoli operatori economici ha destato forte perplessità.
Il punto non riguarda le persone coinvolte, ma il metodo. Quando è già programmato un confronto istituzionale con le associazioni di categoria, convocare e pubblicizzare interlocuzioni parallele con singoli soggetti economici rischia di scavalcare la rappresentanza collettiva e di indebolire la qualità del processo decisionale. Su un tema complesso come il centro storico, la frammentazione degli interlocutori produce solo una sommatoria di interessi particolari, senza una visione condivisa.
Le associazioni ricordano che il loro ruolo è proprio quello di ricondurre le diverse esigenze a un quadro organico, trasformandole in proposte strutturate e verificabili. In passato si sono svolti numerosi incontri, ma su questa vicenda non si sono ancora viste risposte concrete né un piano operativo chiaro.
A ciò si aggiunge la richiesta, avanzata dagli stessi operatori presenti alla riunione informale, di convocare un consiglio comunale aperto. Uno strumento legittimo, ma che non produce atti deliberativi e non sostituisce il confronto operativo con le categorie. Prima di ogni altra cosa serve un metodo: si incontrano le associazioni, si definiscono gli impegni, si stabiliscono le priorità e si avvia un percorso verificabile.
In questo quadro, merita attenzione anche il fatto che il movimento Alternativa Socialista sia riuscito a creare un momento di interlocuzione tra amministrazione e consiglio comunale, pur non avendo rappresentanza in aula.
Un elemento che evidenzia alcune criticità nella gestione complessiva del confronto sul centro storico, sebbene le organizzazioni di categoria non siano minimamente interessate a entrare sul piano politico della vicenda, avendo soltanto a cuore le sorti dei propri associati e della crescita economica locale.
Per queste ragioni, Cna Modica e Confcommercio Modica ribadiscono che l’incontro del 7 aprile deve rappresentare il punto di riallineamento del metodo: un passaggio in cui definire priorità, impegni concreti e un percorso operativo chiaro. Il centro storico non ha bisogno di iniziative episodiche, ma di una regia riconoscibile e di passaggi istituzionali rispettati, condizione minima per costruire soluzioni efficaci e durature.
